domenica 29 giugno 2025

I Tortellini Della Signora Due

L'uomo nella stanza che gridava inutilmente senza essere visto, seppi poi che era il marito, anziano più di lei e purtroppo spesso malato ma in compenso molto ricco.
Lei lo accudiva con molta attenzione e cura ma in cambio le piaceva ,quando le era possibile, prendersi qualche piccola soddisfazione sessuale.
Così qualche tempo dopo fui richiesto direttamente da lei per un altro ritiro simile a quello dei tortellini ma una volta che fui dentro la sua lussuosa abitazione, la trovai da sola.
Aprì la porta nelle stesse condizioni della volta precedente, nuda ad eccezione della leggera veste da camera che indossava tutta aperta sul davanti.
Si lamentò che il marito era stato ricoverato in ospedale ma dalla sua espressione intuii che non le dispiaceva ogni tanto restare sola senza il consorte.
Mi chiese senza tanti preamboli se volessi vederla nuda e al mio annuire la sua vestaglia cadde ai suoi piedi e il suo corpo pallido apparve senza più alcun velo.
La trovai bellissima e glielo dissi e lei sorridendo mi disse di non prenderla in giro, si considerava vecchia e brutta mentre io ero un ragazzino al suo confronto.
Presa la mia mano mi condusse in bagno e qui mi tolse i vestiti e mi fece entrare nella grande doccia che avrebbe potuto contenere i partecipanti a un'orgia a otto, dieci persone.
Sotto la piacevole carezza dell'acqua che scorreva su di noi, lei mi prese in mano il pene già duro e mi chiese di fare pipì contro di lei e un po' a fatica la feci contenta.
Altrettanto fece lei senza chiedermi il permesso e il caldo getto della pioggia dorata che usciva dalla sua fica mi bagnò il cazzo e cosce, mentre la tenevo stretta.
Fu una sensazione meravigliosa e ancora meglio fu quando lei mi insaponò il pene con grande cura, come doveva fare con quello del marito in ben altra situazione.
Ricambiai nello stesso modo, insaponandola da testa ai piedi con grande attenzione, perché tra le mie braccia mi parve una di quelle bambole di ceramica bellissime e delicatissime.
Ci asciugammo a vicenda e tornammo in camera da letto dove mi chiese di spalmarle una serie di creme di bellezza dal collo ai piedi.
Fu molto sensuale accarezzarla con quella scusa mentre la toccavo ovunque e lei rispose eccitandosi alle mie carezze, anche a quelle meno intime.
Usai una crema apposita per i piccoli seni e il ventre, un'altra per le cosce e una per il suo culetto stretto e ancora molto tonico a dispetto dell'età.
E quando si distese sul lettone aprendo le gambe, mi porse una crema lubrificante che la rese scivolosa e pronta a ricevere il mio pene dentro di lei.
Con le mani che mi tremavano, applicai l'unguento sulle grandi labbra e poi sulle piccole, poi penetrandola appena con le prime falangi.
A letto mi cavalcò lei per lo stesso motivo di prima, troppo fragile per essere chiavata standole addosso e poi come amazzone ci sapeva davvero fare.
Non si rifiutò però di concedersi da dietro e con la stessa crema lubrificante il suo buchetto strettissimo divenne facilmente percorribile per il mio pene.
Venne due volte, una a cavallo e una da dietro, facendomi capire che era avezza a ogni tipo di penetrazione e che fosse appassionata amante della sodomia.
Altrettanto feci io, ma siccome mi chiese di usare il mio seme come crema di bellezza, eiaculai la prima volta sul suo viso e sui suoi seni, la seconda sul suo sederino che dipinsi con gioia.
Mi toccò prendere il pomeriggio libero per soddisfarla e fu davvero soddisfacente anche per me e quando me ne andai, lo feci a malincuore ma lei aspettava i figli e i nipoti a cena ed era meglio che io per allora fossi sparito.
Continua 

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