Prego Signora da questa parte, la rassicuro precedendola lungo il corridoio che porta alla sua camera nell'albergo in cui lavoro.
Il proprietario è mio padre ma la gestione è affidata a me ed essendo un piccolo albergo le mie mansioni sono varie, dal fattorinaggio al ricevimento degli ospiti.
La cliente appena arrivata in taxi sembra un po' persa, forse è la prima volta che prenota in un albergo ma non importa, ecco la porta della 102.
Restiamo un po' davanti all'ingresso perché devo spiegarle come funziona la chiave elettronica per entrare e poi fare funzionare le luci.
La Signora sembra molto impacciata e quella sua timidezza mi scatena un senso d'affetto filiale o forse anche qualcosa di più.
Adoro le donne mature come lei che indossa un vestito leggero ma scollato che le lascia nude le spalle e adoro il filo di perle intorno al suo collo.
La aiuto a sistemarsi e malgrado lei sembra volermi trattenere ancora, devo congedarmi e scendere di sotto nel caso arrivasse qualcuno.
Può telefonarmi se ha ancora bisogno, le indico il telefono e il numero da fare, poi con mio grande dispiacere devo proprio scappare.
Il pomeriggio passa rapido, ci sono pochi clienti anche se questo autunno è piuttosto mite ma lei non mi telefona, a quanto pare deve essersi sistemata.
Solamente verso le ventidue, quando sto per chiudere tutto e andare via perché la reception chiude fino al mattino, il telefono squilla dalla camera 102.
Rispondo e alla fine decido di salire in camera da lei, un po' curioso e un po' infastidito da quella chiamata all'ultimo momento.
Scusi, potrebbe aiutarmi per mangiare qualcosa qui in camera, mi chiede con la stessa aria spaurita che aveva quando è arrivata.
A quanto pare dovrò darle una mano ma la cosa non mi dispiace affatto e le propongo di attendermi, penso io fare un salto alla pizzeria di fronte all'albergo.
Lei accetta, a patto che le faccia compagnia e io corro giù a ordinare un paio di pizze e torno da lei in un battibaleno.
Si scusa con me appena entro, non ha pensato che io potessi avere una famiglia, qualcuno che mi attende a casa, sono stata egoista, conclude con aria sconsolata.
Non importa, le rispondo ridendo, sono single e oramai a quarant'anni non ho più alcuna intenzione di sposarmi o mettere su famiglia, penso solo all'albergo.
Trovo la sua compagnia molto piacevole, è una donna timida ma se trova la persona giusta è un grado di aprirsi e così vengo a sapere della sua storia.
È vedova, sessant'anni e ha perso da poco il marito che è sempre stato il faro della sua vita, quindi ora che affronta il mondo da sola si sente un po' spaurita.
Non vuole pesare sui figli, due maschi che hanno le loro famiglie, il lavoro e i loro molteplici impegni e ha deciso di concedersi una piccola vacanza ora che il periodo lutto è terminato.
Non finisce la sua pizza e ci penso io terminare anche quello che lei lascia nel piatto, così mi merito i suoi complimenti, come se fossi un bambino che ha mangiato tutti.
Non ha bevuto che acqua ma sembra lo stesso essere leggermente brilla, con gli occhi che luccicano in una maniera strana ma ora sembra un po' più sicura di sé.
Esce sul balcone che dà sul lungomare e io la raggiungo restando per un attimo a distanza alle sue spalle ma poi prendo coraggio e mi avvicino.
Lei non si sposta e io spingo fino ad appoggiarmi contro il suo sedere e la sua schiena, mentre l'abbraccio e sospiro al suo orecchio il mio desiderio.
Poso le labbra in quella posizione tra il collo e la spalla in cui la sua pelle profumata è nuda e con mio grande compiacimento la sento sospirare profondamente a sua volta.
Le sue tettine sono piccole ma le afferro lo stesso accorgendomi che invece i capezzoli si sono eretti come fusi, segnalando che anche lei molto eccitata.
Faccio scendere giù la spalline del vestito che scende lungo il suo corpo magro e si ferma a terra, lasciandola con le mutandine e un reggiseno quasi inutile.
