Nonna aveva questo vizio di fumare che io non apprezzavo per una serie di motivi, per la salute, perché la puzza del fumo le rimaneva addosso e per le ragioni che rendono i tabagisti antipatici a quelli che non lo sono.
Me la ricordo con la sigaretta in bocca anche quando ero piccino e sua figlia, mia madre, ci litigava perché giustamente riteneva pericoloso il fumo passivo per il suo unico nipotino.
Nonna quando mamma era presente fingeva di uscire a fumare o nascondeva la sigaretta ma per il lungo tempo in cui restavamo soli fumava come cavolo le pareva.
D'altra parte mamma per andare a lavoro aveva bisogno di nonna per tutto il pomeriggio, per non buttare soldi in una baby sitter e qualche prezzo doveva pagarlo e così ogni tanto mi toccava fumare.
Nonna mi aveva fatto diventare suo complice e approfittando che le fossi molto affezionato e ancora molto piccolo, evitava di fumare in casa solo se c'era mamma in arrivo e io inconsapevolmente le tenevo bordone.
Però una volta diventato ragazzo e capendo finalmente i pericoli del fumo passivo non ero più così disposto a farle da palo con mia madre.
Nello stesso tempo a quattordici o quindici anni mi nascondevo spesso nel suo bagno con qualche rivista porno trafugata qua e là a masturbarmi e una volta nonna mi sorprese col pene in mano.
Fu proprio il giorno dopo in cui avevo minacciato di rivelare a mamma che nonna continuava imperterrita a fumarmi vicino e avevamo quasi litigato.
Ero lì, seduto sulla tazza col pene in una mano e credo fosse Caballero nell'altra, che nonna entrò a sorpresa e mi beccò eccitato in erezione che mi smanettavo.
Ovviamente teneva stretta tra le dita al solita sigaretta accesa e con uno sguardo minaccioso, mi disse che quello che stavo facendo non era bello.
Malgrado tutto, dal tono della sua voce mi parve di capire che la masturbazione non fosse poi quel gran peccato, in ogni caso minacciò di rivelare a mamma che mi toccavo.
A meno che, disse molto seriamente, non facessimo un patto di non aggressione e se io non avessi rivelato a mamma che lei fumava con me a fianco, lei non avrebbe detto nulla delle mie seghe nel suo bagno.
Però mentre mi faceva questa proposta, diciamo così, le era caduto l'occhio sul pene che stringevo in mano e che non era più quello del bambinello che conosceva.
Quando sei un ragazzino difficilmente l'uccello si affloscia a meno di venire almeno un paio di volte e nemmeno essere sorpreso in quella situazione me lo aveva fatto ammosciare.
E come ciliegina sulla torta, il mio pene è sempre stato di misure superiori alla norma anche quando non ero ancora maggiorenne.
Immagino che lei si sia eccitata vedendomi col mio cazzo lungo e dritto in mano e lo stesso è successo a me, perché mi sono sentito scaldare dentro, invece che preoccuparmi che mamma venisse a saperlo.
Ma fu nonna a sorprendermi ulteriormente, dicendomi che se avessimo sottoscritto il patto, mi avrebbe fatto un altro regalo, dopodiché venne verso di me e si inginocchiò davanti alla mia erezione.
Lascia, faccio io, sussurrò nonna con una voce che non le avevo mai sentito e lasciai che la sua mano si posasse sulla mia delicatamente e per qualche istante lo facemmo insieme.
Poi nonna con la stessa delicatezza tolse la mia mano dal pene e ne prese possesso, stringendolo con tenerezza ma fermamente, come chi sa bene che cosa sta facendo.
Il mio Ohhhhh sussurrato, sottolineò il passaggio di consegne, per un attimo chiusi gli occhi e pensai che si trattasse di un sogno ma riaprendoli nonna era lì, chinata che mi accarezzava, guardando il mio cazzo da qualche millimetro di distanza.
Quando si accorse che stavo per venire, quasi automaticamente posò le sue labbra vellutate sulla cappella e poi mi ingoiò fino alle palle, ricevendo la mia calda e densissima sborrata.
Incredulo per quello che stava accadendo mi ritrovai a godere come mai prima, e mi svuotai nella bocca di nonna che accolse con gioia il mio liquido seminale.
Più tardi quando ci rialzammo e uscimmo dal bagno, andammo a sederci sul suo sofà e nonna mi chiese se mi era piaciuto e ovviamente la mia risposta fu positiva, con le gambe che ancora mi tremavano.
In quel momento ripensai a quando il giorno prima l'avevo ripresa perché il suo alito era purtroppo rovinato dal fumo e nonna parve leggermi nel pensiero.
Infatti disse che alla fine non mi aveva fatto schifo mettere il pene nella sua bocca da tabagista e io sorridendo e rosso in faccia, ammisi che aveva ragione.
Poi da vera stronza mi alitò in faccia un cocktail di sperma e fumo che devo dire non mi dispiacque più di tanto, forse perché nessuna mi aveva mai fatto un pompino prima di allora.
Quel pomeriggio ci lasciammo con l'accordo che lei poteva fumare senza problemi quando ero da lei e lei in cambio mi avrebbe regalato momenti dolcissimi ogni volta che lo volessi, cioè ogni giorno.
Solo che il giorno dopo la trovai seminuda in casa che stava ovviamente fumando e invece che portarmi in bagno, mi portò a letto, per il primo rapporto completo della mia giovane vita.
Questa però è un'altra storia e la racconterò in un altro momento ma quello che posso dire è che dopo, quando restammo distesi a fianco sul letto, lei fumò come si vede nei film o si fa dopo una chiavata.
D'altronde che altro potevo aspettarmi da una col vizio del fumo?
END
Nessun commento:
Posta un commento