All'epoca diventammo anche compagni di banco perché quella che inizialmente era una semplice amicizia, poi diventò qualcosa di più intimo e volevamo stare sempre vicini.
Era il momento in cui cominciavamo a esplorare i primi rudimenti del sesso che per un ragazzino significa masturbarsi da solo o in compagnia, guardando e qualche rivista porno rubata qua e là.
All'inizio eravamo un gruppetto che si riuniva una casa abbandonata in campagna poco fuori dal paese e tutti in gruppo facevamo a gara a chi veniva prima o a chi si faceva più seghe.
I giornaletti porno erano tutto quello che ci serviva per eccitarci, solo che quando le immagini sono sempre le stesse è fatale che ci si stanchi e per noi così piccolini non era facile trovare le riviste giuste.
Qualcuno riusciva a rubarle a un padre che le nascondeva nel comodino a casa oppure le trafugava dal barbiere ma era abbastanza difficile avere qualcosa di nuovo a disposizione per fare volare le nostre fantasie.
A me però piaceva molto anche immaginare situazioni in cui potevo inserire personaggi di qualsiasi tipo, mentre facevano scozzese di qualsiasi tipo.
Ovviamente avevo le mie preferenze che non sempre trovavo disponibili nelle immagini delle riviste porno che ci dividevamo in compagnia.
Allora mi eccitavano in modo particolare le donne con i seni grandi e quelle che accettavano di assaggiare lo sperma di un maschio o di riceverlo sul viso e sul corpo.
In fondo erano fantasie abbastanza normali per un maschietto che la mia mente proiettava come una specie di film e finalmente una volta mi ritrovai a confessarlo a Titty.
Titti come me veniva a masturbarsi nel pomeriggio insieme agli altri guardando foto di penetrazioni di vario tipo o di pompini e cose simili.
E proprio come me, un po' alla volta si era stancato di darsi piacere sempre usando le stesse riviste e quando gli dissi che mi proiettavo i film mentali, mi chiese se potevo descriverglieli.
Eravamo nella zona biliardi del vecchio bar sulla via Emilia, in un momento in cui non c'era praticamente nessuno tranne noi due e io me ne stavo seduto con lui di fronte.
Cominciai a narrare una specie di storia in cui i due protagonisti si univano in un amplesso nemmeno particolarmente caldo ma forse per il fatto di avere qualcuno che mi stava ascoltando, ero particolarmente eccitato.
Anche Titty era molto eccitato mentre gli descrivevo le mie scene erotiche mentali con penetrazioni di vario tipo e si toccava spesso il gonfiore che si notava sotto i pantaloncini che indossava.
Siccome lì al bar non è che potevamo segarci insieme, Titty mi propose di seguirlo a casa sua, dove nessuno ci avrebbe disturbati, visto che i suoi erano via e non sarebbero tornati se non la sera tardi.
La sua cameretta era piccola ma molto bene attrezzata e lui mi disse di sedermi sul suo letto mentre si accomodava ai miei piedi sul tappeto.
E siccome si trovava in un luogo per lui sicuro e in cui aveva molta confidenza, si abbassò i pantaloncini e gli slip prima di mettersi giù a masturbarsi, proprio davanti a me.
Devo ammettere che se anche fossi eccitato dall'idea di raccontargli i miei sogni erotici, non di meno a vederlo col pene in mano mi piacque da morire.
Quando si andava tutti insieme a masturbarsi leggendo i giornaletti, si restava concentrati sulle immagini porno ma in quel momento la mia attenzione era attratta dal suo pene e da come Titty lo stava accarezzando.
Raccontavo di una donna che allargava le gambe lasciando che un uomo la penetrasse allegramente ma la mia vera attenzione era per il suo pene.
A un certo punto Titty sborrò sul tappeto e io rimasi a bocca aperta davanti alla visione di quello schizzo acerbo che insozzava il tessuto colorato.
Lui ansimante mi guardava sorridendo felice perché a quanto pare il mio racconto lo aveva portato a godere in maniera molto intensa e non era per nulla preoccupato per lo sperma sparso in giro.
Dai tocca a te ora, mi sussurrò Titty mentre lo guardavo ed effettivamente il mio pene era gonfio nelle mutande e non vedeva l'ora di esplodere.
Però le mie mani tremavano e le mie dita faticavano a sbottonare l'unico bottone presente ma ci pensò lui a togliermi dall'impaccio, con un abilità che non mi sarei mai aspettato.
A tempo di record riuscì a prendere fuori il mio pene e senza che io parlassi o facessi nulla, Titty cominciò a masturbarmi, andando ben oltre il nostro accordo di divertirci insieme, l'uno narrando e l'altro ascoltando.
Riuscii a mormorare soltanto, faremo un casino, perché sentivo che entro pochi istanti avrei cominciato a sborrare anche io su quel bel tappeto che lui aveva già bagnato in precedenza.
Non ti preoccupare, ci penso io, mi rispose e l'istante successivo si chinò sul mio grembo e fece sparire il mio pene dentro la sua bocca calda, in cui eiaculai immediatamente.
Fu un momento davvero magico in cui il piacere che provavo era completamente diverso da quello che avevo provato in precedenza regalandomelo in autonomia.
Lui fu davvero bravo ad attendere che il cazzo che teneva in bocca smettesse di agitarsi, dopo aver scaricato tra le sue labbra una bella colata di seme denso.
So che non è molto bello ma dopo, quando eravamo ormai tornati alla normalità, diciamo così, gli dissi che si era comportato come una troietta.
