domenica 23 novembre 2025

Adeline: Una Signora Francese

L'ho sempre guardata con piacere, fin da quando, vent'anni fa, ci siamo trovati ad abitare quasi nello stesso posto.
Lei nel palazzo al civico di fianco al mio, splendida, elegante, una vera Signora che ho saputo essere di nazionalità Francese.
Adeline, chiamata Ada da chi la conosce, è sposata con un tizio che oggi, dopo trent'anni da quando l'ho visto la prima volta, sembra uno zombie.
Invecchiato male, sempre incazzato che al confronto Adeline sembra un angelo, con quel viso sorridente di chi saluta sempre per prima.
Anche lei purtroppo è invecchiata ma resta sempre molto affascinante e non è che io nel frattempo sia rimasto un giovincello, anzi. 
Non sono diventato un morto che cammina come il marito ma con gli anni sono aumentati gli acciacchi e anche il pene fatica ad alzarsi 
Qualche giorno fa Adeline è rimasta a piedi con la macchina proprio nel momento in cui il marito era lontano per i fatti suoi e lei da sola che non voleva disturbare la figlia. 
Trovandomi nel parcheggio proprio in quel momento e vedendo come fosse in difficoltà mi sono avvicinato e le ho chiesto se le servisse qualcosa. 
Solitamente a quel tipo di problemi pensava il marito che è un ex venditore di auto e quindi nel settore conosce le persone giuste ma il marito al telefono non le rispondeva. 
O forse Adeline voleva fare vedere al consorte ma anche a sé stessa, che è in grado di cavarsela da sola con questo tipo di avversità.
Per quanto mi riguarda non sono certo una cima in fatto di automobili ma se girando la chiave nel quadro non si ottiene assolutamente nulla, al 99% significa che la batteria è andata o è scarica. 
Così ho avvicinato la mia auto alla sua, collegato le batterie con i cavi e magicamente sono riuscito a mettere in moto la macchina di Adeline.
Ma visto che c'ero, l'ho anche accompagnata dall'elettrauto per le opportune verifiche e quando siamo tornati, dopo che ne hanno sistemato la macchina, mi ha invitato di sopra a prendere un caffè. 
Insomma, già lei mi attraeva con addosso quei cappottini che indossa anche quando fa veramente freddo ma una volta che se l'è tolto ed è rimasta con un tailleur nero sopra al ginocchio e con una scollatura vertiginosa, ecco che ho sentito tornare una discreta voglia di saltarle addosso. 
In realtà non c'è stato bisogno di essere così irruente, dato che dopo aver parlato un po' di lei e della situazione che vive col marito, me la sono ritrovata tra le braccia.
Adeline per l'uomo della sua vita ha un doppio sentimento, da una parte lo ha amato e gli vuole bene ancora ma Lui è diventato davvero vecchio nel senso peggiore della parola. 
Non si tratta ovviamente di una questione sessuale perché alla nostra età il sesso conta decisamente meno in una coppia e si resta insieme perché ci si vuole bene o per altri motivi. 
Purtroppo lui è davvero diventato uno zombie che Adeline si vergogna di accompagnare in giro e quando se ne va per i fatti suoi da solo, la fa sempre preoccupare. 
Proprio come nel momento in cui Adelina tra le mie braccia si è lasciata stringere e baciare sul collo che deve essere la zona più erogena del suo corpo. 
Ho avvertito i suoi tremori così come il rizzarsi della peluria leggera sulla sua nuca sotto i miei baci e quando ho messo una mano tra le sue gambe, ho trovato tanto umidità, filtrata dalle mutandine. 
Adeline aveva tanto bisogno di quel tipo di coccole che non fossero solamente sentimentali ma aveva necessità di qualcosa di più caldo e intimo. 
L'immediatezza con cui ha allargato le gambe e lasciato che la mia mano si insinuasse dentro le sue mutandine, è stata rivelatoria.
