Pensò di aver avuto ragione ad averlo soddisfatto prima, per poterne godere poi più a lungo la virilità e in quel momento sentì che doveva confessargli ogni cosa, mentre lui le restava dentro, sudando e ansimando.
Per Marco quella era stata la prima chiavata della sua vita ed era seguita al primo pompino della sua vita, entrambi regalo di un'unica donna che stava iniziando a conoscere intimamente, malgrado la differenza di età.
La sua meraviglia aumentò quando Lisa gli confessò che quella non era la prima volta che vedeva il suo cazzo ed era al corrente di quanto fosse grande e grosso grazie alle telecamere che aveva installato nei bagni.
A Marco non dispiacque sapere che lei lo avesse sposato ma pensandoci bene con quel sistema Lisa aveva sicuramente visto anche le dotazioni degli altri operai che usavano come lui i bagni aziendali.
Lisa rise al pensiero espresso dal giovanotto che cavalcava e lo tranquillizzò, nessuno degli suoi colleghi ma proprio nessuno era dotato come lui e non avrebbe avuto mai l'opportunità di finire tra le sue labbra o nella sua fessura.
Marco sorrise quando lei gli disse quella sciocchezza standogli a cavallo e la prese per i seni, glieli strizzò e Lisa ricominciò a galoppare con impeto e qualche minuto dopo arrivarono entrambi all'orgasmo in contemporanea.
Sudati e ansanti si resero conto di quanto fosse tardi, d'altronde il tempo passa più in fretta quando ci si diverte e i due quella sera si erano divertiti parecchio e avevano goduto come mai nelle loro vite.
Marco e Lisa si rivestirono di malavoglia e prima di separarsi si baciarono ardentemente, le lingue annodate tra loro, le mani di lui ad artigliare le natiche di lei che sentendosi strizzare ebbe un fremito di rinnovata voglia.
Malgrado il ritorno di fiamma Lisa si trattenne dal riprendere il mano il pene di Marco e si accontentò di accompagnarlo a casa, fermando la macchina poco lontano da dove abitava.
Se avessero avuto ancora tempo lo avrebbe voluto dentro di sé come una volta suo marito l'aveva penetrata, da dietro e nel suo buchino che sapeva essere molto ricettivo.
Ma per la sodomia avevano tempo di rifarsi, il problema pensò Lisa, adesso era come e principalmente dove trovare un posto per godere insieme che non fosse il divano del suo ufficio, comodo ma non del tutto.
Le sarebbe piaciuto portarsi Marco a casa a chiavare nel suo letto matrimoniale ma non voleva correre il rischio che la vedessero in sua compagnia e poi anche la famiglia del ragazzo cosa avrebbe pensato se il figlio andava a letto con una col triplo della sua età?
Le venne in mente un'idea, visto che doveva svolgere alcuni lavoretti di ristrutturazione a casa, aveva pensato di chiedere a qualcuno ai suoi operai di lavorare nel weekend.
Sicuramente nessuno di loro avrebbe accettato, preferivano tutti giustamente riposarsi dopo una settimana di lavoro intenso e a volte faticoso ma sapeva che Marco non le avrebbe detto di no, non ora che aveva gustato la sua femminilità ardente.
Quella poteva essere, anzi era la scusa perfetta per accoglierlo in casa e portarselo a letto senza destare sospetti nei vicini e nella cerchia dei conoscenti, dipendenti compresi.
Sotto casa fermò la macchina e prese il cellulare, aprì WhatsApp e nella chat che condivideva con i suoi dipendenti che usava al posto delle circolari aziendali, scrisse che stava cercando volontari per un lavoro nel weekend a casa sua.
E come aveva previsto, nei giorni seguenti l'unico che rispose positivamente alla sua richiesta fu Marco che non vedeva l'ora di saltarle nuovamente addosso e infilare il pene dentro quella donna così matura e calda.
Continua
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