lunedì 10 novembre 2025

Annetta

È cominciato tutto come un gioco ed è diventato qualcosa di più.
Annetta è mia nipote, una nipote acquisita ma pur sempre una nipote e la nostra storia comincia quando aveva poco più di 16 anni.
Un classico dei giochi tra ragazzi è quello di andarsi a nascondere nei luoghi più disparati e quel giorno eravamo al ristorante per il pranzo successivo a un battesimo o a qualcosa del genere.
Ricordo perfettamente quando a un certo momento ho sentito qualcuno che sotto il tavolo mi stava accarezzando il ginocchio. 
Ovviamente non poteva essere che lei, Annetta la mia nipotina preferita che si era inventata quel gioco a nascondino insieme ad altri cuginetti che però si erano stancati e se ne erano andati fuori dal ristorante, lasciandola sola.
Annetta aveva poco più di 16 anni e già allora era una donna quasi fatta, molto bella e molto avanti per la sua età.
Sentendo la sua mano toccarmi il ginocchio, mi sono immobilizzato e lei ne ha approfittato per risalire la coscia e andare a sfiorare il gonfiore che si era formato immediatamente, in seguito alla sua carezza.
Le sue dita curiose e leggere ma già molto esperte hanno toccato la mia erezione nascosta ma ben tangibile sotto i pantaloni e le mutande. 
Ai miei tempi le ragazze non erano così esperte in queste faccende e d'altronde non lo eravamo neanche noi ragazzi che siamo cresciuti imparando il sesso dalle riviste porno che riuscivamo a procurarci e magari non sempre. 
Oggi internet dà la possibilità a chiunque, indipendentemente dall'età di accedere a tutte le informazioni più o meno idonee a insegnare la sessualità. 
Annetta non può che avere imparato in questa maniera ma in ogni caso sapeva bene quello che stava facendo. 
Sapeva dove e cosa toccare e quello che sarebbe successo a un maschio in seguito alle sue carezze intime.
E sulla base di queste sue conoscenze non si è fermata a un semplice sfioramento ma ha continuato la sua piacevole opera, sbottonando i miei pantaloni e abbassando la zip per poter accedere agli slip e a quello che ne era celato.
In seguito Annetta mi ha raccontato che non sono stato il primo a cui aveva visto il pene ma sono stato certamente il primo a cui lo ha tirato fuori e baciato.
A dire il vero non si è limitata solo a baciarlo ma dopo qualche carezza e qualche bacetto timido, l'ha accolto tra le sue labbra morbide e vellutate.
Quel giorno Annetta ha messo in pratica la teoria vista e rivista nei video e nelle immagini su internet e ha confezionato il suo primo pompino.
Avrei potuto fermarmi e fermare lei ma non ci sono riuscito e sono venuto nella sua bocca, riempiendola col mio sperma e a lei non è affatto dispiaciuto.
Potete immaginare in che stato ero mentre Annetta nascosta sotto il tavolo mi faceva godere con le labbra nella sua bocca calda, mentre intorno gli altri invitati parlavano, mangiavano e bevevano, intanto che i camerieri consegnavano le portate ai tavoli.
In ogni caso non sono mai stato un tipo particolarmente socievole e in quelle occasioni mi sono sempre ritrovato a stare per i fatti miei e così è stato più semplice fingere che nulla stesse accadendo.
Annetta ha finito il suo lavoretto, con una certa accuratezza ha sistemato il mio pene gocciolante nello slip e ha lasciato che fossi io a richiudere i calzoni.
Con la coda dell'occhio l'ho vista qualche istante dopo sgusciare fuori da sotto i tavoli messi in fila uno accanto all'altro, dalla parte opposta in cui stavo io.
Con la massima naturalezza è venuta a sedersi al mio fianco su una sedia rimasta vuota, mi ha sorriso posando una mano sul mio polso e mi ha chiesto se mi fosse piaciuto.
Che cosa si può dire alla nipotina preferita dopo che ti ha fatto un pompino così dolce che ti sei sentito sciogliere come un ghiacciolo sotto il sole d'agosto? 
