Zia è una donna magnifica a tiro dei cinquanta ma ne dimostra venti di meno, o meglio facciamo dieci, altrimenti direbbe lei che sono troppo di parte.
Sono attaccatissimo a lei fin da quando ero in ragazzino piagnucoloso e mi rifugiavo tra le sue braccia e alle volte tra le sue cosce quando mamma mi sgridava per gli scarsi risultati scolastici.
Già allora zia mi aiutava molto con lo studio che era una scusa perfetta per stare sempre con lei nei pomeriggi dopo la scuola.
In realtà a scuola avrei potuto fare di meglio ma qualcosa mi diceva di fingere di essere più asino di quel che ero, proprio per creare la necessità di starle vicino per studiare o fare i compiti.
Zia è sempre stata mia complice, di me sapeva o aveva capito tutto e non mi ha mai tradito con i miei genitori o con chiunque ed è stata la mia maestra anche di quel tipo di educazione che a scuola non insegnano.
La cosa è cominciata molto presto, quando da piccolissimo per sfuggire alle sculacciate di mamma correvo tra le cosce di zia che le apriva sempre per proteggermi, ridendo felice mentre io ero terrorizzato.
Il terrore è passato presto, in fondo mamma faceva finta di volermi assassinare e quando stavo al riparo tra le cosce carnose di zia, avvertivo sempre un odore caratteristico.
Un profumo che avrei imparato a riconoscere come quello della sua femminilità, nascosta sotto le mutandine che spesso riuscivo a vedere.
Quando fui più grandicello, giocavamo con zia a indovinare il colore del suo intimo e quella era la scusa con la quale mi faceva vedere quel punto meraviglioso del suo corpo, purtroppo mai allo scoperto.
Diventai anche il suo consulente per gli abiti che indossava e lei li provava insieme a me, nella sua camera da letto, davanti a un grande specchio.
Non era mai completamente nuda, a volte restava con solo mutandine e reggiseno ma la visione delle sue curve celate a malapena, era sufficiente a farmelo diventare di marmo.
Un giorno, quando avevo diciassette anni, le confessai non solo il mio amore ma anche che mi masturbavo sempre pensando a lei.
Scherzando ma non troppo mi buttai in ginocchio tra le sue cosce gridando il mio amore per lei e avvertii ancora una volta il profumo che emanava la sua fica sotto le mutandine.
E sarà stato quello o forse no, ma infilai la testa là in mezzo e arrivai a toccare con le labbra il tessuto del suo intimo che era decisamente umido.
Per qualche istante zia si aprì completamente e credo che il desiderio in quel momento le abbia fatto perdere la testa e fu lì lì per darsi a me.
Purtroppo in un lampo di razionalità mi respinse ma sul viso aveva l'espressione di chi si sta pentendo amaramente per una occasione meravigliosa e perduta.
Amore non possiamo, mi sussurrò con una voce da farmi venire immediatamente nello slip e non so come feci a trattenermi dalla sborrata.
Zia mi allontanò spingendomi via, chiuse le cosce calde e accoglienti e il mio sogno erotico preferito non si trasformò in realtà per pochissimo.
Lei stava tremando e per qualche istante la guardai riprendere fiato e la ascoltai mentre mi chiedeva scusa per essersi lasciata andare.
Puoi andare in bagno a masturbarti, mi disse consapevole del mio turbamento e della mia voglia di esplodere e mentre mi segavo nel lavandino lei rimase sulla porta a guardarmi.
Quando finiii, dopo aver ripulito tornai sul divano e lei seduta al mio fianco mi abbracciò e baciò ma in maniera castissima, come fanno le zie che non intendono sedurre un nipote.
Da quel giorno quello fu il nostro segreto intimo e nello stesso tempo io rivolsi la mia attenzione a donne o meglio a ragazze della mia età.
Non smisi di andare da lei ma le mie visite furono sempre meno, mentre conoscevo la mia prima fidanzatina con la quale riuscii a fare quello che non avevo fatto con zia.
Però per due giovani che vogliono fare l'amore non è che ci fossero dei luoghi adatti, né io né Anna avevamo la macchina e mica potevamo andare in albergo.
