La Scoperta
Marta era una matura signora cinquantenne che abitava in campagna che si era sposata piuttosto tardi e aveva avuto un figlio in extremis e ora questo ragazzo divenuto adolescente, aveva una grande passione per la pallacanestro. Il lavoro del marito era sufficiente a garantire a tutti e tre una vita agiata e senza problemi, e l'unica controindicazione era che lei rimaneva molto spesso sola a casa col figlio, perché il consorte aveva una professione che lo portava a girare il paese in lungo e in largo. Fisicamente era ancora piuttosto piacente e quando passava vicino al bar del paese, gli uomini seduti all'aperto a bere o a giocare a carte, si giravano ancora a guardarla e in qualche caso le mandavano complimenti a mezzo fischi di apprezzamento che in parte le davano fastidio e in parte la facevano sentire stranamente bene.Marta non era mai stata particolarmente attratta dal sesso, l'unico uomo della sua vita lo aveva sposato e per un certo periodo avevano avuto anche una discreta Intesa sessuale ma dopo non molto tempo, complice anche il fatto che lui era quasi sempre assente, lei aveva smesso di desiderare di farci l'amore. Da moglie, amante e madre, era diventata esclusivamente madre di quell'uomo sempre assente a cui però continuava a voler bene. Questo non significava che avesse seppellito completamente le sue voglie che custodiva nella mente, in cui abbondavano fantasie erotiche che riguardavano specialmente uomini molto più giovani e dotati del marito. Sino a quel giorno le sue fantasie erano rimaste tali, anche perché un po' si vergognava, specie quando le capitava di guardare con troppo interesse il figlio spogliarsi per entrare in doccia o uscirne nudo, avvolto in un telo da bagno e le capitava di seguirlo per osservarlo mentre si rivestiva. Il ragazzo non aveva più il pistolino di quando era un bimbo e Marta lo sollevava e glielo baciava come fanno le mamme con i loro pargoli finché sono piccini. Pareva discretamente dotato e lei era costretta a tenere a freno la voglia di dargli un bacio sul pene, perché non sarebbe stato più un bacio casto e innocente. Ora eccola attendere che il ragazzo, finiti gli allenamenti facesse la doccia e lei unica madre in giro, sentiva una strana voglia scaldarle il ventre. La squadra di pallacanestro del figlio era una piccola squadra di provincia ed era formata dal numero minimo di atleti che occorreva per partecipare a un campionato regolare e uno di loro, il più anziano ed esperto, fungeva anche da allenatore. E quel giorno agli allenamenti erano appena in sei, figlio compreso, a causa delle defezioni di vario motivo di altrettanti ragazzi e nessuno di loro aveva la madre presente. Marta era l'unica che avesse sufficente tempo libero ed era venuta a ossevare gli allenamenti già da un paio d'ore prima e stanca di attendere si decise e si incamminò verso gli spogliatoi, la cui porta era socchiusa, per invitare il figlio a sbrigarsi. Si avvicinò lentamente per non farsi notare, gettò l'occhio all'interno e lo sguardo le finì proprio sul pene ciondolante di uno dei compagni di squadra del figlio che completamente nudo tergiversava prima di entrare nella doccia. Immediatamente un calore potente le esplose nello stomaco e si irradiò a trecentosessanta gradi nel suo corpo. Seppe subito senza controllarle, di aver bagnato le mutandine e nella sua mente si vide chinata a baciare quel bellissimo e giovanissimo sesso. Ma la meraviglia di quella visione fu solo parziale, perché l'istante successivo un altro giovanotto che riconobbe come suo figlio, si mise in ginocchio tra lei e quel pene fantastico e Marta capì perché il compagno di squadra del figlio, invece di andare sotto la doccia, era rimasto in piedi nudo ad attendere. La testa riccioluta del suo figliolo si mosse in maniera inequivocabile e lei capì del tutto il perché, quando l'altro giovane gli mise le mani tra i capelli. Tempo qualche istante e il viso del compagno fu stravolto dall'estasi, mentre contemporaneamente si svuotava in quella bocca calda e servizievole. Ammutolita da quella sconcia rivelazione, Marta non riuscì ad evitare di portare una mano tra le gambe e a toccarsi ma non avrebbe proprio potuto fermarsi perché dopo il primo, anche gli altri quattro compagni di squadra, uno dopo l'altro, si misero in fila e ottennero ognuno un doveroso pompino. Venne mentre il figlio riceveva il terzo o il quarto getto di seme caldo in bocca e sconvolta dal piacere provato e dal segreto appena scoperto, in assoluto silenzio si allontanò dalla porta dello spogliatoio e uscì dalla palestra per andare a ricomporsi.
