venerdì 11 luglio 2025

La Signora Cinzia III

Qualche settimana dopo andammo insieme in un paese vicino dove avevo prenotato una stanza per una notte in un albergo senza reception.
Uno di quei posti in cui, dopo aver pagato ti mandano un codice per fare scattare la serratura e nessuno ti vede entrare o uscire e che era quindi perfetto per una coppia di amanti.
Lei era libera, col marito fuori città come al solito per il suo lavoro e ai figli aveva raccontato che avrebbe passato la notte da un'amica che era davvero tale e che le resse il gioco.
Le ci era voluto un po' per convincersi che poteva concedersi se non un amante, almeno una notte di passione con qualcuno che la desiderava.
Durante quel periodo ero andato a trovarla diverse volte in banca ma soprattutto eravamo diventati intimi virtualmente e avevamo giocato a fare l'amore a distanza.
Il tutto con un ampio scambio di foto, fantasie e racconti porno, per i quali Cinzia la timida si mostrò molto ben portata e che ci fece diventare molto intimi.
Ma la nostra carne voleva qualcosa di più che qualche carezza e alla fine ci mettemmo d'accordo per vederci in questo albergo fuori vista.
Quando ci incontrammo notai che era diversa anche dall'ultima volta in cui le avevo messo la mano tra le cosce e pensai che l'amore virtuale a qualcosa servisse davvero.
Cinzia aveva preso confidenza, mi aveva mandato foto della sua fica come io del mio pene e altre immagini nuda e si capiva dalle pose che si era fotografata le parti che riteneva migliori.
Per me era bellissima anche se lei ogni volta anche glielo dicevo mi rimproverava perché temeva che la prendessi in giro ma giuro che non era così e quella notte glielo dimostrai.
La camera era piccola e squallida ma il letto era sufficientemente comodo, gliela portai subito sopra, la feci distendere e le fui addosso, sospirando che la volevo.
Misi la mano sul suo seno e la baciai sulla bocca che Cinzia schiuse, lasciando passare la mia lingua che si incrociò con la sua che era calda e dolce.
Le piaceva essere baciata ma non riuscii a evitare di spogliarla e subito sbottonai la sua camicetta sotto la quale indossava un reggiseno di pizzo molto sexy.
I suoi sospiri mi riportarono alla sera in cui aveva chiuso le gambe dopo averle aperte ma quella notte Cinzia non si fermò e soprattutto non mi fermò.
Fu lei stessa a sganciarsi il reggiseno e a mostrarmi le sue piccole mele che assaggiai mordendole i capezzoli eretti e facendola sospirare di voluttà.
Insieme sfilammo la sua gonna e mi lasciò a decidere che fare delle sue mutandine che le tolsi con lentezza deliberata e in cui affondai il viso.
Il tessuto era intriso dei suoi fluidi intimi e aveva lo stesso profumo e sapore che ritrovai quando la mia bocca di incollò alla sua fichetta bagnata.
Dire che Cinzia apprezzò il mio omaggio è troppo poco, aveva una voglia di godere repressa da troppo tempo per trattenersi e quindi non si trattenne e dimostrò di essere intimamente femmina.
Continua 

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