lunedì 17 novembre 2025

Supersex - Il Ritorno

Il Cavaliere della Legion D'Onore Gabriel Pontello sedeva a crogiolarsi al sole pallido di ottobre sui divanetti del Grand Hotel di Montecarlo, sorseggiando lentamente un aperitivo analcolico e sgranocchiando una o due olive.
Per i suoi meriti verso la Repubblica era stato insignito della più alta onorificenza, gli avevano assegnato una generosa pensione e come ciliegina sulla torta, gli pagavano a vita una suite nel più lussuoso hotel di Montecarlo, compresi i tre pasti canonici giornalieri.
Pontello prese un quotidiano nazionale e iniziò a sfogliarlo ma leggere le notizie gli aumentava il senso di noia e di fastidio che provava da quando aveva interrotto la sua attività di agente segreto al servizio della Francia.
Fortunatamente Philippe, uno dei concierge dell'Hotel, venne a scuoterlo dalla noia, annunciando che c'era una visita per lui, una graziosa signorina che attendeva di essere ricevuta.
Pontello ricordò vagamente di avere concesso una intervista a una giornalista e disse a Philippe di farla accomodare al suo tavolino.
Qualche istante dopo una bella donna sui trent'anni, capelli neri, fisico slanciato, vestita elegantemente per l'occasione, gli stringeva la mano, presentandosi come una reporter di Liberation.
Dopo i preliminari di rito tra intervistatrice e intervistato, la giornalista gli chiese di raccontarle la sua vita e la sua carriera da agente segreto, senza smettere di accavallare le belle gambe inguainate in calze nere autoreggenti.
Pontello le narrò la versione che aveva concordato con le autorità Francesi al momento del suo pensionamento e la donna registrò tutto col due registratori digitali portati all'uopo.
Pontello ci mise una buona mezz'oretta a raccontarsi e alla fine la giornalista spense i registratori e gli chiese se poteva fargli alcune domande molto intime ma senza registrare.
Signor Pontello, corrisponde al vero che lei sia dotato di capacità assai peculiari che l'hanno aiutata a diventare il più famoso agente segreto di Francia?
Signor Pontello corrisponde al vero che lei sia in grado di pronunciare una formula segreta che le permette di sedurre qualsiasi donna, riducendola a una femmina in calore disposta a tutto?
Pontello non provò nemmeno a rispondere ma si mise a ridere, facendo osservare alla giornalista che sul suo conto erano sorte una serie impressionante di leggende.
Ma quando tentò di descriversi come un tranquillo pensionato che aveva avuto la fortuna di servire il proprio paese, la donna di mise a ridere apertamente alle sue sciocchezze preparate apposta per la stampa.
Poi con lo sguardo puntato nei suoi occhi, la giornalista gli chiese di pronunciare davanti a lei la famosa formula Ifix Tcen Tcen che Pontello diceva essere leggenda.
Se fosse stata davvero una leggenda, disse la donna, non sarebbe successo nulla e quindi Pontello non avrebbe perso nulla, se fosse stato vero invece avrebbe avuto a disposizione una bella ragazza con la metà dei suoi anni.
Guardando la giornalista negli occhi, Pontello molto seriamente rispose che aveva smesso di usare quel potere perché era irrispettoso nei confronti di una donna, fosse anche una malfattrice.
Ma la donna continuò ad insistere, dicendo che aveva intervistato qualcuna delle sue conquiste dell'epoca e tutte, anche quelle che aveva mandato dietro le sbarre, ricordavano molto piacere quei caldi momenti d'amore.
Pontello si mise a riflettere sulla proposta e forse un po' a malincuore accettò di pronunciare nuovamente quella formula magica che non utilizzava oramai da tanti tempo.
Ma di certo non lì, non con dei testimoni tutti intorno e propose alla giornalista di seguirlo nella sua suite, dove avrebbero potuto stare tranquilli e soli, sperando che la donna non accettasse.
Invece eccola alzarsi di scatto, sorridente perché lui aveva acconsentito alla sua proposta e fu felice di seguirlo nel suo lussuoso alloggio a spese della Repubblica.
Quando furono nella suite, Pontello fece sedere la bella giornalista sul sofà che campeggiava al centro del salottino e andò a mettersi seduto di fronte.
