Attraverso lo spioncino vide il viso di un giovane che riconobbe come un prete e che capì essere il nuovo parroco della piccola pieve in cui abitava.
Il vecchio prete che lo aveva preceduto, come tutti gli altri prima di lui, avevano usato la Perpetua non solo come cuoca o donna delle pulizie ma anche per le loro perversioni sessuali.
La Perpetua era rassegnata a continuare quella tradizione di docile animaletto dedito anche al piacere dei santi uomini che la chiesa decideva di inviare in quel paese sperduto.
Persino i vescovi che si erano alternati e che decidevano quale prete inviare nelle parrocchie della zona, sapevano bene che lei era disponibile a qualsiasi attività compresa quella sessuale, nella speranza che approfittando di lei, evitassero di molestare bambini.
Uno di questi vescovi era stato prete proprio nella sua chiesetta e aveva usufruito come tutti gli altri delle sue attenzioni particolari.
L'unica differenza rispetto a quello che era appena arrivato è che tutti gli altri predecessori erano non solo dei gran maiali ma anche brutti se non vecchiacci.
La Perpetua comunque era abituata a maneggiare i loro organi sessuali o a diventare l'oggetto dei loro piaceri perversi ed era preparata anche questa volta.
Certo che il giovane prete che fece entrare nella sua piccola abitazione a fianco della pieve, sembrava decisamente diverso, almeno per quello che riguardava l'aspetto fisico.
Era alto e senza un filo di pancia, con un sorriso aperto di chi non ha nulla da nascondere e che sembra davvero portato a fare il mestiere che fa, non per convenienza.
Lo fece entrare e lui si presentò, stringendole la mano con forza ma senza esagerare e lei lo fece accomodare al tavolo su cui aveva appena finito di cenare.
La Perpetua pensò che quella stretta così diversa da quella dei preti che lo avevano preceduto fosse indicativa anche della potenza sessuale di questo bel giovane, di cui restava da verificare che tipo di pulsioni erotiche prediligesse.
Chiese al nuovo prelato se volesse mangiare qualcosa e alla risposta positiva apparecchiò nuovamente la tavola e gli mise sotto il naso una cenetta decente, che venne molto apprezzata.
Il giovane prete divorò tutto quello che la Perpetua gli mise davanti e si dimostrò anche un discreto bevitore, apprezzando il vino rosso regalato dai contadini che vivevano nei dintorni della parrocchia.
Dopo cena parlarono della sua nuova missione e lui si scusò per essere arrivato tardi ma a causa dei ritardi del treno, non era riuscito ad arrivare per tempo.
La Perpetua era felice due volte, la prima perché finalmente avevano mandato un prete giovane che sembrava davvero una bella persona e poi perché la sua presenza aveva movimentato un pochino la sua vita noiosissima.
Così le fece piacere mostrargli dopo la chiesetta anche la canonica che comprendeva l'ufficio del parroco e il suo piccolo monolocale in cui poteva dormire e lavarsi.
Fu proprio quando arrivarono nel piccolo bagno che il prete giovane le chiese di potersi fare una doccia e la Perpetua andò a prendergli un telo pulito per asciugarsi.
Quando tornò lui era completamente nudo e senza alcuna vergogna le mostrò di essere dotato di un pene di dimensioni davvero eccezionali.
Quell erezione mostrata senza alcuna vergogna, provocò nella Perpetua una serie di sensazioni che non aveva mai provato nella sua vita, se non quando era una ventenne alle prime armi nelle parrocchie.
E quelle sensazioni la costrinsero a bagnare le mutandine senza che lei potesse opporsi a quella grandissima eccitazione che sentiva agitare il suo ventre e la sua mente.
Il giovane prete, come se nulla fosse, le chiese di attenderlo in bagno mentre faceva la doccia, e la Perpetua rimase a guardare il suo corpo nudo che spariva attraverso il vetro che si ricopriva di vapore acqueo, con la tentazione di toccarsi, lì davanti a lui.
Quando uscì le chiese di asciugarlo e la Perpetua lo avvolse nel telo e lo abbracciò con la scusa di aiutarlo e si ritrovò tra le mani il pene durissimo che puntava nella sua direzione.
