mercoledì 13 maggio 2026

Al Parco Con Mamma

Andare al parco con mamma è sempre stato un piacere fin da quando ero un bambinello che correva insieme ad altri come lui attorno a un pallone o facendo qualche gioco tipo l'altalena o similari. 
Mamma è sempre stata una donna molto generosa, nel senso che se c'era da dare una mano a qualche altra madre come lei che non poteva seguire i bambini al parco, si offriva di farlo senza problemi.
Era molto generosa anche per quello che permetteva agli uomini di guardare e intendo proprio quel gran paio di gambe che esponeva sempre senza alcun problema in pubblico. 
Naturalmente le altre madri non erano particolarmente felici di vedere i propri uomini con gli occhi fuori dalle orbite puntati tra le sue gambe ma il fatto che fosse disposta ad aiutare le mamme in difficoltà, facevano passare in secondo ordine il suo esibizionismo.
Anche perché era davvero brava a sedurre gli uomini in pubblico senza mai farsi scoprire, quando andava a letto con qualcuno di loro rigorosamente in maniera discreta e nascosta.
Ma siccome ero l'unico uomo che passava con lei tutte le giornate perché perfino mio padre la trascurava, un po' per il lavoro un po' con altre donne, era anche l'unica conoscenza di tutti i suoi segreti. 
Quando una delle sue conquiste del parco veniva a trovarla a casa, mi chiedeva di chiudermi nella mia stanza mentre lei portava il suo amante in camera da letto.
All'inizio ho sempre fatto quello che mi chiedeva restando rinchiuso anche per ore, mentre lei si godeva i suoi amici ma a un certo punto, attratto dalle grida che sentivo arrivare dalla sua camera da letto, ho cominciato a spiarla.
Ed è stato in quelle occasioni che ho cominciato a innamorarmi di lei come uno dei suoi amanti e non certo come suo figlio, perché mamma era davvero splendida e lo è ancora.
Naturalmente tutto quello che potevo fare mentre la spiavo e anche dopo, era masturbarmi in suo onore, come se non ci fosse un domani.
Capitava così che le mie mutande fossero ridotte in maniera tale che lei non poteva non accorgersi delle quantità di sperma che vi riversavo mentre mi toccavo. 
Così io spiavo lei mentre si faceva chiavare dai suoi amanti e lei ha cominciato a spiare me quando mi chiudevo nel bagno per vedere se effettivamente fossi diventato un onanista seriale.
Ma credo che la goccia che ha fatto traboccare il vaso del suo desiderio, sia stata leggere quello che scrivevo nel mio diario con e su di lei.
In quelle pagine che oggi sono andate perdute, descrivevo le scene d'amore che spiavo e di cui lei era eroina e assoluta protagonista.
Solo che al posto dei suoi ammiratori, avevo sostituito un me stesso attrezzato con un pene non da bambino ma tipo quello di Rocco Siffredi.
Pene col quale riuscivo a farla godere in maniera illimitata e sicuramente impossibile, visto che in realtà il mio pene era ed è assolutamente normale.
Eppure quei miei racconti fantasiosi e pornografici di cui lei era attrice principale devono averle fatto venire la voglia di provare a metterli in pratica insieme a me. 
E poi nel periodo in cui mamma lesse Il mio diario c'era stato qualche episodio in cui non si era dimostrata molto brava nel nascondere le sue avventure extraconiugali.
Così aveva deciso di tagliare con i suoi amori conosciuti al parco per dedicarsi esclusivamente al mio amore e al mio pene.
Così un bel giorno, al ritorno da scuola l'ho trovata nuda sul suo letto che mi aspettava, mentre io non mi aspettavo che fosse da sola, invece che impegnata in qualche avventura extra coniugale.
Amore vieni qui con me, mi ha detto con una voce piena di turbamento, perdonami se non ti ho preparato il pranzo ma stavolta sono io ad avere fame. 
Sono salito sul suo letto e mamma mi ha immediatamente spogliato e la prima cosa che ha notato visibilmente eccitata e felice, è stata la mia erezione.
Ci penso io a te amore, non puoi andare avanti solo con le seghe, ha sussurrato mentre mi accarezzava le palle trovandole molto gonfie. 
Hai urgente bisogno di sfogarti, ha continuato mentre mi masturbava ma solo per pochi istanti, perché poi le sue labbra si sono posate sulla mia cappella, dopodiché mi ha lasciato affondare nella sua bocca.
La mia resistenza non è stata solo vana ma anche rapidissima e in pochi istanti ho riversato tra le sue labbra una copiosa sborrata che mamma ha trattenuto senza sputarne una goccia. 
Quello è stato il primo pompino della mia vita e naturalmente l'unico che ancora ricordo e che non potrò mai dimenticare ma anche la prima volta che abbiamo fatto l'amore è stata magnifica e impossibile da scordare.
Ed è stato sempre in quel pomeriggio quando, malgrado la prima eiaculazione nella sua bocca, il mio pene è rimasto durissimo e lei ne ha approfittato per cavalcarmi.
Mamma era meravigliosa mentre se ne stava impalata sopra di me, agitandosi come una pazza, in preda all'estasi e ancora oggi quel ricordo mi rende felice ma anche inquieto, proprio come allora. 
Perché vederla agitarsi col mio uccello dentro la fica, con le sue bellissime tette che ballavano davanti ai miei occhi, ammetto che mi ha un po' preoccupato.
Ma è stato soltanto in quella prima volta perché in quelle successive, quando ci siamo uniti carnalmente, le mie paure erano già dissolte e sostituite dalla voglia di godere delle sue grazie.
E anche oggi che lei è una più che matura sessantenne e io un uomo più che adulto, continuiamo a incontrarci piacevolmente nel suo letto, almeno un paio di volte la settimana.
Ogni tanto penso che sono stato fortunato che mamma abbia deciso a suo tempo di smettere di sedurre gli amanti che incontrava al parco, per dedicarsi esclusivamente a me. 
Ma penso che anche lei sia rimasta soddisfatta delle mie prestazioni. 
END


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