Nemmeno nelle nostre abitazioni potevamo ritagliarci momenti di intimità completa, a parte qualche carezza sottobanco, senza che un genitore o un parente ci guardasse.
Al parco era pieno di mamme e marmocchi vocianti e nell'unico punto tra le siepi in cui ci si poteva toccare in intimità, era pieno di guardoni.
Così mi capitò di confessare a Zia la mia frustrazione e Zia risolse il problema, concedendomi di portare Anna a casa sua, nella sua camera da letto.
Ma prima, mentre eravamo seduti tutti e tre sul suo sofà, volle farci una raccomandazione, visto che non avevamo profilattici a disposizione.
Zia ci disse di fare molta attenzione e ci spiegò come evitare gravidanze indesiderate e io proposi che fosse la nostra insegnante.
Così oltre alla teoria Zia ci seguì in camera da letto per le lezioni pratiche e mentre Anna e io eravamo nudi, lei ci spiegava cosa e come fare, seduta in un angolo del suo lettone matrimoniale.
Fu zia a spiegare ad Anna cosa doveva fare per fare godere un uomo con le carezze e con i baci e a convincerla a lasciarmi venire nella sua bocca.
È essenziale, le disse zia, che il tuo uomo sappia di poter eiaculare tra le tue labbra e vedrai che il sapore dello sperma non è poi così male.
In effetti ad Anna il sapore acre del mio liquido seminale non piaceva molto ma grazie anche agli insegnamenti di zia, il suo approccio alla sborrata cambiò.
Aveva capito che anche se non gradiva il gusto del mio seme doveva accoglierlo in bocca senza sputarlo ma anzi, facendomi capire che le piaceva da morire.
Un poco alla volta imparò ad apprezzare veramente quel gusto forte di maschio che viene schizzando quello che per lei divenne un nettare prelibato.
Allo stesso tempo zia mi insegnò a usare le dita, le labbra e la lingua in maniera da fare godere Anna come meritava e devo dire che da come gridava mentre veniva, avevo imparato per bene.
Ma il momento clou fu quando zia ci seguì da vicino durante il nostro primo rapporto sessuale completo e io colsi la verginità di Anna.
Devi essere dolce, appassionato, non devi avere fretta e Anna potrebbe soffrire la prima volta se non trattieni la tua foga, si raccomandò zia l'attimo prima che il mio pene scivolasse per la prima volta dentro una fichetta strettissima.
E cogliendo l'attimo di esitazione tra noi, zia guidò il mio pene dentro la fessura di Anna e attese che la penetrassi, costringendomi ad andarci pianissimo.
Quando si capì che Anna deflorata non stava soffrendo, zia si mise alle mie spalle e avvertii la sua mano stringermi le palle, per impedirmi di venire.
Quella mano, quella carezza in realtà, rischiò di provocare esattamente l'opposto, e zia fu costretta a strizzarmi forte i testicoli per evitare una precoce sborrata.
Tutto addolorato riuscii a trattenere un guaito come quello che fanno i cani alla montana ma soprattutto riuscii ad evitare di venire immediatamente dentro Anna e combinare un bel casino.
Il vero guaio fu che invece di godere completamente della penetrazione della fichetta strettissima di una mia coetanea, divenni pazzo di desiderio per zia che mi aveva toccato più che altro le palle.
Tra l'altro sapevo benissimo che zia non avrebbe potuto essere presente ogni volta che infilavo l'uccello in qualche giovane fanciulla.
Infatti le volte successive in cui mi ritrovai in intimità con Anna, eravamo solo noi due, anche se i miei ricordi e i miei pensieri andavano tutti a quella carezza rude che zia mi aveva regalato.
Tornai spesso ad implorarla di allargare le gambe per il suo nipotino preferito che desiderava tanto assaggiare i suoi sapori più intimi e godere con lei ma non c'è stato niente da fare.
E anche ora che zia è una sessantenne non più bella come una volta, non riesco a farla cedere e a convincerla ad accontentarmi come desidero da tanto tempo.
Ma io continuo a perseverare e periodicamente, quando riesco ad incontrarla e restare solo con lei, provo farle capire che un incontro intimo tra noi sarebbe meraviglioso.
END
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