La nipotina che ti prende anche in giro, vedendo in che stato sei dopo quel pompino, schiudendo le labbra e mostrandoti la punta della lingua con cui ha appena accarezzato il tuo cazzo.
Ho mandato giù tutto, mi ha sussurrato Annetta e ho sentito dentro di me un brivido pazzesco e mi sono alzato di scatto per andare fuori a prendere un po' d'aria.
Lei mi ha seguito mentre uscito dal ristorante sono andato a rifugiarmi nella parte del parcheggio più lontana dalla porta d'ingresso e mi sono infilato tra le frasche, nascosto agli occhi di chiunque tranne che ai suoi. 
In quel momento ho visto il suo sguardo decisamente preoccupato, immagino abbia pensato che un pompino alla mia età potesse provocare qualcosa di più che una semplice eiaculazione.
Magari un bel colpo apoplettico e così mi è venuta vicino chiedendo come stavo e io l'ho tranquillizzata, dicendo che dopo quello che mi aveva fatto stavo benissimo.
Rassicurata dalle mie parole, Annetta mi ha chiesto se ero uscito dal ristorante per fare pipì e in quel caso lei era più che disposta ad aiutarmi.
Una monella di sedici anni con un sorriso malizioso che ti chiede di tenerti stretto il pene mentre stai sgocciolando e a cui non ho saputo dire di no nemmeno in quell'occasione.
Con la stessa abilità di prima, Annetta me lo ha tirato fuori e tenuto stretto mentre mi svuotavo tra le sue dita delicate e quando ho finito ero di nuovo in erezione.
Vedendomi nuovamente duro, Annetta ha iniziato una lenta masturbazione e poi mi ha chiesto se volevo un altro pompino.
Alla mia esitazione mi ha rassicurato, dicendo che le piaceva troppo tenere in mano o in bocca il mio pene e che si era tutta bagnata dopo il pompino e meglio ancora ora, dopo avermi aiutato a fare pipì.
Lì su due piedi non avrei desiderato altro che si inginocchiasse e mi facesse eiaculare per la seconda volta in pochi minuti nella sua boccuccia.
Ma poi ho sentito delle voci di altri che usciti dal ristorante erano venuti verso le macchine parcheggiate, per chissà quale motivo e le ho detto di smettere.
Annetta un po' frettolosamente ha rimesso a posto il mio pene, dando un'ultima carezza alla cappella e e poi è scappata via lasciandomi solo. 
Ho atteso qualche istante e ho fatto il giro dalla parte opposta da cui lei se ne era andata e me ne sono tornato a sedere al mio posto. 
Per un po' non l'ho vista ma intanto il desiderio che sentivo di averla vicina e specialmente di sentire la carezza delle sue dita e delle sue labbra sul pene è cresciuto a dismisura.
Fortunatamente anche se ho un'età che è il triplo della sua, non sono completamente digiuno delle ultime novità tecnologiche e informatiche.
Almeno per quello che riguarda gli smartphone e quando Annetta mi ha mandato un messaggio via WhatsApp, ero incredulo ad aprirlo, con le mani che mi tremavano.
Un messaggio erotico in cui mi comunicava di essersi rinchiusa nel bagno del ristorante per potersi toccare in tranquillità e spegnere la voglia che le era venuta, grazie al mio pene e al mio sperma.
Insieme alle sue parole sconce era allegata una foto delle sue mutandine, tutte striate dei suoi fluidi, a causa dell'eccitazione che aveva provato.
Mentre osservavo quella foto così pornografica e così poetica allo stesso tempo, Annetta scriveva che si stava toccando e poi che stava venendo.
Benedette siano le nuove tecnologie e l'uso davvero molto piacevole che se ne può fare e benedetta la mia nipotina preferita e le sue voglie di teenager.
Adesso aspetto con impazienza che mi mandi le sue foto sconce ma ancor di più attendo con ansia che mi dica quando possiamo vederci.
In macchina, in albergo o in un bosco, un qualsiasi luogo mi va bene, purché io possa di nuovo infilare il pene tra le sue labbra o perché no, negli altri suoi buchetti.
E riempirla di sborra calda, la mia Annetta.
END

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