La faccio girare su se stessa e le sorrido, cercando di trasmetterle un po' di sicurezza, d'altronde deve essere la prima volta in vita sua che si spoglia davanti a un estraneo e sul balcone.
La stringo in un abbraccio forte e poso la mia bocca sulla sua, insinuando la lingua attraverso le sue labbra e andando a cercare la sua per giocarci insieme.
Finora non ha dato nessun segno di non gradire il mio tentativo di seduzione ma per sicurezza la riporto dentro, prima di toglierle anche l'intimo.
A quanto pare il marito era il faro della sua vita anche a letto, perché si è immobilizzata e anche se capisco che quello che stiamo facendo le piace, resta molto passiva.
Prima di toglierle mutandine e reggiseno la invito a sbottonarmi la camicia e lei lo fa quasi tremando, come se stesse facendo qualcosa di strano per la prima volta.
Però quando le dico di fare le cose, effettivamente le fa senza farsi pregare, anche quando le ordino di sbottonarmi i pantaloni e abbassarmi lo slip.
Toccalo, le dico a voce bassa ma senza fretta che non vorrei ci ripensasse proprio ora che la mia erezione è davanti a lei, in tutto il suo splendore.
Sembra una ragazzina di 15 anni che per la prima volta dopo essersi spogliata davanti al suo ragazzo e dopo averlo baciato, è pronta per qualcosa di più.
Stringimi forte, le sussurro con la bocca contro il suo orecchio e lei finalmente fa qualcosa di sua spontanea volontà, cominciando a masturbarmi.
La trascino sul letto dopo averla fatta distendere sono su di lei e con molta dolcezza le allargo le gambe per guardare cosa nasconde là sotto.
Non c'è nulla di diverso da quello che ha tra le gambe qualsiasi donna, con la differenza che essere vedova ha significato soltanto trascurare un po' il suo boschetto.
In compenso quando mi infilo tra le piccole labbra la trovo bagnata in maniera da rendere facile la penetrazione, così dopo l'avanscoperta con le dita, metto il mio pene dentro di lei.
Da come si spinge contro di me, facilitandomi l'ingresso e lo scivolamento del mio sesso nel suo, sembra che abbia anche lei ha una gran voglia di godere.
Lei risponde alla mia spinta, non ci mette molto a venire e io a lasciarmi andare e a scaricarle dentro il mio liquido seminale, denso, caldo e abbondante.
Mi distendo al suo fianco, ansimando ma soddisfatto la guardo negli occhi e la vedo sorridente, forse le sue insicurezze sono diminuite, sapendo di essere ancora femmina malgrado l'età e il lutto recente.
Qualcosa ancora deve recuperare ma è con grande piacere che le ricordo cosa fare col mio pene gocciolante, dai accarezzalo e bacialo, anche se si è sgonfiato.
La osservo giocarci, sfiorarlo come se potesse esplodere e poi mettere da parte l'esitazione e prenderlo in bocca, gustarlo e coccolarlo come un gattino.
Quando smette me lo ha fatto tornare duro e stavolta è lei a salire sull'arcione, facendolo scivolare nella sua fica ancora piena di sperma precedentemente versato.
Cavalca lentamente, sussurra ancora più lentamente, confessa che quando andava a letto col marito, era lui a decidere come, cosa e quanto.
Egoista e insensibile al suo piacere, cercava solo il proprio e non ci metteva molto a soddisfare il suo desiderio di marito, a scapito di quello di lei.
Mi hai fatto godere stasera, non accadeva da tanto, troppo tempo, sussurra alternando profondi sospiri ai sorrisi e mi accarezza il viso con grande tenerezza.
Avevi bisogno di una piccola vacanza, rispondo con una discreta sciocchezza che la porta a sorridere ancora di più e a sembrare ancora felice.
Chiude gli occhi e si assopisce mentre la rassicuro, dormi, veglierò sui tuoi sogni, gentile Signora, ma se non sarò qui con te quando ti sveglierai, stai sicura che sarò poco lontano.
END
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