La pioggia e le lacrime hanno distrutto il suo trucco ma è sempre bellissima, giovanissima, disponibilissima e appena entrata in casa si spoglia.
La scusa sarebbe data dai suoi abiti zuppi d'acqua ma la realtà è che lei sa che quando si mostra nuda, un uomo fatica a restare razionale.
Anche un uomo anziano, antico e che la conosce benissimo, avendoci avuto a che fare tempo addietro e ricorda ancora le sofferenze di quell'amore impossibile.
Nuda Angela è uno schianto di femmina, intanto ha poco più di vent'anni, alta, bionda tinta, seni grandi e purtroppo già un po' cadenti ma che vorrebbe rifare se avesse i soldi.
Ma è slanciata come una indossatrice, un culetto strettissimo dentro e fuori, belle gambe dritte e magre, perfettamente depilata là sotto.
Totalmente disinibita, non solo si spoglia senza problemi davanti a chiunque ma con chiunque è disposta a intrattenersi intimamente, anche con un vecchio come me.
Fondamentalmente è bisex ma senza un uomo fisso della sua età col quale litigare non è capace di stare, in compenso accetta la compagnia di altri molto più vecchi.
Adora anche le ragazze, anzi probabilmente se fosse più stabile di testa avrebbe una fidanzata che amerebbe senza limiti.
Ma non lo è, è totalmente instabile, non riesce a creare relazioni senza tradimenti, scossoni, lacrime e risse, per non parlare delle droghe che usa.
Quando è entrata nel mio letto la prima volta ancora non la conoscevo e più che una femmina in cerca di calore sembrava una bambina in cerca di un padre.
Un padre incestuoso, diverso da quello biologico ma della stessa età, stesso modo di pensare ma forse un po' più propenso a mostrarle amore.
E il copione della volta precedente si sta ritornando sotto i miei occhi, lei nuda e io con la lingua fuori dai denti che rischia di andarmi sotto i piedi.
La avvolgo con molto ritardo in un telo per asciugarla, indugiando a lungo, toccandole seni, natiche e cosce da sopra il tessuto ma asciugando così anche le sue lacrime.
Quando è asciutta il telo cade ai suoi piedi, Angela resta seduta sul sofà, consapevole dei miei occhi incollati al suo corpo splendido e del mio pene risvegliato dall'ibernazione dei sessant'anni.
Visto che non mi muovo, allarga le gambe e mi mostra il triangolino perfetto di peluria che ricopre a malapena la sua fessura e sorride, finalmente.
Dalle un bacio, ti è sempre piaciuto baciarla, mi invita allargando anche il sorriso ma ancora riesco a tenere alla larga il desiderio di leccargliela.
Guarda che non devi offrirti così, sai che qui puoi restare senza nulla in cambio, le rispondo con non so quanta sicurezza ma Angela non è felice della mia risposta, so benissimo che preferirebbe darmi la fica in cambio della mia ospitalità, o meglio ancora farmi un pompino rapido e indolore.
Quando se n'è andata tempo fa è stato proprio perché ha capito che potevo darle aiuto, un tetto e una tavola apparecchiata, forse un po' d'amore in cambio di un po' di sesso ma non il mio portafogli.
Se è qui è perché è disperata, o perché ha finito i soldi e non ha ancora trovato qualcuno che gliene dia, comprando il suo corpo e le sue perversioni.
A suo tempo gliene diedi un po' ma poi capii che li consumava in droghe e per quanto non abbia nulla contro, vedevo che quelle sostanze la stavano distruggendo perché ne abusava.
Ti faccio un pompino, mi sussurra sapendo che sono turbato dalla sua presenza nuda ma fermo la sua mano, pronta a tirarmelo fuori.
Le prendo la mano e la porto in bagno, la faccio sedere sul vaso, dicendole che è ora di fare pipì e lavarsi i denti, dopodiché a nanna, proprio come una bimba.
Restando sulla soglia non posso non vedere quando allarga le cosce appositamente per farmi vedere il rivolo dotato che scende dalla sua fessura.
E quando dopo si lava i denti davanti al lavandino e allo specchio, innalza il bel culo per ricordarmi quanto sia fantastico entrare in lei dalla porta di dietro.
Ma neanche quello mi fa cambiare idea, stasera è meglio che Angela vada a letto presto, tanto sono sicuro che soffra anche di una cronica carenza di sonno.
Poco dopo le rimbocco le lenzuola, distesa nel lettino dalla camera degli ospiti, lettino che ho tenuto pronto per lei, sapendo o sperando che prima o poi tornasse da me.
Solo un bacio sulla sua guancia suggella il suo ritorno nella casa in cui ha vissuto per qualche mese, facendomi tornare giovane o almeno facendomi godere come mai prima con altre donne.
Torno in bagno col pene eretto nelle mutande che chiede udienza ma delle cui esigenze tento di ignorare lavandomi i denti ma visto che ho due mani, finisco per masturbarmi.
Prima che riesca a sborrare nel lavandino avverto la sua presenza alle mie spalle e senza muovere un muscolo, lascio che la sua mano si sovrapponga e poi la sostituisca alla mia.
Angela, mormoro senza riuscire a formulare una frase completa ma lei mi ordina di stare zitto e in pochi istanti vengo tra le sue dita.
Dita che si lecca per dimostrarmi che è sempre stessa troietta dell'altra volta, quando mi ha dato molto di più di una carezza rapida.
La lascio fare e poi le lavo la mano con cui mi ha fatto godere, faccio scorrere l'acqua cancellando le tracce del mio seme nel lavandino e andiamo a letto.
Insieme, nel mio letto matrimoniale, dove abbiamo sperimentato amore e sodomia, fellatio e coccole e ho assaggiato il suo sapore più intimo.
Lei è sempre nuda ovviamente, a meno che non sia pieno inverno non ha mai nulla addosso e si incolla alle mie spalle, al mio culo e alla schiena.
Non è facile resisterle anche ora che il mio pene è a riposo grazie a una bella sborrata che lei stessa ha provocato ma anche Angela è stanca.
Dopo un po' la sento ronfare leggermente ma senza staccarsi da me, la sua pelle contro la mia, contro il mio sudore e impedendomi anche di riuscire a dormire.
Non riuscirò a dormire, come non riuscirò a evitare di tornare a infilare l'uccello nella sua bocca, nel suo strettissimo culetto, nella sua fica e tra le sue dita esperte.
Già lo so.
END
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