Ti aspettavo, Laura mi sorride mentre mi invita a entrare nella camera d'albergo che ha personalmente prenotato per il nostro weekend in intimità.
È arrivata prima appositamente per preparare un ambiente e se stessa, per quanto mi riguarda non ce ne sarebbe stato bisogno ma lei ha voluto così.
Laura è l'abbondanza fatta persona e non solo dal punto di vista estetico ma anche per l'umanità della sua persona che è immensa più del suo corpo.
Ma io sono qui apposta per il suo corpo, per le sue grandi tette, per le sue cosce giunoniche come il suo grande meraviglioso sedere.
Penso che abbia voluto anticipare la sua presenza qui rispetto a me solo perché non si vede sufficientemente bella e, sia detto tra virgolette, normale.
È molto sexy nella penombra in cui ha avvolto la stanza e la sottoveste che indossa è semitrasparente sui grandi seni e le arriva all'altezza del ginocchio.
Ha portato e acceso personalmente una serie di candele profumate che danno una luce piuttosto romantica al nostro nido d'amore.
I capelli biondi e ricci le ricadono sulle spalle e fanno da contorno al suo bel viso su cui campeggia un sorriso lievemente incerto e io penso che questa incertezza sia dovuta sempre al timore di non essere considerata bella.
L'unico modo per toglierle questo timore è avvicinarmi a lei e letteralmente metterglielo in mano, anche se si tratta di una maniera piuttosto volgare di farle capire quanto mi piace.
Sicuramente è colpa mia che non sono riuscito a convincerla di essere una bella femmina molto attraente, malgrado le dimensioni superiori alla norma.
Forse ora, mentre stringe forte il mio pene con una mano e con l'altra soppesa le mie palle gonfie, potrà convincersi che in fondo è lei è esattamente come tutte le altre donne che hanno qualche chilo in meno.
Ci siamo conosciuti sul posto di lavoro in cui io sono un novizio mentre lei è una veterana e non ci ho messo molto a invitarla fuori a cena e poi a trascorrere questo weekend in intimità.
La nostra prima cena insieme ci ha visti amoreggiare, limitandoci a baciarci come due fidanzatini alla prima esperienza, dopodiché l'ho accompagnata a casa e la cosa sembrava finita lì.
Il giorno dopo in ufficio Laura sembrava un'altra persona e le si leggeva negli occhi un certo grado di felicità, tanto che mi sono spinto a invitarla a questo weekend d'amore assieme.
Nel frattempo siamo diventiti intimi rubandoci baci o meglio rubandoli al nostro orario di lavoro in ufficio e pian piano oltre i baci ho aggiunto alcune carezze spinte.
La prima volta che ho messo una mano tra le sue gambe mentre la baciavo, ci ha messo un po' per lasciarsi andare ed aprirsi ma c'è riuscita.
L'ho trovata caldissima e bagnata e ho capito che dovevamo, anzi potevamo andare oltre qualche gioco di lingua e di mano.
Ora è qui davanti a me che stringe il mio pene con forza e delicatezza nello stesso tempo e si rende conto che ha sugli uomini la stessa attrattiva che ha qualsiasi donna.
La mia erezione è lì a testimoniarlo e quando le tolgo la sottoveste, mi accorgo che oltre a non indossare il reggiseno non ha nemmeno le mutandine.
Completamente nuda Laura si distende placidamente sul letto matrimoniale e apre le cosce senza timore di mostrarsi e di donarsi.
Dentro è caldissima, stretta come un guanto intorno al mio pene che scivola nella sua fessura come una lama rovente nel burro.
Gli occhi di Laura si incollano ai miei durante l'amplesso, sbuffiamo e sudiamo insieme e sottolineiamo la nostra prima chiavata con gemiti e sussurri.
Vienimi dentro, sono le sue parole di invito qualche istante prima di godere un orgasmo potente e atteso da tempo e al mio sguardo interrogativo, risponde che posso farlo tranquillamente.
Laura gode e io con lei, dentro di lei, più profondamente di quanto avrei mai immaginato e il mio seme si deposita nella sua fica che ne è il forziere.
Resto in lei anche dopo la fine dei nostri tremiti e dei nostri gemiti di piacere, mentre lei mi confessa di essere nel periodo mestruale.
Non importa, le dico serenamente e tirandomi via dalla sua fica, noto il rossore che ricopre lievemente il mio pene, misto al mio sperma appena eiaculato.
Laura ha quasi le lacrime agli occhi mentre mi chiede di perdonarla per essersi fatta penetrare durante il periodo mestruale, ma la sua voglia era troppa per farsi fermare da un po' di rosso.
Le confermo che anche io avevo una gran voglia di godere pienamente con lei, che se l'avessi saputo non mi sarei fatto fermare da così poco.
E poi, avere l'uccello ricoperto del suo sangue mestruale è una buona scusa per farmi portare in bagno e farmelo lavare dalle sue dita gentili ed esperte.
E visto che ci siamo, le chiedo di tenerlo stretto mentre faccio pipì e Laura non si tira indietro nemmeno di fronte alla mia richiesta che non le pare affatto sporca.
Direi che siamo perfettamente in sintonia e Laura a quanto pare è tanto femmina quanto giunonica e adora le stesse cose sconce che adoro io.
E lo conferma poco più tardi, quando recuperata l'erezione le chiedo di mettersi prona sul letto e di concedersi anche dalla porta posteriore.
È stretta anche dietro, quando affondo in lei la ascolto soffrire un po', non troppo a lungo prima del premio finale, un orgasmo simile a una tempesta tropicale, piacere, fluidi e sudore.
Certo, a sapere che era nel suo periodo si poteva iniziare e finire dal suo splendido buchetto ma va bene così, d'altronde il rosso è il mio colore preferito.
END
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