Era dal giorno prima della morte del nonno che la porta era chiusa, la mattina dopo lo avevano trovato senza vita nel letto.
Luana tornò con la mente al giorno prima dell'infarto fatale e pensò che forse era stata anche colpa sua se il cuore del nonno aveva ceduto.
Il giorno prima, la porta si era aperta per far entrare i tre amici del nonno mentre lei era già dentro con lui ad attenderli con trepidazione.
Quella non era la prima volta in cui si intratteneva con quattro uomini molto maturi nella tranquillità del garage che assicurava la massima privacy.
Era iniziato tutto quando aveva compiuto i sedici anni e le era capitato di sorprendere il nonno nel bagno adiacente al garage, mentre stava facendo pipì.
La vista del suo pene sgonfio che stava gocciolando, le aveva provocato una strana sensazione di calore tra le gambe, molto simile a quella che sentiva quando si toccava.
Con la differenza che vedendo l'organo sessuale del nonno da vicino era rimasta immobile come se qualcosa ne avesse stregata.
Il nonno l'aveva sorpresa a spiarlo ma non l'aveva sgridata e anzi era parso felice che lei gradisse la vista del suo sesso antico che sotto gli occhi di Luana aveva ripreso vigore.
Puoi toccarlo, le aveva detto lui con una voce suadente e siccome Luana non si muoveva era andato verso di lei, aveva preso gentilmente la sua mano e l'aveva posata sul pene.
Quel contatto intimo per Luana era stato come ricevere una scarica elettrica che andava direttamente dalle sue dita, fino alla sua fichetta acerba.
Si era sentita tutta un fuoco e l'umidità aveva inondato le mutandine della ragazza che finalmente aveva reagito, stringendo forte il pene che si era eretto.
Forse era stata lei a masturbare lui o forse lei era rimasta ferma e lui si muoveva avanti e indietro ma nel giro di qualche istante, uno spruzzo di liquido seminale era partito cappella.
Dopo quel piacere provato in piedi il nonno si era dovuto sedere perché gli erano mancate le gambe e Luana gli era andata a sedersi in braccio, con quel calore dentro che non voleva saperne di assopirsi.
Amore mio, aveva detto lui, se apre le gambe ti faccio qualche carezza, così ti restituisco il regalo che mi hai appena fatto così gentilmente.
Luana aveva chiuso le cosce calde e muscolose e lasciato che la mano del nonno trovasse le sue mutandine e la accarezzasse da sopra il tessuto fradicio.
Aveva chiuso gli occhi e si era abbandonata al suo abbraccio e a quelle carezze che avevano portato all'orgasmo in un tempo assai breve.
Nonna si era limitato a strofinarle e clitoride e a passare le dita lungo le grandi labbra senza penetrare tra le piccole per la paura assurda di poterla deflorare.
Quello era stato il primo momento intimo tra loro e le sensazioni provate reciprocamente erano state così forti da farli tornare nel garage il giorno dopo.
Arrivati entrambi elettrizzati ed eccitati come due ragazzini, si erano abbracciati forte prima che il nonno mettesse a disposizione di Luana il suo pene.
Si era inginocchiata davanti a lui che le aveva lasciato l'iniziativa aveva dimostrato di essere abbastanza brava slacciando i pantaloni senza troppa difficoltà.
La zip era scesa praticamente per conto suo e i jeans del nonno erano calati ai suoi piedi, mentre davanti agli occhioni di Luana era apparso un gonfiore inequivocabile sotto lo slip.
Amore prendilo fuori, aveva sussurrato il nonno con la voglia che si percepiva nel tono della sua voce e Luana aveva obbedito, liberando il pene dalla sua gabbia.
Luana aveva messo una mano sotto l'asta che vibrava eccitata, arrivando a accarezzargli le palle e non aveva gradito gemendo come un cucciolo in calore.
Non sapeva bene cosa fare e nemmeno il nonno sembrava poterla aiutare perché era troppo eccitato da quel contatto intimo con la nipote.
A Luana parve la cosa migliore dare un bacino alla cappella turgida mentre lo sollevava portandolo alle labbra e anche quella sollecitazione fu deliziosa per il nonno sull'orlo della sborrata.
Amore prendilo in bocca, le disse Il nonno con una voce appena udibile e Luana lasciò che lui si spingesse nella sua bocca fino a quanto poteva.
La mano del nonno si posò sulla sua testa con molta gentilezza e improvvisamente emise un gemito che quasi la spaventò, nel momento in cui iniziava a eiaculare.
Quel mugolio continuò mentre Luana lo teneva stretto tra le labbra e lasciava che il flusso di sperma defluisse nella sua bocca fino all'ultima goccia di seme e all'ultimo tremito delle gambe del nonno.
Amore, la prossima volta che lo prendi in bocca dobbiamo farlo mentre sto seduto o sdraiato, perché le gambe ho paura che non mi reggano, le sussurrò il nonno quando gli fu tornato un filo di voce.
