Preferiva normalmente dipingere nudi femminili perché nella sua vita amorosa le donne avevano avuto una parte grande e positiva, rispetto agli uomini che aveva amato o addirittura sposato.
Insoddisfatta di quello che aveva appena dipinto, spostò lo sguardo sul modello che attendeva immobile i suoi ordini e che giaceva disteso su un fianco, sul grande sofà color rosso fuoco.
L'uomo o meglio il giovanotto che si era detto disponibile a spogliarsi del tutto secondo i suoi desideri, era ben dotato ma Tamara voleva di più di un pene floscio da immortalare sulla tela.
Non era affatto bello ma la Grande Pittrice aveva insistito, durante la ricerca del modello giusto, per avere un uomo molto virile, piuttosto che un adone.
Sulla tela lo aveva dipinto col volto in ombra, per cui il suo viso non appariva alla sua vista ma il pene risaltava, sia perché era un pene, sia perché era disteso sulla pancia proprio come il modello era disteso sul sofà.
Tamara sentiva la sua insoddisfazione aumentare proprio perché con un sesso così pronunciato, il suo soggetto doveva assolutamente risaltare sulla tela.
Qualcosa mancava a quel dipinto per poter soddisfare il suo desiderio di farne un capolavoro come altri nudi di donna che aveva creato precedentemente.
Smise di arrovellarsi e posò il pennello, poi si avvicinò al modello che attendeva quasi trattenendo il fiato le sue istruzioni.
Tamara lo ripassò col suo sguardo a raggi X, saltando testa e viso che non le interessavano e iniziando dal collo scese giù fino ai piedi, saltando appositamente il pene.
Ma non c'era nulla da fare, il suo estro artistico non trovava nulla di sbagliato nelle forme anatomiche di quel corpo maschile molto desiderabile, tranne appunto che per il pene.
Chiese al modello se poteva spostarglielo in posizioni diverse, per capire cosa non le andasse a genio e il giovanotto annuì e col cuore che gli batteva, forte attese che la Grande Pittrice lo sfiorasse.
Tamara lo prese teneramente tra le dita e spostò di qua e di là molte volte ma tutto quello che ottenne fu che il pene del modello diventasse barzotto.
A quanto pare non era la posizione a determinare la sua insoddisfazione e all'improvviso capì cosa doveva fare, aiutata anche dal fatto che il sesso maschile che aveva davanti si era gonfiato un po' a causa delle sue carezze.
Con la voce turbata dalla rivelazione appena avuta, Tamara chiese al giovane se poteva toccarlo fino a farglielo diventare duro e anche in questo caso la risposta fu positiva.
In pochi istanti, appena sfiorato dalle dita della Grande Pittrice, il modello ebbe una piena erezione e il suo pene si ingrossò tra le dita di Tamara che vide finalmente la fine della sua frustrazione.
Senza più chiedere altri permessi glielo strinse forte ma a fatica, ora che il pene si era completamente gonfiato per la grande eccitazione e cominciò una lentissima masturbazione.
In teoria la Grande Pittrice avrebbe dovuto fermarsi e tornare alla tela per dipingere quel sesso eretto ma il fuoco che sentica dentro, esattamente tra le sue gambe, glielo impedì e la costrinse a continuare le carezze.
Solo quando udì i lamenti e i gemiti di piacere del modello si rese conto di quello che stava accadendo ma era oramai troppo tardi per fermarsi.
Un guaito di cucciolo in calore sottolineò lo schizzo potente che uscì dalla cappella turgida e altri ne seguirono a ogni fiotto di seme caldo e denso che strappò al ragazzo con la sua carezza intima.
Tamara si ritrovò tremante, con una colata di lava maschile tra le dita a guardare soddisfatta quel giovane a cui aveva regalato qualche attimo di piacere inaspettato.
Farfugliò alcune parole di scusa ma il modello non la senti nemmeno, ancora sconvolto da quel finale bagnato che mai si sarebbe atteso, visto che gli avevano parlato delle tendenze lesbo della Grande Pittrice.
Tamara osservò come il pene non si fosse sgonfiato malgrado l'eiaculazione e lasciatolo andare, intimò al modello di immobilizzarsi, poi corse alla tela.
Senza nemmeno togliere lo sperma che le incollava le dita, afferrò gli arnesi del mestiere e ritrovato l'estro che aveva prima smarrito, dipinse sulla tela il pene mentre sborrava copiosamente.
Sapeva bene che quel quadro non sarebbe mai stato esposto nelle mostre in giro per il mondo come tante altre sue opere, era troppo sconcio per divenire di pubblica fruizione.
Probabilmente qualche riccone depravato lo avrebbe acquistato per richiuderlo in qualche residenza privata da mostrare solo agli amici e alle amiche più intime.
Soddisfatta del lavoro eseguito, la Grande Pittrice finalmente si rilassò e si accorse di aver bagnato le mutandine ma almeno il calore che prima avvertiva tra le cosce, ora si era attenuato.
Restava solo una cosa da fare per essere completamente soddisfatta di quella giornata e non solo da punto di vista pittorico e artistico.
Tornò ad avvicinarsi al modello e nei pochi passi che la separavano dal sofà si liberò della tuta che usava per dipingere e della mutandine intrise dei suoi fluidi femminili.
Il modello la guardò, stupito ma non troppo e quando Tamara gli chiese di posare le labbra sulle sue piccole labbra non disse di no.
END
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