sabato 22 novembre 2025

Il Ginecologo - La Bruttina Stagionata

La bruttina stagionata che entra nel mio ambulatorio in una mattina di novembre brumosa e fredda, indossa una giacca di lana pesante che potrebbe anche andare, sono i pantaloni di velluto a coste grossolane che peggiorano la sua estetica e le scarpe, invernali e per nulla sexy.
Sul suo viso i suoi anni ci sono tutti, eppure qualcosa in lei mi attrae, saranno gli occhiali dalla montatura pesante o i capelli lasciati in disordine ma ottimi come redini in caso di una cavalcata.
Ma in fondo una volta quando era una giovane puledra aveva un bel viso e io non sono più un giovanotto e non mi dispiace affatto se una donna dimostra la sua età.
Dottore ho un problema di secchezza, qualche bruciore ogni tanto e l'insieme mi disturba parecchio da quando sono in menopausa, mi dice mettendomi subito al corrente dei suoi problemi principali.
Parliamo un po', mi racconta che è nubile, viveva con la madre che è defunta (condoglianze) e che oramai in pensione non ha problemi economici, grazie all'eredità ricevuta e in fondo si trova benissimo da sola.
Certo se io potessi risolvere quel suo problemino di secchezza, riuscirebbe a dormire sonni più tranquilli ma alla sua età è tutt'altro che insolito.
Vuole che la visiti, le chiedo dopo che mi ha spiegato un po' la sua vita e lei sorride e mi chiede se per essere visitata deve spogliarsi completamente.
Annuisco, l'ambulatorio è appositamente riscaldato, io indosso un camice bianco sopra la maglietta della salute e i pantaloni e fatico a non sudare.
Un po' rossa in viso mi confessa che pur non essendo più vergine, è da molto tempo che un uomo non la vede nuda, al che ribatto che non sono un uomo, per lei ora, nel mio ambulatorio, sono un medico.
Un inutile paravento dietro cui si spoglia mi cela il suo corpo mentre si toglie i vestiti e devo dire che una volta nuda è decisamente carina con quei seni piccoli ma ancora sostenuti.
Poca pancia, appena un accenno che la rendono sexy come lei non immagina neanche e un bel paio di gambe ma di quello è conscia.
Forse il culo è leggermente cascante ma è anche stranamente eccitante nonostante tutto e alla fine la parte peggiore, se così si può dire, è quella del suo viso.
Ma se sistemasse i capelli, mettesse un po' di trucco e un collarino a coprire quelle grinze che rovinano la pelle del suo collo, diventerebbe una splendida donna matura, in grado di attrarre uomini molto giovani.
Sdraiata sul lettino aspetta che mi vada a sedere davanti a lei, tra le sue gambe aperte, appoggiate sugli appositi sostegni, col mento a pochi millimetri dalla sua fica.
A prima vista non c'è nulla che non vada, è perfettamente depilata, sicuramente da poco è andata dall'estetista proprio in previsione della visita ginecologica.
Infilo i guanti di gomma e mi avvicino aspirando il profumo del sapone intimo col quale si è da poco insaponata le parti nascoste, forse anche un paio di volte.
Quando sfioro le grandi labbra si lascia sfuggire un sospiro che mi rende felice, come sempre ogni volta che una donna che accarezzò fa le fusa, anche se per lavoro.
Effettivamente il dito avvolto nella gomma non scorre agevolmente e ancora meno quando le schiudo le piccole labbra e provo a penetrarla di poco.
Se prima aveva sospirato di piacere, ora è infastidita dalla carezza diventata troppo rude per quella fessura delicata che richiede gentilezza e amore.
Smetto di sfiorarla, mi stacco da lei e mi alzo per andare all'armadietto dei medicinali a prendere una crema intima, ottima per lubrificare.
Mentre la cerco le chiedo se ha dei rapporti sessuali e lei un po' sorridendo e un po' arrabbiata col mondo, mi confessa che non tocca un uomo da tempo e viceversa.
Provo a metterla tranquilla, in fondo sono solo il suo medico, non è venuta da me per essere giudicata, né per la sua vita sessuale, né per la sua esteriorità.
Torno da lei, spiegandole cosa intendo fare e in silenzio lascia che le applichi la crema esternamente alle piccole labbra e poi anche dentro, infilando l'indice nella sua fessura, piano e gentilmente.