Luana invece si era ritrovata nella bocca chiusa una cascata di liquido seminale denso e salato dal sapore strano ma non cattivo per il suo senso del gusto.
Mandalo giù, le disse il nonno mentre andava a sedersi su una sedia vicino al tavolo della cucina, e Luana capì che non si poteva mai sprecare quel succo delizioso.
Come una brava bambina dopo aver inghiottito il liquido seminale del nonno apri la bocca per mostrargli che aveva esaudito il suo desiderio.
Amore sei stata bravissima, adesso adesso siediti sul tavolo che voglio essere io ad assaggiare te, le disse il nonno, con un tono di gratitudine nella voce.
La fanciulla andò a sedersi sul tavolo proprio davanti a dove era seduto il vecchio porco e allargando le gambe gli mostrò le mutandine bagnate.
Le dita del nonno tremavano mentre si infilavano sotto l'elastico per abbassarle lungo i suoi fianchi ma anche le gambe di Luana non erano proprio fermissime.
Il nonno portò le mutandine al viso aspirando e profumo acerbo della sua femminilità e poi le posò sul tavolo per andare dritto alla fonte di quell'aroma irresistibile.
Quando la bocca del nonno si posò sulla sua fichetta bagnata e tremante, Luana chiusa agli occhi e si dispose a ricevere quel piacere proibito che desiderava immensamente.
Quando l'orgasmo la colpì come un uragano colpisce un'isola, Luana cominciò a gemere quasi singhiozzando, come se invece di godere stesse soffrendo ma erano lacrime di gioia e di piacere.
Dopo il pasto delizioso per i suoi sensi, il nonno le chiese di seguirlo in bagno perché gli scappava la pipì e voleva che Luana lo aiutasse.
La ragazza gli sostenne il pene floscio mentre lui lentamente sgocciolava nel vaso e anche quella sensazione di calore bagnato che sentì sulle dita, le piacque da morire.
Quando il nonno finì, Luana gli rimise a posto il pene e portò le dita umide di pipì alle labbra per assaggiare quel sapore salato ma diverso dallo sperma che comunque le piacque allo stesso modo.
Da quel giorno i loro incontri furono contrassegnati dal piacere reciproco che si davano usando mani e bocche ma mai lui le chiese di andare oltre.
Non aveva nessuna intenzione di deflorarla ma avvenne qualcosa di ancora più proibito di un rapporto incestuoso tra un nonno e sua nipote.
Fino a poco tempo prima il nonno, prima di cominciare a divertirsi con Luana, in garage riceveva i suoi tre amici del cuore che conosceva da quando erano ragazzini.
Durante quelle riunioni l'unico divertimento era giocare a carte come fanno i vecchi al bar o dove ne hanno la possibilità ma il nonno aveva scoperto qualcosa di meglio e gli incontri con gli amici erano saltati.
Ma i tre che si domandavano tra loro come mai il nonno avesse cambiato improvvisamente atteggiamento nei loro confronti, un pomeriggio si recarono al garage.
Luana aveva appena finito l'ennesimo graditissimo pompino al nonno che udirono bussare alla serranda abbassata del garage.
Dopo essersi ricomposti aprirono la porta e si ritrovarono davanti il terzetto di amici che li osservava con attenzione e curiosità, e dalla loro espressione si capiva che avevano intuito cosa fosse accaduto tra nonno e nipote.
Il nonno sembrò sul punto di litigare con i tre intrusi ma prima che la situazione degenerasse, Luana gli mise una mano sulla sua e gli disse di far entrare e tre amici per parlare.
Una volta entrati abbassarono nuovamente la serranda chiudendosi dentro e Luana prese in mano la situazione, dicendo che non voleva che la loro amicizia si perdesse.
In realtà Luana voleva prendere in mano anche qualcos'altro, visto che i tre avevano capito che lei e il nonno si erano chiusi lì dentro per qualcosa di più di una partita a carte.
Quel pomeriggio Luana aveva deliziato quattro cazzi al posto di uno, mettendosi al centro delle loro attenzioni e toccandoli e baciandoli insieme.
Le era piaciuto immensamente spogliarsi per la gioia dei quattro vecchi che si erano messi in cerchio attorno a lei, porgendole i loro peni più o meno eretti.
A Luana piacevano comunque i loro sessi anche se flosci e non sempre in tiro come quello del nonno e non le era dispiaciuto affatto a farli godere uno dopo l'altro.
I quattro amiconi di nuovo riuniti avevano atteso il loro turno e uno dopo l'altro si erano sfogati nella sua bocca, compreso il nonno che eccitato dal vedere quanto Luana fosse troia, aveva eiaculato una seconda volta.
Così la fanciulla aveva mandato giù una quadrupla dose di liquido seminale e poi i quattro l'avevano presa di peso e portata sul tavolo della cucina, nuda com'era.
