Ma per Deanna la pieve era rimasta il luogo del cuore ma anche della sue voglie antiche, in cui si era scoperta femmina caldissima e in cui il prete le aveva insegnato a non tenere a freno le sue pressanti esigenze di donna.
E lì portava i suoi amanti la prima volta, per vedere se erano pronti a soddisfare ogni suo desiderio o fantasia e a cui confessare il suo recente passato come avrebbe fatto col prete che l'aveva sedotta in nome del signore.
Seduta nuda sul mio grembo, Deanna tremante si raccontò mentre la tenevo stretta stretta e mi chiese se volessi qualcosa di più, qualsiasi cosa che lei potesse darmi, e l'avrei avuta.
Naturalmente dopo il suo racconto volevo ben altro che una chiavata veloce in una chiesetta abbandonata, anche se quel luogo, la situazione e la sua storia, erano davvero eccitanti.
Una volta rivestita, prima di andare via dal luogo della nostra prima volta, Deanna mi chiese di avere pazienza per trovare il momento giusto e dopo un mese di desiderio e astinenza, una mattina al bar arrivò sola e venne a fare colazione al mio tavolino.
Capii al volo che il giorno promesso era arrivato e come la volta precedente la seguii ma invece che dirigersi in campagna, Deanna mi guidò fino alla villetta sui colli dove abitava.
Qui, finalmente comodi e soli, Deanna si mostrò nuda, fuori e dentro e ci unimmo in maniera definitiva, in ogni modo possibile, anche se sono sicuro che a lei piacesse forse di più essere chiavata in un luogo sacro o ex sacro.
Fu quando il mio pene scivolò nel suo buchetto oscuro e prezioso che Deanna si dimostrò pienamente la femmina che era nella realtà e che nascondeva egregiamente in pubblico.
Lungi dal provare alcun dolore, Deanna appena un cazzo sfondava le sue scarse difese dalla sodomia, partiva in estasi come una santa di religiosa memoria.
Capii che in quel momento, stando dentro di lei profondamente, avrei potuto dirle e farle qualsiasi cosa, tirarle i capelli come briglie di un cavallo o sculacciarla con violenza e lei avrebbe provato solo piacere.
Tanto che a un certo punto, spaventato dalla stessa cattiveria che ci stavo mettendo mi sono fermato, meritandomi i suoi insulti per la mia vigliaccheria.
Ecco, quella è stata l'ultima volta in cui ci siamo trovati intimità perché non le ho dimostrato di essere il maschio alfa che stava cercando.
Certo, ero stato capace di assecondare le sue fantasie pseudo religiose, ma quando si era trattato di andare oltre il piacere di una normale attività sessuale, avevo fallito.
Lei desiderava qualcuno che non avesse problemi a usare un certo tipo di violenza durante un atto sessuale che già di per sé è la rappresentazione di una violenza.
Ancora oggi, quando quasi tutte le mattine vado a prendere il caffè al bar vicino al cimitero, la trovo che sta facendo colazione insieme al suo congiunto.
Cerco il suo sguardo e ogni tanto riesco a rubarle un'occhiata e un sorriso e magari anche un saluto sussurrato quasi con vergogna da parte sua.
Non mi resta che attendere e, capisco che non sia molto bello da parte mia, sperare che con l'età, faccia sempre più fatica a trovare qualcuno che possa soddisfare le sue voglie più ruvide.
Forse magari in quel momento si renderà conto che io sono sempre disponibile ad assecondare qualcuna delle sue esigenze erotiche e lo sarò per sempre.
END
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