mercoledì 25 giugno 2025

La Nipotina Due

Suo malgrado Annalisa apprezzava quella durezza che avvertiva sotto di sé, proprio come aveva apprezzato suo Zio quando le toccava il sedere, malgrado o proprio perché sapeva che era una cosa proibita dalla morale comune.
Del resto, fin da quando era piccina, aveva ascoltato i discorsi delle Zie e delle loro amiche che descrivevano come Zio Ernesto per quanto poco bello, fosse assai dotato, anzi come dicevano sempre era dotato in maniera proporzionale alla sua bruttezza.
Ma per quello che Annalisa sapeva, nessuna di loro, anche quelle al di fuori della cerchia familiare, aveva mai osato approfittare di quel pene enorme.
Eppure non era una cosa normale sia che lui la palpasse e sia che lei bagnasse le mutandine in quei casi e anche ora che Zio Ernesto le stava alzando la gonna sulle ginocchia e poi ancora più su.
Ma era più forte di lei eccitarsi a causa della sua erezione, visto che tra l'altro il porcone emanava un profumo di maschio sudato e per fortuna aveva un alito al caffè corretto con la Vecchia Romagna.
Annalisa trattenne il fiato mentre la mano di Zio Ernesto lentamente risaliva le sue belle cosce allargandole con delicatezza, fino a toccare col dorso della mano le sue mutandine umide che proteggevano la sua fichetta caldissima.
Zio Ernesto le sussurrò di non aver paura e poi si sfregò contro la sua fessura regalandole delle sensazioni così dolci che costrinsero Annalisa a gemere disperatamente.
A quei gemiti di piacere, lo Zio le disse che era una troietta e poi infilò la mano direttamente dentro le sue mutandine e prese possesso della sua fichetta bollente.
Le dita dello Zio scavarono profondamente dentro Annalisa che si arrese all'orgasmo che la colpì con tutta la forza della sua eccitazione repressa.
Se lui non l'avesse tenuta stretta stretta, Annalisa sarebbe scappata via e caduta a terra ma lo Zio glielo impedì e continuò quel ditale profondo, invasivo ma terribilmente piacevole.
Quando tutto finì, Annalisa restò a lungo in braccio allo Zio che continuò a toccarla intimamente e tolse le dita dalla sua fica solo quando lei glielo chiese per favore.
Scesa a terra, con le gambe tremanti ma con un coraggio che le dava quello che era appena successo, chiese allo Zio Ernesto di mostrarle il pene, colpevole di averla fatta eccitare a dismisura.
Lo Zio, ripetendole che era una troietta e una puttanella, la accontentò, si slacciò i pantaloni ed estrasse il pene dalle mutande per farglielo vedere.
Agli occhi di Annalisa era davvero enorme, molto lungo e molto grosso, con la cappella turgida che pareva un fiore rosso aperto e i testicoli pendenti grandi pure quelli e sicuramente pieni di sperma.
Avvicinando il viso al pene, si accorse che aveva un profumo intensamente acre, d'altronde lo Zio non era noto per la sua igiene, compresa quella intima ma lei non si spaventò.
Sussurrando che era bellissimo, chiese allo Zio se poteva toccarlo ed ebbe risposta positiva, così allungò le dita tremanti e sfiorò la timidamente la cappella come se temesse di farle male.
Lo Zio era ovviamente eccitato e al suo tocco delicatissimo, rispose che poteva o meglio ancora doveva prenderlo in bocca.

Continua

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