Ora la sua espressione è tornata quella di prima, quando le ho sfiorato le grandi labbra e ha cominciato a sospirare ed è come una gatta che vuole trattenere le fusa ma non ci riesce.
Appositamente continuo a ispezionarla col dito anche se oramai la crema è già stata equamente distribuita ma visto che gradisce, perché non continuare.
Mi fermo solo quando capisco che sta per venire, purtroppo sono solo il suo medico, non il suo amante e poi sono un bastardo, la voglio affamata e non soddisfatta.
Mi allontano da lei, mi sfilo i guanti e la informo che può rivestirsi e la sua espressione delusa e stralunata di chi non capisce cosa stia succedendo è meravigliosamente eccitante.
Fingo di non accorgermi della frustrazione provocata dall'aver interrotto quello che era destinato a diventare un orgasmo e le giro le spalle, non deve vedere che sto sorridendo.
Dottore ma che devo fare, mi chiede restando ancora sul lettino, nuda a gambe aperte e girandomi, come se nulla fosse, le rispondo che d'ora in avanti dovrà usare un sapone intimo idoneo alla sua fica (senza nominare quella bellissima parola) durante l'igiene intima e la crema durante i rapporti sessuali, oppure degli ovuli da inserire la sera andando a dormire.
Dalla sua espressione capisco che è ancora interdetta, così provo a spiegarmi e non essendoci nulla meglio della pratica per imparare qualcosa, torno da lei e apro una confezione di ovuli.
Lei si rimette giù e attende che io schiuda le piccole labbra e inserisca l'ovulo, poi sospira rumorosamente per la sensazione piacevole che riceve dallo scioglimento del medicinale dentro la sua fica caldissima.
Dottore ma durante un rapporto sessuale devo mettere la crema dentro oppure...si interrompe un po' vergognosa per quello che stava per chiedermi.
Va bene, provo a spiegarle meglio anche questa cosa, le sussurro e alzatomi in piedi abbasso la zip ed estraggo il pene in erezione.
Spremo la crema sulla cappella come il dentifricio sullo spazzolino e la cospargo un po' alla meglio, poi glielo spingo dentro senza tanta delicatezza.
Meglio provare se la crema funziona anche in situazioni un po' ruvide ma quando affondo dentro di lei, la sua espressione, i suoi sospiri, i suoi sussurri, sono di chi sta decisamente bene.
Tra l'ovulo sciolto e la crema, ora anche un pene superdotato come quello di Rocco Siffredi farebbe avanti e indietro come uno stantuffo impazzito senza ostacoli.
Quando gode io la seguo esplodendo dentro di lei e grugnendo come un porco mentre lei geme di piacere, mandando gridolini trattenuti per non farsi udire da chi attende fuori nella sala d'attesa.
Staccarci è davvero un peccato, sarei rimasto a lungo dentro la sua fica e lei mi avrebbe tenuto stretto volentieri ma non possiamo fare come se fossimo soli in un letto.
Quando lo tiro fuori è ancora vivo ed eretto e lei attende seduta sul lettino che quel cocktail di medicinali, fluidi vaginali e sperma scivoli fuori e poi si ripulisce alla meglio prima di rivestirsi.
Seduto alla scrivania le compilo le ricette e le dico con tono professionale che l'ho trovata benissimo e che la secchezza, se userà crema, ovuli e detergente intimo, sarà solo un ricordo. 
Aggiungo che la voglio rivedere tra una settimana e quando lei mi chiede come mai, le spiego che è necessario controllare non solo la vagina ma anche il buchetto posteriore, nella stessa maniera di oggi.
Come carico da undici, le ordino anche di sistemarsi i capelli e di tornare vestita in maniera più consona a una bella donna matura come lei.
Deve smettere di nascondersi, è ancora bella e giovane a sufficienza per godersi la vita e mentre arrossisce mi alzo e vado ad abbracciarla.
La bacio e le mie mani scendono sulle sue natiche mentre le sue labbra si schiudono e lasciano entrare la mia lingua nella sua bocca calda e con ancora il sapore del dentifricio.
Con una sculacciata su quel culetto cadente ma arrapante la spingo verso la porta e lei girandosi per un attimo mi sorride e poi se ne va, soddisfatta e felice.
Avanti un'altra !
END




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