Laura si sentiva strana, da una parte sapeva che non era una cosa normale che la madre della sua migliore amica avesse provato con successo a sedurla.
Dall'altra parte, alle parole suadenti di Erica erano subentrate anche le carezze che dal ginocchio erano salite fino all'interno coscia che le avevano provocato una grande eccitazione e sicuramente anche fatto bagnare le mutandine.
Sapeva che se Erica avesse tentato di baciarla si sarebbe aperta come una rosa sotto il caldo sole di maggio e fu proprio quello che accadde.
Le labbra vellutate che scivolavano sul suo collo provocarono la resa e Laura allargò le gambe, per dare la possibilità a Erica di penetrare le sue difese.
Come ultimo baluardo Laura anticipò la mano di Erica andando a coprire la fica in fiamme ma quando Erica provò a spostarla non trovò alcuna resistenza.
La mano che difendeva la sua femminilità dalle carezze lesbiche di Erica si lasciò scostare e sostituire da un'altra mano curiosa e con intenzioni indecenti.
Laura ebbe un sobbalzo quando avvertì le dita che le entravano dentro senza perdere tempo e poi Erica le rubò il respiro, mettendo le labbra sulle sue e spingendo la lingua a conquistare la sua bocca calda e ansimante.
L'orgasmo la travolse in un tempo inaspettatamente breve e con una intensità mai provata prima, se non le primissime volte in cui era una ragazzina dedita alle prime carezze.
Ma Erica non aveva intenzione di fermarsi a un rapido orgasmo dovuto alle sue dita bagnate, voleva assaggiare il sapore della fichetta giovanissima e bollente dell'amichetta della figlia.
Scivolò in ginocchio davanti a Laura e le tolse le mutandine cadute alle caviglie per avere libertà d'azione tra le sue cosce calde e dalla pelle liscia e vellutata.
Fu lì che strusciò le labbra, in quella parte del corpo così delicata e sensibile, prima di andare al dentro e Laura gradì moltissimo le labbra e la lingua che la sfiorarono appena ma con passione.
Scossa da brividi sempre più forti, sollevò il culetto quando Erica le mise le mani sotto le natiche per essere più comoda nell'affondare la bocca nella sua fichetta bagnata e dolce di ragazzina.
La lingua esperta e decisa di Erica affondò tra le piccole labbra come un piccolo pene pronto a penetrarla a fondo e Laura gridò che ne voleva ancora e ancora.
Erica approfittò dell'eccitazione rinnovata della ragazza per infilarle nel culo l'indice per una, poi due e poi tre falangi e Laura, sottoposta a quel dolce supplizio si mise a uggiolare come una cagnetta in calore.
Un secondo orgasmo, simile a una tornado caldo, quasi rovente, la costrinse a tremare per il piacere e a gridare quanto stava godendo in quel momento.
Erica la tenne stretta stretta, impedendole di sottrarsi alle sue sconce attenzioni e continuò a sditalare il suo buchino strettissimo e a leccarle la fica anche quando la giovane amica della figlia la implorò di smettere.
Ci vollero alcuni lunghissimi minuti affinché Erica sbollisse la voglia che aveva di infilarle in ogni pertugio dita e lingua e se non fosse stata donna l'avrebbe sverginata a colpi di cazzo.
Laura si accasciò sulla poltrona mentre dalla fica tremula le usciva un rivolo di succo di femmina eccitata e gaudente mentre la madre della sua migliore amica le si metteva a cavalcioni, appoggiando le ginocchia sui braccioli della poltrona.
Erica le sbattè la fica in viso e Laura seppure ancora sconvolta dal doppio orgasmo goduto, seppe immediatamente cosa fare.
Ricambiando i giochi di lingua passivi di prima con la stessa voracità, iniziò a suggere con le labbra le piccole labbra di Erica, poi risalì sul clitoride che ciucciò alla stessa maniera, mentre inviava la lingua a lambire la carne umida e salata più sotto.
Erica le venne sul viso, strusciandosi egoisticamente, quasi come se volesse soffocarla ma Laura non si sottrasse a quella dolce tortura, trattenne il fiato e fece godere Erica fino alla fine.
In fondo se lo meritava, avendo avuto il coraggio di osare la dedizione di una ragazzina giovane e per di più, amica di sua figlia.
Inoltre, aveva davvero un buon sapore.
END
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