La Confessione
La sera a casa, Marta come al solito preparò la cena per due. Il figlio come gli accadeva dopo ogni allenamento od ogni partita era sempre molto affamato e una vocina birbante dentro la sua mente le sussurrò che dopo quella scorpacciata di sperma non avrebbe dovuto mangiare tanto ma quella vocina non raggiunse il ragazzo che invece fece come sempre onore ai piatti preparati dalla madre. Dopo cena Marta si sedette sul sofà a guardare la TV che le serviva più che altro come sonnifero e si addormentò, come altre volte le capitava. Sognò i ragazzi della squadra di suo figlio nudi, proprio come li aveva visti quel pomeriggio negli spogliatoi, con la differenza che al posto del suo ragazzo c'era lei a ricevere una pioggia di seme caldo e denso. Eccitata e bagnata si risvegliò dopo una mezz'oretta e se le altre volte si rimetteva a dormire e non se ne andava a letto prima dell'una o le due di notte, sentendo la porta del bagno che il figlio chiudeva a chiave, si alzò e andò a spiarlo dal buco della serratura. Da lì poteva vederlo bene e sospirò osservando mentre si toglieva la maglietta e poi i pantaloni della tuta, restando solo con lo slip. Marta notò immediatamente il gonfiore e capì che il figlio aveva una bella erezione, trattenne il fiato e il ragazzo abbassò l'intimo e resto tutto nudo davanti allo specchio. La mano di Marta era già dentro le mutandine quando lui si afferrò il sesso e iniziò a masturbarsi. Era davvero un bel cazzo, pensò mentre le sue dita penetravano la sua fessura umida e calda. A quanto pare non aveva preso dal padre, le cui dimensioni erano piuttosto normali e la voglia di toccarlo e baciarlo la eccitò fino ad avere un orgasmo esplosivo, proprio nel momento in cui il figlio schizzava sborra calda nel lavandino. Gemendo in silenzio Marta osservò il ragazzo che attese fino a quando l'ultima stilla di sperma uscì dalla cappella e poi fece anche pipì. Gialla dorata, calda e tantissima, un getto che le parve infinito e la cui visione tornò a farla eccitare come qualche minuto prima e a farle venire la voglia di toccarsi nuovamente. Ma il giovane pareva sazio e iniziò a rimettersi intimo e pigiama, così Marta per non farsi scoprire, smise di masturbarsi e spiarlo e tornò sul sofà. Come sempre il figlio prima di coricarsi venne a darle un bacio della buonanotte che le posava sulla guancia mentre dormiva. Quella sera trovò la madre sveglia e, gli parve anche piuttosto agitata, gli occhi spalancati, un po' sudata e l'espressione che sembrava preoccupata ma che era mista all'eccitazione che le si era rinnovata. Capendo che era successo qualcosa, il giovane chiede alla madre se andava tutto bene e Marta, turbata e sconvolta, non riuscì a evitare di chiedergli se fosse diventato gay. Sorridendo il giovane capì che doveva averlo visto nello spogliatoio e si affrettò, sebbene in realtà non ne sentisse il bisogno, a rassicurarla. Le confessò che quel pomeriggio Marta ci aveva visto bene ma che solo per caso era capitata nello spogliatoio il giorno in cui toccava al figlio fare il pompino post allenamento. Di solito con i compagni si faceva a turno e uno faceva godere gli altri con la bocca. Era una cosa da gay? Forse, le disse il ragazzo che però non credeva di essere tale, perché a suo dire lo attraevano anche le donne. Incredula Marta lo ascoltò e poi pensò che doveva avere la prova del nove: se lo attiravano anche le donne, c'era un solo modo per capire se mentiva. Si spogliò davanti al figlio e rimase nuda a farsi ammirare dal ragazzo che stupito non riusciva a parlare e a toglierle gli occhi di dosso. Così Marta gli disse di spogliarsi a sua volta e quando il giovane si abbassò lo slip, vide con una certa soddisfazione che aveva la stessa poderosa erezione di quando lo aveva spiato poco prima.
