Zio Ernesto compiaciuto lasciò che la nipote asciugasse il suo pene e il suo ventre dallo sperma appena eiaculato e Annalisa fu molto accurata in quell'operazione che durò molto tempo.
Superato l'imbarazzo iniziale, Zio Ernesto una volta terminata l'operazione di pulizia, si alzò in piedi e disse alle fanciulle che doveva andare in bagno a pisciare.
Annalisa prese per mano l'amica e lo seguirono in bagno, osando entrare insieme a lui per osservarlo mentre faceva pipì con una certa naturalezza.
Tiziana riprendendosi dall'imbarazzo e trasportata dall'eccitazione per quella visione sconcia, ebbe il coraggio di chiedere allo Zio Ernesto se poteva tenerlo stretto mentre sgocciolava.
Inutile dire che la risposta fu positiva e lei immediatamente si avvicinò all'uomo in piedi davanti al vaso e allungò la mano per afferrare il pene, sgonfio ma sempre enorme rispetto alla norma.
Lo strinse tra le dita mentre sentiva un fuoco accendersi tra le gambe e subito Tiziana seppe di aver bagnato le mutandine, intanto che lo zio iniziava a mingere abbondantemente.
Stessa cosa per Annalisa che guardava a occhi spalancati l'amica impugnare lo scettro nodoso e a controllarne il getto dorato e potente.
Zio Ernesto, strabiliato dalla fortuna che gli era capitata, una volta terminato di pisciare, propose a Tiziana di assaggiare il suo pene che ancora gocciolava e la ragazza, senza più alcun pudore si inchinò di fronte alla sua sfrontata virilità.
Le labbra della ragazza esitarono solo un attimo, mentre i suoi sensi erano sconvolti dal profumo intenso e dall'eccitazione che provava, poi si posarono sulla cappella turgida e l'attimo dopo il grande pene dello Zio Ernesto affondava nella sua bocca caldissima.
Annalisa che era rimasta a guardare, affascinata da quello spettacolo sconcio, andò a mettersi a fianco dell'amica con la quale si contese il pene ma alla fine trovarono il modo di giocare insieme, alternandosi amorosamente sul cazzo.
Le loro bocche, le loro labbra, le loro lingue si intesero così bene da giocare anche tra loro, col pene di Zio Ernesto in mezzo, a godere delle dolci attenzioni delle fanciulle.
Annalisa per prima iniziò a toccarsi mentre leccava il pene dello Zio e fu subito imitata da Tiziana che infilò la mano libera nelle mutandine, contemporaneamente alla partecipazione della bocca al doppio pompino.
L'esplosione di un getto di seme caldo e denso, simile a una piccola eruzione vulcanica, fu il coronamento dei loro sforzi indecenti per portare lo Zio a godimento.
Lo sperma schizzò sui loro visi che ne vennero disegnati come dei piccoli capolavori sconci e giocosamente le due porcelline si ripulirono a vicenda, leccandosi a vicenda, mentre Zio Ernesto le osservava compiaciuto.
Dopodiché quello fu un fine settimana di fuoco, sessualmente parlando, durante il quale il trio esplorò ogni possibile congiunzione carnale, evitando però quella pene vagina, perché lo Zio non intendeva correre rischi.
In compenso le ragazze scoprirono quanto fosse dolce la sofferenza della sodomia, a cui ricorsero per soddisfare le proprie voglie e quelle di Zio Ernesto che fu peraltro attento a non farle soffrire troppo.
Di certo dopo i primi momenti di dolorosa eccitazione, le ragazze ebbero degli orgasmi deflagrante, proprio mentre lo Zio le penetrava da dietro.
Inutile dire che vissero gli anni successivi felici, contente e soprattutto soddisfatte dal grande pene dello Zio Ernesto che fu sempre a loro disposizione ogni volta che poteva.
END
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