Il nonno aveva adagiato sotto la sua schiena una morbida coperta così che Luana non sentisse la durezza del tavolo sotto di sé.
I quattro le si misero intorno come se dovessero desinare e in effetti lo fecero usando il suo corpo come piatto principale, toccandola dappertutto e regalandole sensazioni mai provate fino a quel momento.
Per quanto il nonno l'avesse fatta godere accarezzandola tra le gambe, l'eccitazione e il piacere che provò con tutte quelle mani che scorrevano sulla sua pelle fu completamente diverso.
Anche l'orgasmo o meglio la serie di ondate di piacere che la sconvolsero mentre era distesa sul tavolo, fu qualcosa di inimmaginabile fino ad allora.
Da quel giorno ebbe quattro amanti ogni volta e fu sempre capace di soddisfarli tutti e quattro prima di sottoporsi alle loro carezze e ai loro baci.
Poi purtroppo era arrivato il giorno fatale in cui il nonno non si era svegliato e lei si sentiva in colpa perché come già da tempo faceva, il giorno prima lo aveva lasciato venire nella sua bocca calda.
In effetti dopo aver sborrato tra le sue labbra insieme ai tre amici Il nonno aveva partecipato di meno rispetto agli altri alle carezze sul corpo di Luana distesa sul tavolo della cucina.
Luana non ci aveva dato peso e ora sentiva come uno strano rimorso malgrado in fondo la morte del nonno fosse stata una tra le più belle tra quelle possibili.
Mentre ricordava il nonno e il suo pene che le scaricava il suo sperma in gola, Luana vide arrivare i tre amici con i quali si chiuse dentro il garage per la prima volta dal funerale.
Fu in quel momento che realizzò che se doveva sentirsi in colpa, tanto valeva sentirsi in colpa del tutto e quindi prese le tre pastiglie azzurre che aveva rubato a suo padre e ne diede una a testa ai tre amici.
Mentre aspettava che facessero effetto, Luana si occupò dei loro peni come aveva sempre fatto fino a quel giorno e uno dopo l'altro i tre scaricarono il loro seme nella sua bocca assetata.
La magia delle pastiglie fece sì che malgrado la tripla eiaculazione Luana si ritrovasse in mano i loro organi sessuali in perfetto tiro e pronti all'uso.
Sua nonno non aveva mai voluto andare oltre le carezze e i baci e non aveva mai permesso nemmeno ai suoi amici di mettere i loro cazzi dentro di lei che invece lo desiderava tantissimo.
Nuda com'era andò a sedersi sul tavolo della cucina allargando le gambe e chiese chi dei tre volesse essere il primo a deflorarla, indicando la sua fichetta ancora vergine ma pronta a non esserlo più.
Fra i tre amici del nonno ce n'era uno particolarmente sveglio che approfittò dell'esitazione degli altri due per avvicinarsi a lei, pronto a penetrarla.
Mentre costui glielo spingeva dentro facendola leggermente soffrire, Luana pensò al nonno e lo ringraziò mentalmente per averle fatto conoscere i suoi tre amiconi e averle dato le prime soddisfazioni sessuali.
La sensazione di sofferenza dovuta alla lacerazione dell'imene passò immediatamente anche perché lei disse agli altri due di avvicinarsi e glieli prese in mano, stringendoli forte forte.
Mentre il più sveglio la chiavava, lei masturbò gli altri due con la solita delicatezza e finalmente ebbe il primo orgasmo della sua vita da vera donna.
Dopo il primo naturalmente anche gli altri due vollero infilare i loro cazzi dentro di lei e Luana fu molto felice di accoglierli entrambi.
Averli soddisfatti poco prima svuotandogli le palle con la bocca, permise a tutti e tre di resistere e di evitare pericoli di gravidanze indesiderate venendole nella fica.
Tutti e tre durissimi grazie alla chimica e resistenti grazie al pompino appena ricevuto, riuscirono a farla godere in una triplice chiavata.
Luana felice per quelle tempeste di piacere ricevute, dimenticò il rimorso modificandolo in gratitudine verso il nonno che l'aveva iniziata a quei godimenti.
Era così felice che portò i tre in bagno e disse loro di farle una doccia di pioggia dorata dopo essersi messa al centro tra di loro.
Anche i tre naturalmente furono più che contenti di pisciarle addosso tutto il loro succo salato e poi di lasciare che lei ripulisse con la bocca le ultime gocce.
Ora non le restava che un'unica cosa per evitare qualsiasi tipo di problema, perché prima o poi avrebbe potuto succedere che uno dei tre, eccitato dalla penetrazione, finisse per venirle dentro.
Doveva fare un'ultimo sacrificio e donare loro il buchino più stretto, anche se sapeva che avrebbe potuto soffrire davvero molto in quell'occasione.
Ma sapeva anche che il nonno la guardava da lassù e faceva il tifo per la sua nipotina così troia e che il dolore della sodomia sarebbe passato in fretta, sostituito da un piacere ancora più grande.
END
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