Volete che lo prenda in bocca, chiese la Perpetua e il prete giovane sorrise e le rispose che si, lo desiderava molto ma che doveva farlo soltanto se lo desiderava anche lei.
Poi la prese tra le braccia e stringendola posò le sue labbra su quelle della Perpetua che sospirando gli afferrò il pene e lo strinse con ferma dolcezza.
Lo voglio, disse la Perpetua strizzandolo forte, voglio farvi sfogare nella mia bocca, e darvi il piacere che meritate.
Il giovane prelato sorrise e la fermò, dicendole che era lei, la Perpetua a meritare di godere e prendendola per mano la condusse nel monolocale dove le tolse gentilmente i vestiti e rimase a osservare il suo corpo maturo ma ancora attraente.
Sono vecchia e brutta, disse la donna ma il prete giovane non fu d'accordo, i seni piccoli ora che era eccitata, avevano i capezzoli eretti come fusi.
Era leggermente sovrappeso ma il culo stretto e le gambe erano ancora molto ben tenute, solo la folta peluria che celava il suo sesso era segno che si fosse lasciata un po' andare.
Il viso non ancora rovinato completamente dalle rinunce e dai sacrifici era contornato da una massa di capelli che la Perpetua teneva a bada in una coda di cavallo.
Insomma, nulla che una maggior cura della propria persona non potesse curare ma sufficiente per essere desiderabile dal nuovo prelato che la fece distendere sul letto matrimoniale.
Non sono pulita, si disperò la Perpetua nel momento in cui lui fece per chinarsi tra le sue gambe, alla scoperta del fiore umido e maturo che vi era celato.
Sollevando il viso il prete giovane le sorrise e rispose che la voleva proprio così, col suo profumo e col suo sapore di femmina eccitata.
Poi affondò la bocca nella peluria in cui si aprì la strada con dita leggere e la sua lingua iniziò ad assaggiare quel piatto rustico ma molto dolce.
La Perpetua fu investita da un tornado di sensazioni e di ricordi, le tornò alla mente che solo quando era una ragazzina aveva trovato un uomo disposto e leccarla tra le gambe, gli altri conosciuti dopo si erano dimostrati sempre egoisti e lei si era abituata a dare piacere senza averne qualche briciola indietro.
E meglio ancora fu quando il prete giovane, dopo averla portata sull'orlo dell'orgasmo le fu addosso e infilò il suo bellissimo pene nella sua fessura affamata.
Sottoposta alla dolce pressione delle sue spinte lente e profonde, fu sconvolta da una tempesta di piacere che la lasciò come un naufrago sulla spiaggia, sazia e infinitamente stanca.
Il prete che non era esploso dentro di lei, rimase al suo fianco dopo essere uscito dalla sua fessura, accarezzandole il viso e le labbra con una tenerezza da amante.
La Perpetua si riprese e terrorizzata dalla sua stessa passività a quel piacere bramato e mai avuto, chiese perdono al prelato nuovo e andò alla ricerca del suo pene che ritrovò durissimo e bagnato dei suoi umori.
L'uomo le sorrise per toglierle la paura di dosso e le chiese di prenderlo in bocca soltanto se davvero lo desiderava ma sapendo come quella fosse una richiesta inutile.
La Perpetua si chinò sul suo ventre e accarezzò le sue palle gonfie che desideravano essere svuotate da seme e tensione.
Il prete si rilassò disteso sulla schiena e lasciò che lei prendesse in mano la barra del suo timone di carne durissima e che glielo coccolasse con devozione.
L'eiaculazione riempì la bocca della Perpetua di sperma salato il cui sapore non le era mai piaciuto ma si trattava di quello dei pretacci vecchi e brutti che aveva accudito in precedenza.
Il seme del nuovo prete le parve sempre acre ma molto più dolce e non volle sprecarne nemmeno una goccina, ingerendolo tutto con avidità.
Dopodiché anche la Perpetua si distese a fianco del giovane prelato e si addormentò al suo fianco, per riposare in una notte finalmente senza incubi e paure.
Al mattino si alzò assai allegra, come non le capitava da anni, con l'umore leggero che sentiva preparò la colazione e quando il prete giovane arrivò da lei nudo e con una rinnovata erezione, capì che non voleva solo un caffè con i croissant.
Voleva lei, il suo corpo e la sua ritrovata femminilità, calda come non mai.
END
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