Titty rise e mi concesse di chiamarlo come volevo, troietta ma anche troia o puttana, a lui piacevano quelle parole sconce come il cazzo e il sapore della sborra.
Mi raccontò di aver iniziato con qualche anziano del bar che aveva spiato mentre pisciava nel bagno e il mio era il primo pene giovane che aveva assaggiato e anche quello meno sporco.
Da quel giorno fummo davvero inseparabili e ogni occasione era buona per spogliarci insieme e masturbarci mentre io raccontavo e lui ascoltava rapito ed eccitato.
Poi mentre lui finiva sborrando tra le sue dita, io gli mettevo l'uccello in bocca e raccontando di sodomie e fellatio godevo tra le sue labbra morbidissime.
Titty sapeva che non gli avrei mai fatto quello che lui faceva a me ma non gliene importava, godeva toccandosi e con le mie parole che eccitavano la sua fantasia.
E del mio egoismo gli importava ancora meno, impegnato ogni volta a bere il mio liquido seminale come se fosse un elisir di lunga vita e in un certo senso lo era.
Frequentammo elementari e medie insieme e fino ai quattordici anni fummo come amanti che si incontravano intimamente ma solo con carezze e baci nei lunghi pomeriggi dopo scuola.
Poi lui andò al liceo e io, scarso e ignorante al professionale e le nostre vite si divisero, lui da una parte e io dall'altra fino a quando ci incontrammo un decennio più tardi.
Lui si era laureato mentre io lavoravo in fabbrica in quegli anni ma la fiamma del nostro interesse reciproco non si era spenta del tutto.
Nel frattempo sia lui che io avevamo avuto altre avventure e altre storie con donne, malgrado i nostri trascorsi omosex o che si possono definire tali.
Titty però aveva sviluppato qualcosa di inaspettato per me, e lo scoprii quando mi invitò a casa sua, dove viveva da quando era uscito da casa dei genitori.
Ero quasi sicuro che arrivati là ci saremmo spogliati per rivivere le avventure adolescenziali e avevo molta voglia di un pompino fatto dalla sua bocca e in parte fu così.
Arrivati nel suo appartamento mi condusse in camera da letto, si spogliò completamente davanti ai miei occhi ma quando gli chiesi se voleva ascoltare un racconto porno mi fece segno di attendere.
Ero anche pronto, diversamente dal passato, a prenderglielo in mano e a masturbarlo, anche se non a sbocchi farlo, ingoio compreso.
Titty che doveva aver immaginato cosa mi ronzava in testa, mi fece un cenno di attesa e aprì il suo armadio quattro stagioni da cui estrasse un vestitino molto femminile di un bellissimo colore rosso acceso.
Ti piace, mi chiese e senza volere davvero una risposta se lo infilò davanti allo specchio e al mio sguardo in parte stupito e in parte eccitato da quella novità.
Poi dall'armadio prese una parrucca bionda e dopo essersela sistemata in testa, mi chiese se doveva truccarsi o se la preferivo acqua e sapone.
Sei una troietta, mormorai con lo stesso tono con cui l'avevo definita tale dopo il suo primo pompino tanto tempo prima e Titty annuì, sorridendo di felicità.
In un lampo fu ai miei piedi e come sapeva fare benissimo, mi tirò fuori il cazzo e si mise a succhiarlo con avidità ancora maggiore di quando era adolescente.
La fermai prima di sborrare nella sua bocca e la feci alzare in piedi perché ora un semplice pompino non poteva più bastare a nessuno dei due.
A pecorina sul suo letto glielo spinsi nel culo con grande impeto, spinto da una necessità atavica di fare mia quella troietta che ora era diventata donna o quasi.
Le sarebbe bastato farsi aumentare un po' il seno e avrebbe potuto smettere di travestirsi solo in camera sua ma anche così poteva uscire per strada con quel vestitino rosso per attrarre sguardi e voglie più o meno segrete.
E che dire della facilità di entrarle dentro, senza alcun tipo di lubrificante a parte la saliva rimasta sul mio pene quando lo aveva preso in bocca.
Sfondarlo o sfondarla fu semplicemente magnifico per entrambi, per me assolutamente inebriante sentire il cazzo aspirato in quel culetto strettissimo e malgrado tutto così accogliente.
Per Titty perché sentirsi riempire finalmente da un vero pene eretto dopo anni di ditali anal o di penetrazioni a mezzo dildo, la condusse a un orgasmo favoloso, intenso e prolungato.
E mentre la prendevo di forza tenevo il suo uccello in mano, masturbandola lentamente ma stringendo con forza per costringerla a godere due volte, col culo e col pene che cominciò a sgocciolare e poi a schizzare sborra nel momento in cui venivo dentro di lei.
Troia troia troia continuavo a mormorarle all'orecchio, senza fiato e senza più liquido seminale, trasferito dalle mie palle al suo buchetto spalancato in mio onore.
E quella parola, insieme ad altre calde e simili continuo a sussurrarle ogni volta che affondo profondamente dentro di lui/lei, che ora non è più così stretta ma il piacere è sempre immenso.
Ora Titty esce dalla sua camera da letto con me, mano nella mano, vestita di rosso o di altri colori appariscenti, sicura ed eccitata di essere guardata con desiderio.
E quando torniamo ogni volta è pronta e si offre al mio cazzo ed è pronta a esaudire ogni mio desiderio carnale.
END
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