Non avrei mai immaginato di trovare Zia in quelle condizioni, mezza nuda e sarebbe il meno ma più che brilla, seppure non completamente ubriaca, dopo essersi scolata una mezza bottiglia di whisky.
Musica a tutto volume, stava ballando quando sono entrato dalla porta socchiusa della villetta in campagna dove vive con mio zio che in quel momento, come quasi in ogni momento, era fuori per lavoro o per fatti suoi.
Vieni amore, mi ha detto con una voce malferma, mai sentita prima e l'alito da super alcolico, pure quello una novità per me, vieni a ballare con Zia.
Se lei almeno aveva l'alibi del whisky, io ero completamente sobrio quando le sono andato incontro, l'ho abbracciata e ci siamo stretti come due amanti, non come Zia e nipote.
Devo dire che come gusti musicali, quelli di Zia non hanno nulla a che fare con i miei ma in quel momento avrebbe pure potuto farmi ascoltare Povia che il mio pene non si sarebbe sgonfiato lo stesso.
Con il suo profumo e i suoi splendidi seni sotto il naso, ho sfiorato la sua guancia con le labbra e Zia ha pensato bene di spostare le sue labbra sulle mie e di infilarci in mezzo la lingua.
Un bacio ad altissima gradazione erotica e alcoolica, mentre ci siamo strettamente legati e abbiamo più o meno ballato in quelle condizioni per qualche minuto.
Un sogno, un incantesimo dal quale Zia mi ha risvegliato con una incredibile tenerezza che ha lenito la mia delusione per esserci interrotti.
Amore mi piacerebbe tanto ma non sarebbe giusto verso mia sorella, ha detto Zia facendomi ricadere sulla terra ma col paracadute delle sue carezze alle mie guance.
Si, mamma e Zia sono sorelle e non penso che mia madre sarebbe stata felice di sapere di una nostra unione sessuale, seppure unica e destinata a non ripetersi.
Ti sei eccitato, mi ha chiesto Zia e le ho risposto di sì, sperando che volesse toccare con mano la mia erezione poco distante dalle sue dita.
Se qualche istante prima era praticamente brilla, ora dopo essersi resa conto di aver tentato di sedurre suo nipote, era tornata totalmente lucida come se si fosse scolata una bottiglia d'acqua e non di whisky.
Però mi ha abbracciato ancora, non così stretti come prima, senza baci appassionati e abbiamo ballato fino a quando la puntina del giradischi, gracchiando è arrivata a fine solchi.
Zia deve aver letto molto bene la delusione nel mio sguardo, perché sorridendo mi ha detto seriamente che se ne sentivo la necessità, potevo andare in bagno e sfogarmi.
Ma non l'ho fatto, abbiamo finito il ballo, il mio pene è tornato barzotto e mi sono seduto sul sofà, mentre lei si è seduta su una sedia, a distanza di sicurezza.
Perdonami, ha detto e io le ho risposto che non c'era nulla da perdonare, che quello che era successo prima era stato un sogno, oppure un fraintendimento.
Anche se sapevo benissimo che invece si trattava della realtà, della triste realtà per cui Zia e io non avevamo concluso quel ballo facendo l'amore.
Ma da quel giorno il nostro rapporto è cambiato, non è diventato sessuale ma è rimasto molto intimo e ogni volta che ci vediamo, anche se non solo tra noi due, i nostri sguardi diventano torbidi.
Per quanto mi riguarda, vale il detto ogni lasciata è persa, anche se si riferisce a una Zia, piuttosto che a una donna al di fuori della famiglia.
END
Nessun commento:
Posta un commento