venerdì 14 novembre 2025

La Foto Di Nonna

La foto è spettacolare, Nonna nuda su una spiaggia Caraibica, abbracciata a un ragazzone nero nudo anche lui, con una dotazione fuoriserie.
Lui la avvolge in un abbraccio caldo e con la mano che la circonda dietro la schiena arriva a palparle il seno, mentre lei si aggrappa al suo cazzo tenendolo strettamente, per non farlo scappare, anche se il ragazzone non pare abbia alcuna intenzione di fuggire.
Una foto giocosa, scattata in un luogo in cui le tristi convenzioni nostrane sono state sostituite da altre, meno rigide e in un mondo più povero ma non per questo meno vivibile.
Nonna è sempre stata "birichina" e proprio per questo non ha mai avuto un marito o un compagno fisso ma sempre amanti che scartava come caramelle fino a quando non ha compiuto la sesta decade e per un problema di salute ha dovuto calmare i bollenti spiriti.
Le sue due figlie, tra cui mia madre, le ha generate con l'aiuto di qualcuno che mai si è palesato e poi le ha cresciute da sola, senza aiuto ma anche senza problemi economici.
Il suo amore, oltre a essere il collante per la nostra famiglia, è anche stato sufficiente insieme a quello di mamma e di zia, a non farmi sentire la mancanza di un padre.
Nonna ha sempre lavorato e per sua e nostra fortuna, il suo lavoro l'ha portata a guadagnare molto e figlie e nipoti hanno avuto tutto pagato, vitto alloggio e istruzione compresa.
Qualche volta quando passo a trovarla, metto mano ai suoi ricordi con la sua assistenza ma oggi mi ha lasciato da solo in soffitta e ho trovato questa meraviglia.
Scendo a fargliela vedere e la trovo impegnata in cucina, così aspetto che abbia un attimo e quando viene a sedersi gliela mostro.
Lei vedendola sorride e mi chiede se ho voglia di ascoltare la storia di una vecchia che una volta ogni tanto si divertiva in giro per il mondo.
Il ragazzo si chiama Philippe e immagino che adesso non sia più un ragazzo ma un signore attempato anche se è più giovane di me, inizia nonna.
Philippe lavorava nell'albergo in cui avevo preso alloggio per una quindicina di giorni di vacanza e avevamo fatto amicizia da subito.
Ero insieme alla mia amica Marta che tu non hai conosciuto ma che era una ragazza molto intraprendente proprio come me .
Laggiù non è come qui e bastava andare in spiaggia per rendersi conto di come i loro costumi fossero molto più liberi dei nostri praticamente ovunque. 
Inoltre non c'era nessuna forma di razzismo per come la intendiamo noi ma al contrario, verso la gente con la pelle pallida. 
I rapporti di amicizia si potevano stringere immediatamente appena conoscevi una persona e andò così con Philippe, che divenne il nostro amico intimo preferito.
Ammetto che la cosa più impressionante che notammo nel suo corpo muscoloso fu quel pene che gli stringo nella foto, davvero enorme e attraente. 
Insomma di viso non è che fosse un granché il nostro Philippe, ma come avrai capito da come impugno il suo scettro in quella foto, ero attratta da altro.
Già la prima notte che passammo in albergo lo invitammo a trascorrerla con noi e lui si dimostrò pronto a esaudire ogni nostra esigenza e desiderio.
Fui io la prima a provare cosa volesse dire essere penetrata dal suo paletto carnoso, su cui iniziai a cavalcare come un amazzone impazzita.
Philippe non era solo molto dotato ma era anche molto resistente in ogni senso e dopo avermi regalato attimi indelebili di piacere, fece la stessa cosa con Marta. 
Marta sperimentò per prima la sodomia e ricordo ancora molto bene le sue grida, quando quella cappella immensa e turgida sfondò le sue difese.
Fu in quel momento che scoprimmo quanto fosse piacevole giocare tra noi donne, mentre aiutavo pene di Philippe a inoltrarsi nel buchino strettissimo di Marta.
La poverina soffriva e per lenire il suo dolore, trovai che non ci fosse modo migliore che accarezzare la sua fica, mentre il nostro stallone nero la penetrava con grande foga. 
Non so se le mie carezze furono sufficienti a prevenire la sua sofferenza ma di sicuro aumentarono l'intensità del suo piacere quando l'orgasmo arrivò e la travolse.
Quando fu il mio turno di provare le dolci sensazioni dell'amore anale, Marta era sotto di me che stavo gambe aperte, con la fica stampata sul suo viso e la mia bocca incollata alla sua fessura gocciolante.
Il primo orgasmo che Philippe mi aveva donato era stato meraviglioso ma il secondo fu ancora più travolgente anche se piuttosto doloroso. 
La voce e l'espressione di nonna mentre mi racconta questa favola erotica, è quella di chi sta vivendo un sogno ad occhi aperti e mentre narra la sua avventura la rivive. 
Mi rendo conto che nonna, tra la visione della foto e il flusso dei ricordi, deve essere piuttosto eccitata quanto lo sono io e infatti, quando la mia mano scivola tra le sue cosce, le schiude lasciandomi campo libero.
Come ho già detto nonna è sempre stata molto birichina e una delle sue abitudini non proprio ortodosse, è quella di non indossare mai le mutandine.
Così le mie dita accarezzano la sua fessura bagnata e si infilano profondamente dentro di lei che non ci mette molto a godere. 
Sono istanti meravigliosi ma anche un po' strani, in cui non ci rendiamo conto di quello che sta succedendo ma nessuno dei due è in grado di fermare l'altro. 
Alla fine degli spasmi di di piacere che nonna gode a occhi chiusi, resta distesa sul sofà, sospirando per quelle sensazioni dolci e proibite.
Quando apre gli occhi le sorrido e lei risponde con un sorriso uguale e mi dice che sono il suo nipotino dolce e amorevole ma senza nessun segno di rimorso per quello che abbiamo fatto. 
Te lo meritavi, le sussurro mentre la mia mano resta tra le sue gambe e le dita affondate nella sua fica, non vogliono saperne di uscire.
Anche lei sembra felice per le mie intime attenzioni nei suoi riguardi e si gode quel momento di relax che avviene dopo un piacere profondo e anche inaspettato.
Amore grazie, mi hai fatto godere tantissimo e da quando ho avuto il mio problema di salute non mi era più capitato di avere un orgasmo, mi dice nonna con gli occhi lucidi. 
Poso le mie labbra sulle sue per un bacio che sarebbe casto in teoria, se non avessi ancora indice e medio infilati nella sua fessura calda e bagnata.
Il contatto tra le nostre bocche torna a riaccendere il fuoco dentro di lei che mi sospira di non togliere le dita e di continuare quello che stavo facendo. 
Amore, tu sei come il mio adorato Philippe in quella foto, sei in grado di far godere nonna come una troia, sussurra nonna a occhi chiusi nell'attesa di altro piacere.
Non riesco a esprimere chiaramente la mia felicità ad ascoltare le sue parole e mi rammarico soltanto di non essere così dotato come quel ragazzo dei Caraibi. 
Ma sono sicuro che saprà apprezzare anche il mio pene oltre alle mie dita e mi perdonerà se basterà un suo bacio a farmi schizzare come una fontanella di sborra.
END

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