Prologo
Nonna è sempre stata un po' eccentrica e anche una bella donna. Purtroppo con l'età si è convinta di non essere più bella come in passato e praticamente ha smesso di uscire da quando è rimasta vedova. Prima indossava abiti eleganti ma molto sexy che mettevano in risalto le sue forme splendide ma dalla morte del nonno si è rinchiusa in casa e fatica a uscire se non è proprio necessario. Cerco di starle vicino e di convincerla che pure se non è più una giovincella è ancora molto attraente. Non lo dico solo per tirarle su il morale, lo dico perché da sempre e ancora adesso, il pensiero di nonna è carburante per le mie fantasie e spesso penso a lei quando la mia mano stringe il pene per qualche istante di piacere solitario. E poi lei non fa nulla per evitare che il suo nipote preferito si ecciti in sua presenza, malgrado la sua fissazione di non essere più bella come una volta. Siccome non ha nessuna intenzione di lasciarsi andare ma nello stesso tempo uscire o recarsi dove c'è gente le pesa, cura il suo corpo nell'intimità di casa sua e visto che spesso sono da lei, posso ammirarla seminuda sulla cyclette, ad esempio. Mentre è lì che pedala furiosamente, indossa uno striminzito costume da bagno e cosa ancora più interessante, anche un paio di stiletti dai tacchi vertiginosi che la rendono ancora più sexy. La guardo, mi eccito e di solito dopo un po' vado in bagno a sfogarmi. Nonna lo ha capito, lo sa e deve essere felice della mia ammirazione per lei, perché non solo non mi ha mai rimproverato ma poco alla volta si è spogliata sempre di più. E se all'inizio indossava una tuta sportiva, ora è praticamente nuda davanti ai miei occhi.
Benzina sul fuoco
Lei mi osserva pedalando e io guardo le sue cosce nude e la sua schiena che si inarca mentre fantastico di come potrebbe inarcarsi se io fossi incollato a lei, col pene che le scivola dentro e fuori, in una danza erotica sempre più rude e violenta di una violenza che lei apprezza assai. La mia immaginazione mi porta a una bella erezione, guardando la nuda realtà del suo corpo e sognando di goderne a pieno. Così dopo un po', col gonfiore ben visibile nei miei pantaloncini, le dico che mi scappa e che devo andare al bagno un attimo. In bagno mi accosto al lavandino di fronte allo specchio dove è riflessa la mia calda eccitazione e senza nemmeno abbassare calzoncini e slip lo prendo fuori e inizio a masturbarmi. In quel momento la mia attenzione è tutta al sogno ad occhi aperti che sto facendo e alla carezza che mi sto regalando, per cui non faccio caso alla porta che si apre silenziosamente e non mi rendo conto che nonna è arrivata alle mie spalle. Solo quando apro gli occhi e vedo la sua immagine riflessa dietro il mio viso arrossato mi blocco e cerco di farfugliare qualcosa. Nonna sorride e mi tranquillizza, dice che non devo aver paura, che quello che sto facendo è del tutto naturale e si avvicina fino ad arrivare alle mie spalle e a cingermi in un abbraccio caldo e sensuale. Mi chiama amore, mi abbassa i pantaloncini che cadono a terra, stessa fine fanno gli slip e avverto la sua mano che mi carezza le natiche e si insinua nel solco tra esse, poi scende sfiorandomi il buchino e trovate le mie palle gonfie, se ne impossessa. La sua voce è un sussurro - Sono belle piene amore, hai bisogno di svuotarti, se non ti dispiace, ci penso io - .
