lunedì 30 giugno 2025

Sussurri e Grida Gay Version

Il Professore camminava per il corridoio della scuola in tarda serata, dopo che gli incontri con i genitori erano finiti e pensava di essere completamente solo in quel luogo che era tutta la sua vita.
Era sempre l'ultimo ad andarsene e ogni volta gli toccava ascoltare il bidello che si raccomandava di chiudere bene tutte le porte.
E fu proprio mentre andava a chiudere la penultima porta, prima di quella principale, che udì degli strani rumori provenire da un aula dismessa che veniva usata come deposito. 
Incuriosito e un po' allarmato perché non riusciva a riconoscere la fonte e il tipo di quei suoni, abbassò cautamente la maniglia ed entrò in silenzio. 
Con la porta aperta capì immediatamente cosa stava succedendo e accese la luce che gli mostrò uno spettacolo affascinante, per quanto inaspettato. 
Erano due ragazzi delle ultime classi del liceo che completamente nudi, si stavano divertendo e riconobbe immediatamente il primo che stava sodomizzando il secondo che conosceva un po' meno bene. 
Malgrado la luce accesa improvvisamente i due giovani continuarono per un po' la loro attività sessuale come se fossero troppo eccitati per accorgersi della sua presenza.
A sua volta il professore sentì il pene che faceva un balzo nelle mutande e la sua bocca rimase aperta per qualche istante prima che i ragazzi si bloccassero.
Con una voce che non riconobbe essere la sua, sussurrò ai giovanotti di riprendere a fare quello che stavano facendo, mentre la sua mano andava a stringere il pene che si era imbizzarrito. 
I due giovani, per quanto sorpresi, erano pieni di voglia e lui notò come il ragazzo più grande che stava sodomizzando l'altro, stringeva con forza tale le natiche del suo amore, da averle fatte diventare rosse.
Il Professore si toccò osservandoli avere un orgasmo così intenso da farli tremare entrambi ma prima non rinunciò alla sua fama di educatore, quando intimò al primo che stava penetrando l'altro, di afferrargli il pene e di masturbarlo mentre lo inculava.
Probabilmente per forza dell'abitudine il ragazzo sentendo quell'ordine obbedì immediatamente, stringendo in mano il pene del suo amore che dopo qualche istante cominciò a schizzare sperma tutto intorno.
E mentre penetrava e masturbava il ragazzo più giovane gli venne dentro, tremando e gemendo per il grande piacere, amplificato dalla presenza trama del professore con il pene in mano. 
Quando l'unione carnale tra i due terminò, il professore li chiamò al suo cospetto e li fece inginocchiare davanti al suo pene che apparve duro e minaccioso, con l'occhio rosso della cappella turgida che pareva pronto a esplodere.
Lasciò andare l'uccello che ciondolò davanti alle bocche dei ragazzi e mise le mani sulle loro teste, stringendo i loro capelli e costringendoli a posare le labbra sul suo cazzo.
Le bocche morbide e vellutate iniziarono a lavorare la cappella lucida e poi scivolarono lungo l'asta fino alle palle alternandosi nelle operazioni orali.
Sentendo avvicinarsi il momento del piacere, il professore allontanò uno dei due ragazzi e spinse il pene completamente in gola all'altro, senza curarsi di chi fosse e poi eiaculìò. 
Per non fare torto a nessuno dei due, il professore dopo che le prime bolle di seme furono richiamate dalle sue palle in quella bocca servizievole, lo tirò fuori e lo infilò nella bocca del secondo fanciullo.
Anche l'altro ragazzo ricevette la sua dose di sperma caldo ingoiando tutto quello che il professore fu ancora in grado di versare tra le sue labbra. 
Tremando un po', il professore terminò la sborrata equamente divisa e ordinò ai due studenti di ripulire per bene, eliminando con cura ogni traccia di sperma.
Il Professore pensò che la materia di cui avevano appena sostenuto un buon esame orale doveva piacere ai ragazzi, molto di più di quelle che erano costretti ad ascoltare normalmente nelle aule della scuola.
Guardando l'orologio si rese conto che era molto tardi e con un cenno ordinò ai due giovanotti di sistemargli il pene nelle mutande e di rivestirsi e andare a casa.
Più tardi, mentre usciva per ultimo dalla scuola chiudendosi la porta alle spalle, il professore si incamminò lentamente verso casa, sognando quello che avrebbe fatto in futuro con quelle due troiette.
Proiettò nella sua mente un film porno in cui era attore principale, insieme ai due ragazzi che lo attendevano proni sul letto completamente nudi e a sua disposizione. 
Sodomizzava il primo e intanto infilava due dita nel buchetto strettissimo dell'altro, inginocchiato a fianco del suo amichetto che stava soffrendo per la penetrazione del professore.
Quei pensieri sconci lo fecero eccitare di nuovo ma non rinunciò a pianificare ancora meglio quello che avrebbe fatto con quei due nel futuro. 
Sapeva di non poter continuare a incontrarli nella scuola perché era troppo pericoloso e sarebbe stato facile essere scoperti. 
Ma c'era quell'albergo in riva al mare in cui aveva trascorso le vacanze estive dell'anno precedente e che, per quanto squallido, sarebbe stato perfetto per un incontro amoroso a tre. 
Si vide alla reception consegnare il suo documento di identità e attestare che i due ragazzi insieme a lui erano i suoi figlioli destinati a dividere una tripla per un fine settimana. 
D'altronde i ragazzi erano abbastanza grandi per poter raccontare ai genitori che si sarebbero assentati nel weekend per andare a trovare un loro amico. 
Sognando occhi aperti di godere nuovamente e pienamente quei due corpi giovanissimi e caldi il professore rientrò a casa e si masturbò prima di andare a dormire. 
END

Nessun commento:

Posta un commento