domenica 31 maggio 2026

Laura Sorride

Laura sorride, lo sguardo alzato a cogliere la sua espressione mentre di sta facendo un pompino, cosa che entrambi desideravano da tempo.
Lui è un collega e da sempre ci ha provato, scontrandosi con l'idea di Laura di fedeltà al marito che non ha mai tradito, fino a qualche istante fa.
Ma un pompino rapido nel bagno dell'ufficio durante la pausa pranzo si può prefigurare come un vero tradimento, anche se lei sa bene che non sarà l'ultimo.
Il collega è un tipo carino, con un cazzo fantastico, proprio come le altre colleghe che lo hanno già provato, le avevano raccontato.
Durante l'ora di stacco per pranzo lui avrebbe voluto prenderla a pecorina davanti allo specchio ma lei non ha voluto e il collega si è accontentato.
Laura non si è sentita di tradire il marito ma non è certa di resistere ancora a lungo, adora fare i pompini ma anche lei ha la necessità di sfogarsi e una sborrata in bocca non può bastarle.
Lo considero un aperitivo, pensa mentre incrocia gli occhi deliziati del fortunato a cui ha permesso di infilarle il pene tra le labbra.
Laura se lo lavora lentamente, non gli permette di entrare nella sua bocca calda se non con la cappella, mentre lo accarezza con labbra e lingua.
Conosce i suoi punti deboli grazie ai consigli delle colleghe che hanno prima di lei provato quel pene non molto lungo ma grosso, durissimo e resistente.
Lo spompina con gli occhi chiusi ma ogni tanto li apre e li solleva a incrociare il suo sguardo mentre si avvicina alla sborrata che sa essere copiosa e densa.
Negli occhi di lui legge parole sconce, troia, puttana, pompinara e se ne compiace, le piace sentirsele dire e suo marito non ci è mai riuscito.
Laura è una biondina sui quaranta che me dimostra dieci di meno ma come esperienze sessuali è pari a una matura sessantenne.
Di lei dicono alle spalle che è una finta santa o madonna e hanno ragione, anche se non immaginano quanto le piaccia il cazzo e lo sperma.
Anche se finora solo suo marito e un fidanzatino sono riusciti a godere a pieno della sua fica e del suo culo, oltre a svariati pompini, la sua mente è sporca e il suo corpo è caldissimo.
L'uomo che ha imprigionato tra le labbra se ne sta accorgendo proprio ora, mugolando come un porcello in calore che  stia montando la sua troia.
Laura sa che lui vuole affondarlo nella sua bocca fino alle palle ma lo accontenta solo in parte, adora giocare con il desidero di piacere degli uomini.
Lui scivola in quel calore bollente per qualche istante ma poi lei lo estrae e inizia a leccarlo come un gelato pronto a esplodere un cuore di panna salata.
Torna a sollecitare quella cappella turgida lavorandola con passione, con labbra di velluto e finalmente lo costringe alla resa che avviene liquida nella sua gola.
Solo quando avverte la colata di sperma lo lascia affondare fino alle palle e lo lascia lì ad agitarsi e a smaniare fino a quando l'ultima stilla di seme non è tracimata fuori.
Attende poi che i mugolii e i tremori di lui si plachino e il pene si sgonfi per dargli la libertà e guardare in faccia l'ennesimo maschio sconvolto dalla sua sete.
Come ciliegina sulla torta lecca per bene invisibili goccine di sperma che continuano a fuoriuscire dal glande ma è solo una scusa per continuare a leccare il suo gelato preferito.
Rialzandosi Laura carezza con la lingua quello che sa che diventerà il suo cazzo preferito e poi prosegue sulla sua pancia a regalargli altri brividi di eccitazione.
Quando è in piedi gli intima di metterlo via e mentre lui si affanna a rimettere l'uccello nelle mutande, lei lo sorprende baciandolo con la lingua al sapore di sborra, infilandola tra le sue labbra.
Sorpresa che lui non si schifi tirandosi indietro, Laura è ancora più sicura che quell'uomo carino e più giovane di lei, con quel cazzo grasso e resistente, diverrà il suo prossimo e unico amante a cui concedersi completamente.
Nel pomeriggio il suo nuovo amore non fa altro che rivolgerle sguardi adoranti e Laura lo apprezza moltissimo, come apprezza che lui voglia rivederla al più presto.
Pensa che è bello prendere due piccioni, o due cazzi, con una sola fava o meglio con la sua fica, perché quella sera a casa sarà suo marito a soddisfarla. 
Trovandola eccitatissima e con le mutandine intrise di umore dolce e salato al suo rientro, non potrà fare altro che chiavarla fino allo sfinimento.
E domani c'è lui, l'amore ultimo, quello che desidera infilare il suo uccello in ogni suo buco, dopo che lei gli ha fatto provare l'ebbrezza della sua fellatio. 
Ma domani è un altro giorno e si vedrà come fare per goderselo.
END

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