Un po' perplesso perché la furbetta continuava a mostrargli le autoreggenti con una nonchalance da attrice navigata, Pontello pronunciò la formula che gli aveva permesso di sedurre centinaia di donne più o meno belle e più o meno giovani, durante la sua decennale carriera.
Come da copione, anche la bella giornalista, nel sentirgli dire Ifix Tcen Tcen, si sentì incendiare dentro e cominciò a togliersi gli abiti per lenire quel calore così improvviso e intenso.
Pontello se la ritrovò addosso, completamente nuda che lo abbracciava e baciava e contemporaneamente con la mano cercava il suo pene che nel frattempo gli si era eretto.
Quante volte nel passato aveva approfittato della formula in occasioni come quella, per giacere carnalmente con una o più donne, si ritrovò a pensare, e fece quello che aveva programmato di fare in un caso simile.
Prima che la situazione degenerasse, fingendo di accarezzare il collo della giornalista, strinse dolcemente in un punto che le provocò una immediata perdita dei sensi.
Un po' a fatica perché non era più un giovincello, prese in braccio la ragazza e la adagiò nel suo letto matrimoniale, coprendo col lenzuolo le sue belle nudità.
Avrebbe dormito per almeno una mezz'ora prima di riprendersi e a quel punto l'eccitazione scatenata dalla formula magica sarebbe svanita, almeno così Pontello sperava, insieme alla sua erezione.
Tornò a sedersi nel salotto e attese che il tempo passasse leggendo una rivista e sorseggiando una bibita presa dal frigobar sempre ben fornito.
Era così sovrappensiero che fu sorpreso dalla presenza della giornalista che silenziosamente, in punta di piedi, era scesa dal letto, si era buttata addosso un lenzuolo e ora lo guardava da vicino.
Pontello le sorrise, le chiese se si sentiva bene e malgrado la risposta positiva le consigliò di sedersi al suo fianco, cosa che la donna fece con le gambe ancora un po' tremanti.
Cosa mi ha fatto, chiese la giornalista, non mi ha drogato vero, provocando la risata un po' nervosa di Pontello che si difese dicendo che non aveva mai drogato una donna in vita sua, non per portarla a letto.
Non ricordo nulla, disse la ragazza, è successo qualcosa, abbiamo...abbiamo fatto, è successo qualcosa tra noi, siamo andati a letto insieme...
Pontello tornato serio, le rispose che si, prima avevano fatto l'amore e lei si era così completamente innamorata di lui che aveva finito per perdere i sensi per l'intensità del loro rapporto sessuale.
Mi sta prendendo in giro, disse la giornalista, non abbiamo fatto nulla, se lei avesse approfittato di me lo sentirei, lo saprei, sentirei addosso il suo odore e anche qualcos'altro.
Non le si può nascondere nulla, la prese bonariamente in giro Pontello, e le confessò di averle fatto perdere i sensi e infilata da sola sotto le lenzuola, per farle sbollire l'eccitazione sessuale.
Però, disse Pontello, adesso si vesta per favore, perché malgrado sia diventato vecchio, mi fa ancora un certo effetto vedere una bella donna nuda davanti a me.
La giornalista gli sorrise scuotendo la testa e si rivestì lentamente, mentre tentava di capire non solo cosa fosse successo poco prima ma anche cosa doveva fare a quel punto, dopo essersi buttata addosso a Pontello.
Come se avesse letto nella sua mente, Pontello le disse che ora non restava che andare insieme a pranzo, sempre che fosse disposta a fargli compagnia nel ristorante dell'Hotel.
Più tardi erano seduti al suo tavolo riservato a pranzare insieme, mentre intorno i camerieri e gli altri ospiti che lo conoscevano, li guardavano come si guardano due amanti ritrovati.
Finito di mangiare, la giornalista gli chiese se sarebbero mai davvero potuti finire a letto insieme e Pontello le rispose che si, era possibile, ma solo se lei lo avesse davvero voluto e senza la formula magica.
Più tardi, dopo il caffè e poco prima di congedarsi, la ragazza lo abbracciò e gli diede un casto bacetto sulla bocca e gli mormorò un arrivederci appena accennato.
Non proprio un addio, forse.
END






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