L'incendio
Sono nudo, appoggiato al lavandino col pene che è durissimo e che nonna stringe dolcemente con destrezza e passione, masturbandomi con l'abilità di chi può aver raggiunto tali ottimi risultati, solo con l'esperienza. La pelle sudata di nonna si incolla alla mia, sudata come la sua ma per altri motivi. La sua lingua mi assaggia leccando la mia spalla e baciandomi il collo mentre mi smanetta il pene e io non ci metto molto a esplodere. Nonna mantiene saldamente la barra mentre eiaculo abbondantemente nel lavandino e cerco di non gridare quanto stia godendo grazie alle sue carezze e alle sue dolci sollecitazioni a fior di pelle. Mentre vengo tra le sue dita, continua a sussurrarmi parole meravigliose come "mio amore", invitandomi a sfogarmi per bene e finalmente quando i miei tremiti si calmano e l'ultima goccia di sperma è scesa nel lavandino, nonna mi concede anche di fare pipì. Che meraviglia sgocciolare la mia pioggia d'oro con la sua sensuale assistenza, anche se il mio pene si è sgonfiato dopo la tempesta e il caldo liquido dorato, lava via lo sperma denso e copioso appena colato dalla cappella. Con grande cura nonna attende la fuoriuscita del fluido salato e poi mi restituisce il pene, affinché io possa risistemarlo nello slip e tirarmi su i calzoncini. Nonna sorride come non la vedevo sorridere da tanto tempo, forse da prima della morte del nonno e anche io sono felice.
Domare l'incendio
- Ciao mamma, se non hai nulla in contrario stanotte dormo con nonna, oggi era un po' giù di morale e se resto qui magari stasera guardiamo la TV insieme o meglio ancora giochiamo a carte e la lascio vincere, diventa più allegra quando vince a scala quaranta -. Mia madre non ha nulla in contrario, posso restare anche se dopo quel gioco di mano, nonna sembra essere tornata la solita nonna che mi prepara la cena come se nulla fosse successo. Ha infilato una maglietta sul costume e non si è tolta gli stilettoes, lei dice perché si deve riabituare ad usarli. Speravo si spogliasse del tutto ma anche così è splendida mentre si muove in cucina e poi nonna è davvero una brava cuoca. Dopo cena la aiuto a lavare i piatti e a risistemare e poi succede. Succede che nonna mi invita in bagno, chiedendomi se posso lavarle la schiena. Non aspettavo altro e la seguo, la guardo ipnotizzato mentre fa pipì e poi si spoglia completamente e si immerge nella vasca piena di acqua calda e sali profumati. Siedo sul bordo, le insapono la schiena. Nonna sorride, anche i seni. Le mani mi tremano mentre glieli accarezzo con la scusa di insaponarli. Nonna dopo un po' prende la mia mano e la porta più giù. Tra le gambe - Lavami qui - sussurra a occhi chiusi. Viene in pochissimi istanti. Riapre gli occhi, sorride ancora di più. Esce dall' vasca, si avvolge in un telo e si asciuga. Poi viene a controllare lo stato del mio pene. Si china davanti a me e lo trova durissimo. Lo trova con un profumo troppo intenso. Torno al lavandino con lei alle spalle. Di nuovo come nel pomeriggio ma stavolta solo per insaponarlo. Risciacquarlo. Asciugarlo. Poi mi porta a letto e si stende nuda, allarga le gambe, mi mostra la fica in fiamme, proprio come il mio uccello - Vieni qui - dice nonna indicando la fessura bagnata - Voglio la tua lingua qui, il tuo cazzo qui - e io obbedisco, mi avvicino a quella meraviglia umidissima e profumata. È davvero tremendamente caldo ma non mi importa, voglio assaggiarla. È dolce ed è salata insieme. Buona. Buonissima. Nonna smania mentre la mia lingua esplora la sua intimità. Metterle dentro il mio pene è la scelta giusta. Sto bene dentro di lei, anche se è ancora più caldo. Sono al sicuro. Nonna sorride - Puoi venire, non aver paura - iniziò la danza della penetrazione, dentro, fuori, dentro. Sempre più veloce. Sempre più ruvidi i miei colpi e lei apprezza, l'orgasmo quasi la sorprende e mi costringe alla resa. Mi svuoto, fisicamente dentro di nonna, mentre il suo corpo è tutto un sussulto di piacere e anche la mia mente scarica lo stress, proprio come lei. Stiamo domando l'incendio ma è sempre più caldo, sempre più bello.
END
Nessun commento:
Posta un commento