lunedì 30 giugno 2025

La Recensione

Il dottore ha detto che sono in sovrappeso e devo camminare almeno un'ora al giorno, anzi dovrei fare undicimila passi al giorno per sette giorni. 
l dottore è pazzo e poi fa un caldo assurdo, di giorno siamo a quasi quaranta all'ombra e si muore.
Così vado a camminare di notte, parto da casa e vado verso il cimitero, lungo la ciclopedonale parallela alla Statale 9 e di passi ne faccio circa seimila, dovranno bastare.
Esco verso l'una o anche le due, mi incammino lentamente e dopo una mezz'oretta sono davanti al cimitero, sudato e ansante.
Mi fermo, sono davvero stanco, giro la testa dall'altra parte della strada e la vedo.
È alla finestra a balcone di casa, immagino che non riesca a dormire per il caldo, anche se le temperature alle due sono più gradevoli.
Mi vede, si sbraccia, mi invita a salire da lei che conosco perché è la migliore sfoglina della zona e anche quella meno cara e spesso compro i suoi tortellini.
Mi riceve con addosso una vestaglia leggerissima che pudicamente chiude con le mani visto che non ha una cintura.
È curiosa, vuole sapere come mai sono lì a quell'ora, glielo spiego e lei ride, ha un bel sorriso anche se è brutta.
Lo so che non è bello dire che una donna o una persona è brutta ma lei lo è, non è colpa mia, è la realtà.
Non che io sia un adone ma lei purtroppo per quanto sia eccezionale a produrre tortellini, non è bella nemmeno un po' e lo sa.
Ma ci sono argomenti diversi dalla bellezza e dai tortellini per sedurre un uomo, tipo lasciare andare i lembi della vestaglia e mostrarmi il colore delle mutandine.
Mi consente anche la visuale delle sue tettine, piccole e dai capezzoli che ora sono eretti come il mio pene, come non mi sarei mai aspettato.
Si accorge che la guardo, non fa nulla per coprirsi, dice che ci sono altri modi per perdere peso che andare a camminare di notte e mentre me lo dice, viene a sedersi in braccio.
La stringo, è radiosa nella mia stretta, probabilmente da tempo aspettava il mio abbraccio, lo desiderava.
Quando le metto la mano tra le gambe le apre per farsi toccare comodamente.
Niente baci, purtroppo fuma e non mi va, ma lei non dice o fa nulla, apre solo le cosce.
Infilo la mano nelle sue mutandine e la scopro bagnata e parecchio, gioco col suo clitoride prima di infilarle il medio nella fica.
Geme di una dolce sofferenza e le scappa qualche oddio oddio che mi piace e prima che abbia un orgasmo, la prendo in braccio e la porto a letto.
Ci togliamo i vestiti, lei profuma di bagnoschiuma, io puzzo di sudore ma non le importa, mi lecca la pelle salata per farmelo capire bene.
Le cedo il cazzo, dai prendilo in bocca, lo vorrebbe baciare ma non glielo lascio fare, solo un po', poi glielo spingo in gola.
Ma è altro che voglio, le tolgo il pene di bocca, la metto prona e mi sovviene che potrebbe pensare che la voglio così perché è brutta, in modo da non vederla in viso.
No cara, non è così, magari solo un po', è che voglio il tuo pezzo più pregiato e ha un culo stretto come quello di una ragazzina, inteso le natiche oltre al buchino.
Le riesco a contenere con le mani, mentre col pollice forzo il pertugio per capire se da lì sia ma passato qualcuno.
A giudicare dalla tenuta deve essere ancora vergine da quelle parti, per cui mentre spingo dentro il pollice, col medio vado a cercare la sua fichetta che sta letteralmente colando sulla mia mano.
Si lamenta a bassa voce ed è un misto tra gemiti di sofferenza e di piacere ma un poco alla volta quel buchino intonso si apre e resta disponibile alla penetrazione.
La cappella fatica a entrare e acuisce i suoi lamenti ma è solo questione di attimi e sono dentro fino alle palle.
Afferro i suoi fianchi e comincio a spingere con sempre meno delicatezza, non ci mette molto a passare dalla modalità sofferente al piacere e a quel punto il gioco è fatto e posso entrare ancora più ruvido e violento nelle spinte.
Quando viene è un fiume in piena e probabilmente è un fiume rimasto in secca per lungo tempo a giudicare dalle grida soffocate.
Alle tre di notte, se i suoi vicini la sentissero gridare come vorrei e lei anche vorrebbe, chiamerebbero la polizia e non è il caso, peccato.
Non ci ha messo molto ad avere un orgasmo o forse una serie di orgasmi e si accascia distesa a pancia in sotto sul letto mentre io resto dentro di lei e la sovrasto col mio peso.
È venuto il momento di guardarla in faccia ma mentre i nostri occhi si incontrano, lei cerca il mio pene e lo porta alle labbra.
Labbra che esplorano la cappella mentre con le mani mi sostiene le palle gonfie.
D'accordo, non è bellissima ma migliora molto quando le infilo il pene tra le labbra e mi spingo dentro la sua bocca, fino in gola.
Malgrado rischi di soffocare, sopporta la presenza ingombrante del mio cazzo e attende pazientemente il momento della mia esplosione. E, cosa ancora più importante, il mio seme non la infastidisce, anzi lo accoglie guardandomi negli occhi mentre mi svuoto nella sua bocca e quando le chiedo di non sputarlo, sorride ancora e inghiotte la colata della mia lava.
Se dovessi scrivere una recensione per questa sfoglina bolognese cosa potrei scrivere se non che è perfetta?
È brava a fare i tortellini e anche a fare i pompini. 
END

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