Iniziazione e Incesto
Quello era il suo ragazzo, luce dei suoi occhi e ora il suo primo e supremo desiderio. No, suo figlio non era gay, anche se era certamente bisex. Quando gli chiese come mai, il ragazzo le raccontò la storia di come quel gruppetto di amici uniti dallo sport, aveva iniziato a giocare in una maniera più adulta e soddisfacente, ritrovandosi a casa di uno di loro quando non erano presenti i genitori e di come avevano cominciato a toccarsi, leggendo riviste porno e guardando alcuni film hardcore. Dalle carezze in autonomia erano passati a quelle vicendevoli, scoprendo quanto fosse soddisfacente dare e ricevere piacere da un'altra mano e anche a più mani. Poi uno di loro, il più ardito, si era esibito nell'arte del pompino e aveva contagiato tutti gli altri e poco alla volta il gruppo si era evoluto e oltre ad avere portato quei giochi manuali e orali in palestra, avevano deciso che dovevano tutti giocare alla pari e a turno uno dei ragazzi aveva il compito di fare godere gli altri. Eccitata dal racconto, Marta che non riusciva a togliere gli occhi dal pene durissimo del figlio, gli chiese di dimostrarle di non essere gay e per questo, distesa sul sofà, allargò le cosce e lo invitò ad assaggiare il suo fiore umido e bagnato, dopo la razione di cazzi e sperma di quel pomeriggio. Ne aveva davvero una gran voglia dopo quelle visioni e quel racconto e il ragazzo si dimostrò un ottimo allievo, deciso a farle vedere che adorava la sua fica come adorava i cazzi dei compagni di gioco. Sotto la guida della madre, il giovane imparò anche l'arte del cunnilinguo come aveva imparato quella della fellatio e Marta ebbe quel piacere che desiderava da tempo e che non aveva mai osato chiedere ad altri uomini. E come premio per il figliolo prodigo di attenzioni nei suoi confronti, gli permise di entrare per la prima volta dentro una donna, dopo che le ebbe dimostrato la sua abilità con lingua e labbra. Il ragazzo affondò il pene dentro la calda fica della madre, come si affonda un coltello nel burro e con sempre maggiore impeto, cominciò a chiavarla, dimostrando una buona tenuta sulla distanza. Marta che era ormai in menopausa, gli sussurrò durante l'orgasmo che poteva, anzi doveva venirle dentro e depositare nella sua fica il suo seme giovane e rigoglioso. E così fece il ragazzo, orgoglioso di averle dimostrato la sua capacità di apprezzare il sesso in ogni direzione, maschile e femminile. Grande fu il suo piacere mentre il suo pene irrorava di seme la fica di mamma, dopo averle fatto urlare che stava godendo come una troia. Sconvolto da quelle parole sconce, dettate dal piacere per quella unione carnale proibita, il figliolo ascoltò deliziato la madre trasformarsi non solo in nave scuola ma anche in una femmina bollente e molto porca, come mai avrebbe immaginato. Quella notte Marta dormì felice e sazia, incollata al figlio, anzi al pene del figlio da cui non volle staccarsi fino al mattino seguente, quando lo svegliò con un meritatissimo pompino e il vassoio di una colazione abbondante.
Rivelazione e Condivisione
Da quella prima notte d'amore passarono alcuni giorni e finalmente il figlio, oramai divenuto amante di Marta, si ritrovò con i compagni di squadra per un allenamento. Nel frattempo madre e figlio avevano perfezionato la loro unione sessuale e a Marta era venuta una idea così sconcia che il figlio volle metterla in pratica immediatamente. Subito dopo l'allenamento a cui Marta fece da unica spettatrice, i ragazzi rientrati nello spogliatoio, furono informati dal loro compagno che non solo la madre era al corrente dei loro giochi intimi ma che era interessata a partecipare. I giovanotti che si aspettavano di ricevere il solito pompino restarono un po' stupiti ma immediatamente si dichiararono disposti a provare la stessa esperienza del loro amichetto e compagno. Marta attendeva piena di desiderio fuori la porta dello spogliatoio, quando il figlio aprì e le fece cenno di entrare con un sorriso smagliante sulle labbra. Appena fu dentro vide che i ragazzi erano quasi tutti nudi e sudati, con i loro sessi ciondolanti e un poco indecisi su chi dovesse iniziare a giocare con lei. Beata tra i cazzi, fu Marta stessa a invitarli a mettersi in semicerchio di fronte a lei e fu deliziata vedendo che erano tutti in erezione e pronti a sua disposizione. Prima di cominciare li accarezzò tutti, uno alla volta, compreso quello del figlio che già conosceva bene e avvertì il desiderio che aveva ognuno di loro nei suoi confronti. Desiderio che già ardeva ma che fece divampare, togliendosi i vestiti e restando nuda davanti a quegli occhi e a quegli sguardi famelici. Stringendone due alla volta cominciò a masturbarli lentamente, guardando negli occhi quella coppia di ragazzotti che impazzivano per le sue carezze. Fu suo figlio, mentre ammirava le gesta materne, a ricordarle che non doveva limitarsi soltanto al tocco di mano. Così Marta si mise in ginocchio davanti a quelle giovani e durissime meraviglie e schiuse le labbra per uno, due, tre, quattro, cinque e sei copiose eiaculazioni che finirono per colare tutte nella sua gola assetata di latte giovane e salato. Per ultimo il suo generoso figliolo, dopo il piacere di un favoloso pompino e averle fatto bere un'altra volta il suo seme, aggiunse la ciliegina sulla torta, invitando i compagni a bagnare la madre con la pioggia dorata. Eccitata dai pompini appena regalati e dallo sperma appena gustato e ricevendo un ulteriore omaggio liquido, Marta si masturbò e venne, sotto lo sguardo deliziato dei giovani porcelli appena ciucciati. Poi si infilò in una delle docce e il figlio ebbe l'onore di insaponarla e ripulirla da ogni traccia di fluido maschile e Marta ricambiò il favore insaponandolo a sua volta. E per finire fece lo stesso per tutti i ragazzi che impazzirono di gioia mentre gli ripuliva cazzo e palle con grande generosità e attenzione. Così da quel giorno Marta divenne "madre" e amante di almeno sei giovanotti dotati e vogliosi che però non rinunciarono ai giochi gay quando lei non poteva essere presente agli allenamenti. In quei casi la squadra del figlio ricorreva al vecchio sistema di tirare a sorte chi dovesse essere il fortunato che metteva labbra e lingua a disposizione dei compagni. Ma naturalmente Marta non si assentava mai troppo spesso.
END
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