La Professoressa
Faccio l'insegnante da quando mi sono laureata a poco più di vent'anni e ora al traguardo dei sessanta potrei ritirarmi e andare in pensione ma ritengo la mia non solo una professione ma una vera missione.Ho sposato la Scuola e non ho mai avuto veramente un uomo o una donna, non mi sono mai sposata o fidanzata, nemmeno accompagnata e non me ne pento anche se da qualche tempo certe voglie che credevo totalmente scomparse, si sono riaffacciate alla mia mente e tra le mie gambe.
Ho avuto le mie esperienze e perso la verginità a trent'anni con un collega di lavoro che dopo aver ottenuto quello che voleva, si è fatto di nebbia.
Forse la delusione patita, forse sono io che sono proprio così ma da allora ho smesso di cercare o di farmi trovare.
Decenni di carezze solitarie e il mio lavoro, la scuola, gli studenti e niente altro, solo la mia missione, qualche gatto e un cagnolino che non tradisce mai.
Il mio stipendio non mi ha permesso di arricchirmi ma in compenso è stato sufficiente a creare a casa mia una piccola biblioteca privata.
Poi qualche tempo fa, il fuoco del desiderio è tornato a divampare quando l'ho visto in un pomeriggio di settembre, passare dalla biblioteca scolastica a chiedere dei libri.
In classe lui è sempre molto educato, è uno che non studia molto ma che riesce comunque a ottenere buoni risultati, si interessa probabilmente a quello che la scuola non gli dà ed è un gran lettore.
Inoltre sembra che voglia iscriversi a una facoltà universitaria che gli permetterà di diventare bibliotecario, professione umile e poco pagata ma appagante quando sei appassionato di letteratura.
Così l'ho invitato a casa mia in un pomeriggio estivo, con la scusa di mostrargli la mia collezione e lui ha accettato con entusiasmo.
Dopo avergli offerto un tè, siamo passati nella sala in cui ho sistemato i miei amati libri in una serie di bellissime librerie di legno pregiato.
Lui non se lo aspettava, né per la quantità, né per la qualità e non si aspettava nemmeno di vedermi salire sulla scala con la scusa di prendere un tomo lassù in alto, specialmente perché da lì sotto ha potuto notare un paio di cose.
Lo Studente
La Professoressa è salita sulla scaletta dicendo che voleva mostrarmi una cosa, mentre io guardavo affascinato prima le sue cosce e poi ho notato che non portava l'intimo.
Sono rimasto estasiato da quella vista e lei è scesa giù con in mano un libro di illustrazioni erotiche e tra la visione della sua fica e le immagini semi porno del libro, non so quale delle due mi abbia eccitato di più.
Sta di fatto che mi è diventato durissimo e che lei lo sapeva bene, essendone stata la causa e me lo ha confermato anche il suo sorriso sornione.
Abbiamo dato un'occhiata insieme alle immagini erotiche e mentre io ero sempre più turbato, lei sembrava al contrario essere sempre più a suo agio.
Dopo è risalita sulla scaletta e ha rimesso a posto il tomo ma invece di scendere è rimasta sul gradino e ben conscia che la mia attenzione era per quello che non nascondeva tra le gambe, si è fermata.
Ti piace quello che vedi, mi ha chiesto con una voce da telefono erotico e senza attendere risposta mi ha messo la mano sulla testa e l'ha portata a tiro di fica.
Sono sicuro di aver sentito il profumo della sua femminilità in quel momento ma la sua voglia era tale che vedendomi impacciato e immobile, ha letteralmente sbattuto la mia bocca contro il suo ventre.
Il suo sapore forte di donna eccitata è stato quello che mi ha sbloccato e mi ha fatto iniziare a leccare con dedizione quel fiore che mi aveva appena messo a disposizione.
In quel momento non ho pensato alla differenza di età o al fatto che lei fosse una mia insegnante a scuola, era soltanto una femmina che mi regalava la sua voluttà, il suo desiderio di godere letteralmente sbattuto in faccia.
Sulla scala, con la testa sotto la sua gonna, la bocca contro la sua fica e la mia lingua a bere quel succo dolcissimo, non ha fatto altro che assecondare la sua voglia di piacere.
Bello sentirla godere, ansimare e gemere mentre era sconvolta dall'orgasmo e ancora di più dopo, quando scesa dalla scaletta ha voluto sdebitarsi nello stesso modo.
Frenetica nella ricerca del mio pene, dita tremanti nello slacciare i miei jeans e abbassarmi gli slip, espressione trionfante dopo averlo preso in mano durissimo e accolto tra le sue labbra calde e vellutate, dove ho sborrato abbondantemente.
È stato quello il suo momento di guardarmi da sotto in sù e di regalarmi attimi indimenticabili di piacere, oltre a bere tutto il mio nettare di maschio.
Quella che posso definire "una lezione" è continuata a letto, dove ci siamo uniti in altri amplessi fino a sera, quando sono stato costretto a lasciarla sola.
Dovevo assolutamente tornare a casa quella sera ma abbiamo già appuntamento per un altro momenti di studio della passione e dell'erotismo, pratica, tanta pratica compresa.
END
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