Pronto amore, sono in albergo a Marina di Ravenna, che ne dici di venirmi a trovare, sono solo pochi chilometri da dove stai tu.
Nonna non la vedo da un bel po', forse da quando ero un ragazzino e la spiavo quando era in bagno a fare pipì o la doccia.
Non ho dimenticato quelle seghe con gli occhi puntati sulle sue grandi tette o sulle sue cosce carnose e i pensieri sconci di chiavate o meglio di incesti immaginari.
Busso alla sua porta qualche ora dopo la nostra telefonata ed entro al suo avanti ma non la trovo subito in camera, è in bagno ma non si è chiusa dentro.
Entro in punta di piedi, è sempre lei, una splendida Giunone con qualche anno in più ed è quasi nuda e attraente come mai prima.
Amore vieni qui, ma io resto immobile, paralizzato dalla vista del suo corpo, delle sue rotondità grandi ma perfettamente proporzionate, dalla sua pelle ancora giovane, del suo sorriso pieno di sottintesi.
Così viene lei da me, mi abbraccia e quasi mi soffoca col suo seno grande, mi stringe fra le sue braccia nude e il contatto col suo corpo rende durissimo quello che era soltanto barzotto.
Faccio pipì, mi annuncia liberandomi dalla sua stretta amorevole e siede sul vaso, facendo scendere le mutandine alle caviglie e chiudendo gli occhi per concentrarsi.
Dai, vieni a vedere da vicino, lo so che ti piace guardarmi, sussurra sempre con quel sorriso da gatta che sta per divorare il suo topolino.
Stavolta mi sblocco, mi inchino davanti a lei che allarga le gambe per mostrarsi meglio e farmi osservare da vicinissimo quella cascatella dorata e profumata.
Perfettamente depilata, la sua fica è un fiore carnoso che si apre sotto il sole per farsi impollinare e mi rendo conto che sarò io l'ape che avrà questo privilegio.
Nonna, sei bellissima, riesco appena a sussurrare e lei, conscia del suo potere su di me, termina la minzione davanti al mio sguardo adorante.
Si asciuga con un po' di carta e si siede a farsi un bidè, dandomi le spalle e facendomi ammirare il suo splendido culo a mandolino.
Amore vuoi farlo tu, vuoi lavarmi per piacere, sussurra e mi invita a partecipare direttamente al gioco seduttivo che ha deciso di giocare con me.
Oh Nonna, si, eccomi e sono al suo fianco, un po' scomodamente seguo le sue istruzioni e raccolto un po' di detergente intimo infilo la mano tra le sue cosce.
È un gioco, una scusa per toccarla intimamente questo insaponarle la fica che lei mi offre ma a cui mi presto più che volentieri.
Insapono lentamente, poi altrettanto lentamente risciacquo e a quel punto la sua mano si posa sulla mia e spinge le mie dita dentro di lei.
Nonna trema, sussulta, ansima e finalmente gode, mentre avverto la scarica elettrica che la sconvolge e sconvolge anche me.
Parole appena udibili, si, godo, vengo, oddio che bello, amore continua ti prego e io li mezzo anchilosato che non oso muovere niente altro che le dita infilate nella sua fica.
È stato bellissimo, confessa Nonna appena ripreso fiato e ancora seduta sul bidè con l'acqua calda che scorre sulla sua fessura da cui ho tolto a malincuore le dita ancora calde.
Mi confessa che le piace anche il massaggio del getto d'acqua sul clitoride e se non ci fossi stato io avrebbe goduto così.
Ma meglio che tu sia qui, sussurra Nonna che ora vuole sdebitarsi col suo amato nipotino che da tanto tempo non vedeva, non toccava e non baciava.
Prende la mia mano nella sua e mi conduce fuori dal bagno, verso il letto matrimoniale nella stanza accanto e io so già che sarà un lungo, lunghissimo pomeriggio d'amore.
END
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