martedì 12 maggio 2026

Come va ?

Buongiorno, come va, mi chiede la cassiera del grande supermarket vicino alla ferrovia, seduta dietro la cassa, i seni grandi che attraggono la mia attenzione oltre al suo bel viso.
È una ragazza o meglio una donna molto in carne e molto più giovane di me che incontro almeno un paio di volte la settimana, quando nel primo pomeriggio vado a fare la spesa. 
Pian piano, giorno dopo giorno, spesa dopo spesa siamo entrati in quella confidenza che si instaura tra cliente e cassiera e dal semplice saluto è passata a chiedermi come va.
Cosa che significa tutto e significa niente, le rispondo un po' più apertamente del solito si è il suo sorriso si allarga, mentre prendo coraggio e le chiedo a che ora smette.
Rossa in viso risponde che è sposata e con un figlio ma non è sufficiente a mettere il carro davanti ai buoi per impedire un ulteriore avvicinamento tra i nostri cuori, a voler essere romantici.
Posso chiedere a mia madre di badare al nipote, aggiunge con complicità, mio marito lavora e non lo vedrò fino a domattina, così posso sempre dire che sono uscita con le colleghe.
Più tardi la aspetto nel parcheggio del supermercato, a una certa distanza dall'uscita, per evitare che sia vista da qualcuno che conosce. 
Sale sulla mia Audi e la gonna che indossa risale parecchio sulle cosce carnose ma sia lei che io non ci facciamo caso più di tanto, anche se il mio occhio coglie il colore della sua carne nuda.
Guido veloce verso fuori città, scegliendo un posto in cui né lei né io siamo conosciuti e lei come me si mangia una bella pizza con un boccale di birra.
Quando usciamo è discretamente allegra grazie all'alcool e quando risale in macchina me la ritrovo addosso, col suo profumo misto a sudore ed eccitazione che me lo fa rizzare.
Ti faccio un pompino se ti va, si offre di deliziarmi con la sua voce solo un tantino arrochita dal desiderio sopravvenuto, di cui mi accerto infilandole una mano tra le cosce e scoprendola bagnatissima.
Va bene, le rispondo ma senza togliere la mano, anzi andando a fondo, oltre le sue mutandine fradice e scoprendo un boschetto folto e umido.
Le mie dita le scivolano dentro e lei sembra volersi annullare sulla mia mano, mentre la sua bocca si incolla al mio orecchio, ansimando parole sconce.
Quando viene è spettacolare, mi è impossibile tenerla ferma mentre gode tremando da capo a piedi, gridando il suo piacere, col rischio che qualcuno la senta e ci veda dalla pizzeria. 
Ma con un po' di fortuna nessuno si accorge di noi e lei finisce per stringere le cosce e la fica intorno alla mia mano mentre riacquista la lucidità post orgasmo.
Adesso voglio succhiartelo, mi sussurra appena è tornata a respirare normalmente ma la fermo per un attimo, sebbene abbia lo stesso desiderio di godere come lei.
Aspetta, le rispondo con la mano ancora imprigionata tra le sue cosce bagnate di umori, dai vieni a cavallo che ti voglio addosso.
Lei sorride, si lascia sfilare le mutandine e poi sale in arcione, lasciando che il mio pene affondi nella sua fica fradicia, apertissima e accogliente.
Come si impala si sfila la maglietta e mi appare il suo seno grandissimo, contenuto in un reggiseno che fatica a trattenere quelle bocce immense. 
Sempre a fatica trovo il modo di sganciarlo e toglierlo, denudando quelle tette fantastiche che sono cadenti ma che attizzano la fantasia di ogni maschio.
Gliele bacio e gliele mordo, facendola gemere di piacere, sollevandole e stringendole tra le dita con forza, fino quasi a farle male. 
Quello è il momento critico, probabilmente le vengono i pensieri più tristi del mondo quando cavalca un uomo e le sue tette enormi diventano una specie di impaccio.
Sono grassa e brutta, si lamenta malgrado sentire dentro di sé il mio pene la stia portando ad un secondo orgasmo, ma ero preparato.
Mi aspettavo che prima o poi si vergognasse del suo corpo davanti a un uomo che la desidera, forse è la storia della sua vita ma con me non attacca.
Smettila, sei bellissima, le sussurro con le mani avvinghiate alle sue natiche delle stesse proporzioni delle tette, e in effetti ha un viso bellissimo, dolcissimo.
Devi solo godere, chiudo il discorso tentando di spingermi ancora di più dentro di lei, sia fisicamente che mentalmente, trovando anche il suo buchino aperto al tentativo di scasso del mio indice. 
Quella lieve penetrazione anale la porta a godere e mi ritrovo a lottare per non imitarla, rischiando di sborrare e di metterla incinta.
Lei si accorge della mia ritrosia e mi invita a godere assieme, dicendomi che prende la pillola, che un figlio le basta e così ascolto le sue parole e vengo insieme a lei, esplodendole nella fica. 
Dopo restiamo così, lei addosso a me, ansimante e tremante, recuperando il respiro che ci siamo rubati a vicenda, facendoci le coccole. 
Sono pesante, mi chiede qualche istante prima di scendere dal mio pene e ancora una volta devo rassicurarla che sono in grado di sostenerla.
Sei magnifica, sei bellissima e anche molto porca, aggiungo sorridendo e lei risponde al mio sorriso e alle mie parole con un bacio.
Ti devo un pompino, mi dice  quando ci salutiamo più tardi, poco lontano da casa sua, dove fermo la macchina e ci lasciamo un po' a fatica perché siamo stati davvero bene insieme.
Annuisco, si, lo voglio tanto anche io, voglio sborrarti in bocca cara la mia splendida ed enorme porcella, ma dovrai farmelo a casa mia, nel mio letto la prossima volta.
La guardo allontanarsi, il suo grande sedere non è il massimo ristretto nei jeans ma sono sicuro che quando glieli sfilerò per accarezzare le sue grandi natiche, mi verrà voglia di infilare la lingua e poi l'uccello nel suo buchetto ampio e accogliente. 
Alla prossima spesa e al nostro prossimo incontro, mia deliziosa maialina.
END

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