Per non parlare dei sospiri quando le ho messo dentro l'indice e il medio e la sua fica cominciato a contrarsi pazzamente fino a quando l'orgasmo non l'ha travolta.
Non c'è nulla di più bello del tono di voce di una donna mentre sta godendo, quei lamenti di piacere che rivelano molto di una femmina e Adeline è molto femmina. 
Dopo quella prima ondata di piacere lei era come stravolta e sorpresa da quello che le era successo così rapidamente con uno sconosciuto. 
Diciamo che non è solita intrattenersi intimamente con qualcuno che non conosce e a parte il marito, non ha mai avuto amanti o altri pretendenti.
Questa sua ritrosia è sua di natura ma in parte gioca anche il fatto che invecchiando si è convinta di non essere più bella come è stata nel passato. 
Però non ci ho messo molto a convincerla che una volta senza vestiti per me è ancora più attraente e così si è lasciata togliere il tailleur ed è rimasta con le mutandine e un inutile reggiseno a coprire le sue tettine minuscole.
Dopo averle tolto  anche le mutandine, ho scoperto quanto sia in ordine là sotto, grazie alle cure che impiega la sua estetista una volta alla settimana.
Inutile dire che quando l'ho assaggiata, posando le labbra sulle sue piccole labbra, il sapore era quello di un fiore umido ma pulitissimo e poco dolce. 
Seduta sul tavolo Adelina ha lasciato che le regalassi un secondo orgasmo che è durato molto a lungo, mettendo a dura prova le mie capacità orali. 
E che dire di quella pozza di umori femminili e saliva che bagnava il piano del tavolo alla fine delle sue dolci sofferenze, provate godendo con la mia bocca tra le gambe. 
Che dire di quel coro di gemiti diventato un inno orgasmico durante i lunghi momenti in cui ho provveduto a farle recuperare il tempo perso in precedenza.
Che dire del fatto che con suo marito non aveva mai trovato una soddisfazione come quella che le ho fatto provare usando dita labbra e lingua.
Un marito che finché lo ha fatto e non per molto tempo dopo il matrimonio, si è sempre limitato a infilarle il pene dentro e a eiaculare senza preoccuparsi di lei e del suo piacere. 
Un marito che non ha mai provato a giocare con la sua fica come ho fatto io accarezzandola e penetrandola e nello stesso tempo dediziandola a colpi di lingua.
Alla fine, quando sazia e piena di gratitudine ha voluto ricambiare le mie attenzioni, ha voluto che entrassi dentro di lei e che lasciassi un segno del mio passaggio. 
Che si può dire anche della strettoia in cui il mio pene si è infilato, immediatamente avvolto in una stretta forte quanto delicata, fornita dalla fica ncora perfettamente tonica di Adeline.
Non mi è rimasto che esaudire i suoi desideri e sborrare dentro di lei tutto il seme che sono riuscito a eiaculare e devo dire che ho fatto davvero in fretta ma che Adeline è stata contenta lo stesso. 
Tanto contenta che quando il mio pene è sgusciato via dalla sua fessura, ha voluto leccare via ogni traccia dei nostri fluidi, fino all'ultima goccina.
E se anche il mio cazzo era sgonfio ho apprezzato il suo impegno per quelle coccole intime che mi hanno rivelato ancora di più la sua parte nascosta di femmina calda e porca.
Ma ora lei è mia e ogni volta che è possibile ci incontriamo e per riuscire a darle tutto il mio amore nel miglior modo possibile, non esito a ricorrere all’aiuto della chimica.
Perché Adeline adora le attenzioni che io rivolgo alla sua fica con la bocca e con le dita ma ancora di più, gode sentendomi dentro di sé, profondamente.
E per riuscire a resistere alla sua femminilità e a evitare eiaculazioni precoci non c'è altro modo che prendere una pastiglia azzurra poco prima di incontrarmi con lei. 
Si merita questo e altro la mia dolce porcellina, Adeline.
END

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