giovedì 6 novembre 2025

Lo Dovevo alla Bruna (Racconto Non Porno)

Dal Resto del Carlino edizione Bologna, titolo: Pensionato trovato morto in un fossato lungo la statale 9, nei pressi di Osteria Grande.
A.G. sessantacinque anni, ex gommista, residente a O.E in via XXX è stato ritrovato senza vita in un fossato lungo la Via Emilia, appena fuori da Osteria Grande.
Secondo la polizia municipale si tratterebbe di un investimento causato da un pirata della strada che si è poi allontanato senza prestare soccorso.
Le FdO sono al lavoro per cercare di trovare il colpevole e assicurarlo alla giustizia.
Il giornale è di oggi, l'ho appena comprato in edicola ma ora scendo nella vecchia cantina di mio padre sotto un palazzo diroccato oramai deserto e in attesa di essere abbattuto.
Il vecchio catenaccio arrugginito fatica ad aprirsi e quando cede lo fa con un rumore di metallo che stride davvero antipatico per l'udito.
Apro la porta, accendo la luce e richiudo mentre lui, legato e imbavagliato alla sedia si agita, mugola e si contorce, cercando di attirare la mia attenzione.
O forse dovrei dire che prova a commuovermi e a farmi cambiare idea su quello che voglio fare.
Dalla puzza si è soltanto pisciato addosso ma poteva fare di peggio da ieri, quando l'ho rinchiuso qui sotto.
Comunque oggi finiranno le sue pene, intanto gli faccio leggere il giornale, dove ho sottolineato il nome del morto investito e quando lo legge capisce bene di chi si tratta.
È il tuo amico, ti ricordi sicuramente di lui, andavate a scuola insieme, facevate i bulli insieme, specie quando dopo qualche bocciatura vi siete ritrovati in classe ragazze e ragazzi più piccoli di età e taglia.
Qualcuno l'ha investito e lasciato morire in un fosso, ma sull'identità del pirata della strada posso darti qualche aiuto, ce l'hai davanti a te e ti assicuro che tra poco andrai a fare compagnia al tuo amicone.
Inutile che ti agiti, lo so che non sai chi sono, o meglio non ti ricordi chi sono, troppi anni sono passati da quando eravamo in classe insieme.
Pensi che tu non c'entri nulla, e invece c'entri eccome, eri in terza media per la terza volta, avevi tre anni in più di noialtri, eri più grande, grosso e violento, un bullo schifoso come il tuo amico.
Tu e lui quasi adulti contro dei ragazzini incapaci di tenervi testa, a meno di prendere un sacco di botte che sapevate dare con sapienza. 
E questo è ancora nulla, perché il tuo amico è finito sotto una macchina e tu non sei qui solo perché eravate dei bulli di merda, c'è di peggio.
Ricordo bene che ho provato inutilmente a oppormi alle vostre prepotenze ma non è nemmeno per quello che sei seduto su quella sedia da ieri.
Chi ne ha fatto le spese per davvero sono state le ragazze della classe che mentre noi subivano per non essere menati, erano costrette a una vera e propria violenza sessuale per lo stesso motivo.
Ricordo quando avete messo le mani addosso a Bruna B, ed è una sola di cui mi ricordo chiaramente ma di certo ne avete molestate o violate altre.
La colpa di Bruna era di essere forse la più bella ragazza di quella classe e voi l'avete praticamente stuprata in aula, con i professori assenti, mentre nessuno di noi poteva opporsi.
Dopo la fine dell'anno scolastico ci siamo dispersi, io sono finito al professionale ma solo per un trimestre, voi altri a fare gli schiavi in qualche officina, la Bruna penso che abbia proseguito gli studi.
All'epoca non era come oggi, chi subiva i bulli non denunciava, stava zitto e allo stesso modo una ragazza molestata o stuprata si comportava uguale, non ne parlava a casa o in caserma dai Carabinieri si teneva dentro tutto e soffriva.
Io sono rimasto zitto e ho dimenticato per tanti anni, fino a qualche tempo fa quando ho ricordato tutto e mi sono vergognato di non avere fatto nulla allora.
Mi sono detto che era troppo tardi per rimediare, ma il male che avete fatto non poteva restare impunito e al cinquanta per cento ho rimediato, se così si può dire, adesso è il turno dell'altro cinquanta per cento, che saresti te, caro Roberto B.
Più tardi, dopo essere risalito all'aperto, sulle scale sconnesse del vecchio palazzo in attesa di demolizione, guardo il cielo che appare sereno, senza una nube.
E qualche nube si è dissolta anche nella mia mente, non sono molto contento per quello che ho appena fatto, ma nemmeno mi dispiace.
Non sono un assassino seriale, sono stato un codardo con l'unica attenuante della mia piccola età, uno che doveva fare qualcosa e non l'ha fatta, per evitare un sopruso a una ragazzina.
No, evitare no ma potevo denunciare, anche se all'epoca non si denunciava nulla e anzi, i bulli diventavano idoli di coloro che opprimevano.
Qualcosa però oggi l'ho fatta, una piccola cosa, una piccola punizione in ritardo, sottraendo qualche anno di vita a qualcuno che ne avrebbe dovuti scontare di più in galera.
Che poi erano minorenni e non so se li avrebbero messi al gabbio e per quanto poi, sicuramente per troppo poco.
Riprendo in mano il Carlino Bologna, c'è un'altra notizia interessante, almeno per me, tratta del vecchio palazzo diroccato di proprietà del Comune che verrà abbattuto tra qualche giorno.
Ottimo, non vedo l'ora, anche se sotto quel palazzo andranno seppelliti alcuni ricordi, compresa la vecchia cantina in cui mio padre ricoverava le damigiane di vino.
Insieme ai ricordi dovrebbero seppelire anche Roberto B che ha raggiunto il suo amicone nel girone infernale dei molestatori proprio poco fa.
Ma se anche dovessero tirarlo fuori da là sotto, non credo riusciranno a capire come ci è finito e soprattutto chi ce lo ha portato, ammazzato e seppellito.
END

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