Ha onorato la sua promessa di rivederci in intimità e cosi abbiamo prenotato una suite in un piccolo albergo in zona di mare.
Sono terribilmente eccitato dalle sue splendide natiche e dal suo buchetto che attende solo di essere riempito di carne e e sperma ma anche dal racconto che mi ha fatto prima, mentre in macchina viaggiavamo verso la riviera.
C'è qualcosa di lui che non sapevo, qualcosa che risale a quando, stanchi di giocare a calcio al campetto, abbiamo iniziato a fare giochi più interessanti e da adulti.
Non sempre Titti passava con me i suoi pomeriggi dopo scuola, alle volte la madre lo costringeva a stare in camera sua al piano terra a studiare e proprio dalla sua finestra aveva notato una cosa interessante.
Da lì poteva osservare gli avventori del vicino bar tirare fuori l'uccello quando si recavano al bagno a pisciare e qualcuno a masturbarsi.
E a Titti i cazzi piacevano da morire, anche se non erano tutti in tiro come il mio, ogni volta che scendevamo nei sotterranei della vecchia scuola e lui si spogliava per farsi sfondare il culo o per farmi un pompino.
Così ogni tanto usciva nel vicolo dalla finestra e si avvicinava a quella del bar e aspettava che un cliente entrasse e davanti al suo sguardo affascinato, estraesse il pene e cominciasse a sgocciolare.
Le prime volte Titti era rimasto in silenzio, immobile a osservare i cazzi sgonfi, poco puliti che scrosciavano pipì gialla oro, eccitandosi terribilmente.
Poi era arrivato lui, un tipo anziano molto deciso, che era ben conosciuto in paese, che abitava in campagna e a cui piacevano i giovani di ogni sesso.
Titti quella volta non era stato molto attento e il tipo di era accorto della sua presenza ma non aveva mica gridato o protestato.
Semplicemente lo aveva guardato mentre rimetteva a posto il suo pene una volta finito di pisciare, e Titti aveva visto le sue notevoli misure da molto vicino.
Il vecchio porco dotato gli aveva sorriso, intuendo che a Titti piaceva moltissimo il suo uccello ma quella volta glielo aveva nascosto.
La volta successiva era andata in maniera molto diversa, l'uomo dopo la pisciata abbondante mentre Titti lo osservava, aveva avuto una erezione che gli aveva permesso di guardare il pene in tutta la sua magnificenza.
Invece di metterlo via finita la minzione, glielo aveva indicato con la mano, invitandolo ad avvicinarsi e a toccaglielo e Titti, eccitato da morire, si era accostato a quel notevole paletto di carne.
Da vicino aveva notato come non fosse affatto pulito, né il pene né le mutande ma la scarsa igiene non lo aveva fermato, e poi era davvero enorme rispetto agli altri avventori, anche da sgonfio.
Ma ora, mentre Titti lo osservava, il pene si era ingrossato completamente per l'eccitazione e il tipo lo aveva aiutato a scavalcare la finestra e a entrare nel bagno del bar.
Nessuno dei due aveva detto nulla, Titti aveva allungato la mano e lo aveva sfiorato con una certa esitazione ma con la voglia che lo stava bruciando dentro.
Inginocchiatosi di fronte a quella nodosa meraviglia, Titti ne aveva aspirato il profumo fortissimo, un misto di virilità e pioggia dorata.
Le sue labbra si erano posate sulla cappella turgida, attratte come la calamita dal ferro e lo aveva baciato a lungo, godendo il contatto intimo e il sapore così intenso e deciso.
Il vecchio però non lo aveva lasciato fare, con una mano gli aveva afferrato i capelli, si era spinto ruvidamente nella sua bocca ed era affondato fino alle palle, dopodiché lo aveva usato per il suo piacere.
Era davvero grosso, grosso e pulsante di voglia ma Titti rischiando il soffocamento, lo aveva lasciato fare e nel giro di qualche minuto il vecchio lo aveva ricompensato con una sborrata così abbondante che non era riuscito a tenere tutto il seme in bocca e una parte era colata via.
Finito di eiaculare il tipo glielo aveva fatto ripulire per bene lasciandolo nella sua bocca e ordinandogli di non sprecare nemmeno una goccia.
Titti aveva obbedito e leccato via ogni traccia di sborra da quel pene che non ne voleva sapere di sgonfiarsi.
Quella storia era andata avanti per mesi con Titti che aveva ingerito litri di sperma nel bagno del bar e parecchie volta, a casa del porcone anziano, si era concesso completamente al suo pene immenso e immenso era stato il suo piacere.
Il suo racconto ha eccitato entrambi e quando gli infilo l'indice nel culo, sento il buchetto che pulsa e si contrae.
Disteso sul letto a pancia sotto, Titti finge di dimenarsi, sentendo che lo sto penetrando ma quando al dito sostituisco il pene si agita ma solo perché mi desidera dentro e ovviamente lo accontento.
Nulla è cambiato, né lui né io, abbiamo lo stesso desiderio di allora e anche se credo che l'avrei inculato con la stessa voglia, il suo racconto ha gettato benzina sul fuoco della mia erezione.
Lo prendo come il vecchio dei suoi ricordi di ragazzino, ma invece di affondargli in gola, spingo più che posso nel suo culo e Titti felice mi invita ad essere ancora più brutale e a sfondarlo.
Gli stringo l'uccello mentre lo soddisfo e godiamo insieme, nello stesso momento i nostri cazzi sprizzano seme caldo e il piacere ci travolge.
Lo chiavo e lo chiamo come allora e lui conferma di essere la mia troietta, la mia puttana e rilancia dicendo che il suo culo è mio, come la sua bocca.
E penso proprio che abbia ragione, il mio Titti.
END
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