Filomena dopo una settimana dal funerale, una settimana piena di amore e piacere, è tornata a Roma, io sono rimasto giù per qualche giorno in più. Credevo che sarei rimasto solo, anche se abbiamo continuato a sentirci via cellulare, giocando in chat e scambiandoci foto porno di noi, dei nostri genitali e dei nostri momenti lieti di autoerotismo. Dopo un paio di giorni hanno suonato alla porta. La mia indolenza mi stava portando a non andare nemmeno a rispondere e meno male che non l'ho fatto. Era Maria, sorella di Filomena. La maggiore. Quella che lavora e abita a Siena. Totalmente diversa dalla sorella minore. Biondina, fisico asciutto, quasi etereo, fin troppo esuberante, tanto quanto Filomena è riservata e tranquilla. Indossava un gonna corta estiva, leggerissima quanto la sua maglietta rossa e quando si è seduta e ha accavallato le gambe, ho notato come non portasse le mutandine. Per un attimo mi è girata la testa, non capivo cosa stava per succedere. Poi Maria ha parlato. Praticamente solo lei. Ha detto di aver notato l'assenza della sorella, o meglio la presenza di Filomena a casa dei nonni, quindi con me, stessa casa, piccola e con un solo letto. Sono arrossito, lei ha sorriso, sorriso del gatto che sta per mangiarsi il topo. Me la sono ritrovata in braccio, stupito e forse anche un po' preoccupato. Filomena è sola, non ha marito o compagno, non ha figli. Maria è sposatissima e ha due figli ormai grandi. Ma i tre uomini della famiglia già tornati a Siena dopo il funerale, l'avevano lasciata sola al paese. Maria la mogliettina, sorella di Filomena, l'esperta di pompini. Faceva caldo ed era sudata, ho avvertito l'afrore di provenienza ascellare che però ha avuto l'effetto di farmelo diventare duro. Sarà stato anche per i suoi capezzoli che bucavano la maglietta ma l'eccitazione si è impadronita della mia razionalità. Maria deve averlo sentito ergersi sotto il suo culetto e le sue cosce si sono schiuse, attirando in trappola la mia mano. Altra differenza con Filomena, Maria è completamente depilata. La maglietta è volata via. I miei denti si sono accaniti sui suoi capezzoli. Maria ha gradito il mio assalto orale e dopo un unico gridolino di addolorata sorpresa, siamo rotolati sul divano. Freneticamente mi ha aperto i jeans e infilato le dita nello slip, alla ricerca del mio pene. Lo ha trovato e stretto forte e poi lo ha voluto dentro di sé. Nella fica. Senza nemmeno sfilarsi la gonna. L'ho chiavata così, sudando e sbuffando, immergendomi in lei che ha allacciato le gambe dietro la mia schiena. La sua bocca incollata al mio orecchio: puoi venirmi dentro, le sue uniche parole prima di godere e prima che mi svuotassi dentro la sua fessura. Sullo stesso divano che già aveva ospitato la sodomia della sorella, abbiamo anche passato la notte e le successive. Chiavando. Maria è più tradizionalista di Filomena. Meno abile all'orale. Vuole essere cavalcata o cavalcare ma sempre guardandomi negli occhi. Ma ha lo stesso sguardo torbido di Filomena quando è eccitata. La voglia di piacere è la stessa per entrambe, e stessa passione per il cazzo, incidentalmente per il mio, almeno in questo periodo. Maria ha sostituito la sorella per una settimana e il mio letto è diventato il nostro.
Anche lei aveva da confessare qualcosa del suo passato e mentre Filomena era diventata nota per l'abilità orale, Maria più segretamente si era divertita chiavando e facendosi chiavare dentro e fuori il paese e anche ora che viveva con la famiglia a Siena, non disdegnava avventure. Questa passione per il pene e le confessioni mi ha portato anche con lei a eccitarmi e a sentire la voglia di saltarle addosso. Ma se non l'avessi fatto io, l'avrebbe fatto lei. Purtroppo le cose belle finiscono in fretta e anche lei come la sorella è tornata al lavoro a Siena. Partirò anche io a giorni e poi chissà, quando potrò rivederle.
END
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