- Caro, non è che masturbarti ti faccia male, tutt'altro ma non puoi farlo tutta la vita, hai bisogno anche di una donna per ampliare i tuoi orizzonti -.
Mentre tentavo di nascondere la mia erezione sotto le lenzuola, Zia Clara puntava gli occhi e il dito nella direzione del gonfiore sotto il lenzuolo.
Un'età tra i cinquanta e i sessanta ma più verso i sessanta, Zia Clara era la classica Zia che ogni nipote vorrebbe avere, bella, birichina, nubile e piena di voglie.
Mai sposata, aveva avuto un sacco di avventure di ogni genere con uomini di ogni genere, dai colpi di fulmine durati quarantotto ore, ai legami mensili o semestrali.
Impossibile per lei mantenere un rapporto con un uomo oltre i sei mesi, almeno da quando, studentessa sedicenne, aveva perso la verginità con un professore del liceo che frequentava.
Si era data una calmata soltanto dopo i cinquant'anni e il motivo e causa eravamo proprio noi, i suoi tre nipoti preferiti.
Siamo sempre stati legatissimi alla nostra zietta preferita fino da bambini e una volta divenuti "uomini", Zia Clara aveva iniziato a guardarci in maniera molto diversa.
A dire il vero aveva iniziato con Enrico, il nipote più anziano, aveva proseguito con Giorgio, il mediano e poi le ero rimasto solo io a cui insegnare l'amore e il sesso.
Zia Clara ha iniziato a "educare" Enrico circa cinque anni fa e dopo tre annetti di piacere era passata a Giorgio e ora era il mio turno.
Mentre i miei cugini più grandi, grazie ai suoi insegnamenti ora sapevano come conquistare i cuori femminili, le ero rimasto solo io a cui fare da nave scuola, ultimo nipote capace soltanto di masturbarsi.
Per questo Zia Clara aveva tanto insistito con mia madre per avermi con lei nelle lunghe notti estive durante le vacanze scolastiche che mamma aveva ceduto.
La scusa perfetta era che Zia Clara si sentiva sola e siccome invecchiando aveva smesso la "caccia all'uomo" per cui era famosa in famiglia, raggiunta la menopausa soffriva di depressione.
E anche se mi rendo conto quanto sia sessista dirlo, di cosa ha bisogno una donna di mezz'età non più fertile se non di un bel cazzo ?
Dopo il pene di Enrico e di Giorgio, era finalmente arrivato il mio turno ed essendo io il più timido tra i tre, Zia Clara era stata costretta a venire a trovarmi in camera mia, di notte, quando sapeva bene che il suo nipotino più piccolo teneva stretto in mano il suo uccello per regalarsi qualche momento lieto.
Donna decisa, Zia Clara vedendomi rosso in viso ma deciso a nascondere quello che stavo facendo sognandola nuda, fece quello che doveva fare per mettermi di fronte alla realtà.
Dopo la lezioncina sulla masturbazione, dettata esclusivamente dal tentativo riuscito di distrarmi dalle sue vere intenzioni, Zia Clara mi strappò via il lenzuolo sotto il quale stringevo la mia erezione.
Zia ha i capelli mossi, né lunghi né corti e ancora di un bel colore castano e una scollatura che mette in risalto i grandi seni maturi e accoglienti.
Indossa una camicia da notte non particolarmente sexy ma che valorizza le sue curve, nessuna esclusa e quel dito accusatore indica la mia vergogna.
- Amore non devi vergognarti - sussurra Zia Clara turbata anche lei dalla visione del mio pene duro e stretto tra le mie dita - è normalissimo che tu abbia il desiderio di soddisfarti e voglio che tu continui da solo ma che nello stesso tempo ti apra a una donna, tra l'altro hai un bellissimo pene e anche grande e grosso -.
A dirla tutta io questa cosa di averlo grande la sapevo bene, perché ne ho parlato con i cugini che hanno avuto il privilegio di mostrarlo a Zia Clara prima del mio.
Noi tre siamo sempre stati complici e non ci siamo mai nascosti il desiderio di ognuno di noi per Zia Clara ed Enrico e Giorgio mi hanno raccontato le loro avventure erotiche con lei.
La cosa è iniziata quando da ragazzini ci chiudevamo insieme in una stanza e tirato fuori il pisello ci segavamo in trio, ognuno per sé, fino a quando Enrico il più grande non aveva avuto la bella idea di chiedere letteralmente una mano a Giorgio il mediano che non si era sottatto a quella carezza eccitante e proibita.
Dopo che Enrico gli aveva bagnato la mano di seme caldo, Giorgio mi aveva guardato e chiesto senza parlare che gli facessi la stessa cosa che aveva deliziato il cugino più grande.
Mi era parso strano sentirlo in mano, era gonfio, pulsava e vibrava il pene di Giorgio, rosso e sudato mentre lo masturbavo delicatamente per la stupida paura di fargli male che avevo.
E che sborrata mi era sembrata la sua, accompagnata da una colonna sonora di gemiti e lamenti come se davvero gli stessi facendo male.
Ricordo ancora benissimo gli sguardi dei miei cuginetti dopo la seconda venuta di uno di loro, di come i loro occhi si siano incontrati e dopo un cenno si siano posati sul mio cazzo.
E dopo i loro occhi le loro mani, una, quella di Giorgio sotto le palle gonfie, quasi doloranti per l'eccitazione e l'altra, quella di Enrico che mi stringeva l'uccello e iniziava la danza della masturbazione.
Mi è rimasta impressa quella giornata, non solo per i giochi tra noi ma anche perché ci siamo resi conto che malgrado io fossi il più giovane, ero quello meglio dotato.
Continua.
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