Ogni tanto quando ci incrociavamo entrando o uscendo dal bar, lei mi sorrideva e io rispondevo al suo sorriso con un buongiorno.
Una mattina arrivò sola e sola rimase a fare colazione, così mi avvicinai e ci conoscemmo.
Stranamente, mentre era stato difficile trovare il modo anche solo di avvicinarla, fu facilissimo diventare intimi.
Le sue mani erano fredde, le mie calde e sotto il tavolino i nostri piedi si toccarono e si accarezzarono come se fossero vecchi amici.
Riuscii a scaldarle le mani e anche qualcos'altro e lei mi chiese di seguirla, per cui uscimmo insieme dal bar e salimmo ognuno sulla propria auto.
Sapevo che abitava sui colli ma lei si diresse in campagna, fino a una chiesetta abbandonata in una zona boscosa.
Deanna scese e senza aspettarmi entrò in quel luogo particolare che io non conoscevo ma che potevo fare se non andarle dietro?
La trovai all'interno, inginocchiata nel confessionale, malgrado non ci fosse nessun prete ad ascoltarla e quando mi vide, sollevò la gonna e abbassò le mutandine bianche.
Eccitato, osservai lo spettacolo di una Deanna sconosciuta ma molto femmina che mi invitava ad approfittare della sacralità della chiesa per rendere speciale il nostro incontro.
Rimasi un po' ad ammirarla, turbato dalla visione della coscia e di parte del suo bel culo e poi mi avvicinai con una erezione che spingeva nello slip e che Deanna individuò immediatamente e volle sfiorare come se non credesse che io avessi lo stesso suo desiderio.
Lei portò alla luce la mia voglia e posò le sue labbra morbide sulla cappella per un primo bacio che fu come ricevere una scarica elettrica.
Le sue carezze con le dita e la bocca furono meravigliosamente lente e accurate, non mi stava facendo un semplice pompino, era in adorazione di un pene che non casualmente era lì, a sua completa disposizione.
Non lo prese tutto in bocca come avrei desiderato ma le sue intenzioni erano diverse dal regalare un solitario momento di piacere a uno sconosciuto.
Per qualche istante ancora continuò a deliziarmi con bacini, carezze e dolci strizzate alle palle, sempre con gli occhi alzati a cercare i miei, piantati nei miei, e poi sorridendo si alzò in piedi e mi prese per mano.
Entrammo nel confessionale e Deanna mi chiese di immaginare di essere un prete, un sant'uomo sedotto dalla femmina più calda che avesse mai incontrato nella sua vita e poi si tolse i vestiti e rimase tutta nuda.
Non fu difficile assecondarla, specialmente la seconda parte della sua richiesta e rimasi seduto con il cazzo eretto su cui Deanna si impalò come una martire del piacere.
Aveva uno sguardo intorbidito da una calda eccitazione, accesa dal sentirmi scivolare nella sua fica accogliente e dalla sua fantasia che mi aveva chiesto di assecondare.
Sollevatasi i seni, uno dopo l'altro li porse alle mie labbra come la Madonna che allattava il suo bambino affamato e io le succhiai i capezzoli e capii come sentire le mie labbra leccarli e i miei denti morderli mentre ero dentro di lei, la facesse eccitare e arrivare in un attimo all'orgasmo.
Anche la colonna sonora dei suoi gemiti e lamenti era qualcosa di fantastico e dava l'idea della santa in bilico tra la sofferenza e l'estasi e ancora non avevo visto e udito nulla della femmina che era davvero.
Assisa sul mio durissimo trono di carne, Madonna Deanna venne forse più volte, oppure furono ondate di un unico orgasmo a riprova della sua caldissima femminilità che esplodeva nel nostro incontro carnale.
Dai capezzoli la mia bocca risalì verso la sua e mentre godeva intensamente, dopo aver leccato la sua pelle dal seno, al collo e poi al mento, le infilai la lingua in bocca, assaporandone il sentore di caffè ancora presente.
Deanna succhiò la mia lingua come avrebbe succhiato il mio cazzo per tutta la durata del suo piacere e quando finì, riuscì a mormorare che potevo finalmente venirle dentro.
Le sue parole furono sconce e sante nello stesso momento in cui mi dava la libertà di godere e grugnendo come un porco sacro in calore, mi lasciai andare e il mio seme esplose dentro di lei, segno del livello eccelso del mio piacere.
Di sicuro l'avrei fecondata se fosse stata di qualche anno più giovane e lei, consapevole dei miei pensieri poco sacri, prese il mio viso tra le mani e mi baciò sulle labbra castamente.
Dopo il reciproco piacere, Deanna si confessò e ascoltai la storia della sua vita che non era certo quella di una santa, a meno che lei non fosse la Beata Patrona del piacere e del pene.
Era la storia di una donna che si era scoperta femmina in una fase della vita molto avanzata, verso i sessant'anni, quando comunque ne dimostrava dieci di meno.
Sposata da decenni e sempre fedele ad un unico uomo che non poteva più soddisfare i suoi appetiti crescenti, aveva pensato bene di confessare al suo parroco quanto desiderasse un maschio tra le gambe.
A quel tempo Deanna viveva in campagna, a poca distanza dalla pieve in cui mi aveva portato quella mattina ma allora la chiesetta era viva, con un prete che era molto ben considerato dai parrocchiani che vivevano nei dintorni.
Lo stesso prete che l'aveva ascoltata lamentare la carenza di sesso a fronte di desideri sempre più intensi e sconci, durante le sue confessioni nello stesso luogo in cui l'avevo chiavata.
E là dentro, nel buio, il sant'uomo si era rivelato non solo il suo confessore ma anche colui che l'aveva iniziata a ogni tipo di peccato carnale che Deanna aveva gradito immensamente.
A dire il vero il prete era stato per Deanna una sorta di maestro che le aveva insegnato ogni teoria sessuale e in maniera egoistica aveva approfittato delle sue voglie non più represse per la pratica.
Insieme avevano esplorato il suo corpo alla ricerca dei ricettori della sua eccitazione e del suo piacere e fatto scoperte piacevolissime, come quella della sua sensibilità vaginale e non solo.
Deanna penetrata in qualsiasi maniera, provava orgasmi rapidissimi e molto intensi ma specialmente nel culo, univa la sofferenza a un piacere potente come una esplosione nucleare.
Il Peccato Capitale per eccellenza lo aveva praticato con gli amanti che erano succeduti al prete, che non era in grado di stare dentro di lei nemmeno per il poco tempo necessario a farla godere.
Il sant'uomo sborrava dentro la sua fica o il suo buchetto con una velocità tale che non lasciava alla povera Deanna il tempo per andare in estasi, malgrado fosse così calda da venire in pochissimo tempo.
Le scoperte fatte insieme al prete però, le erano servite per provare parte di quel piacere che a sessant'anni aveva cercato come mai in vita sua e che aveva trovato dopo con i suoi amanti.
Continua
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