A Don Matteo il ragazzo apparve piuttosto effemminato e malgrado fosse totalmente eterosessuale, avvertì lo stesso un tremito che gli fece diventare duro duro l'uccello.
Quando gli chiese quanti anni avesse, il giovane rispose di essere quasi maggiorenne, mancandogli qualche mese al diciottesimo compleanno.
Il motivo per cui era andato a cercare Don Matteo in canonica, era relativo alla ricerca che la chiesa stava facendo di nuovi catechisti.
Don Matteo gli disse che a occhio e croce sembrava essere la persona adatta per quel tipo di lavoro con i fanciulli ma che avrebbe dovuto sostenere alcuni esami di verifica.
Per prima cosa gli disse di togliersi i vestiti, come per presentarsi nudo davanti al signore e malgrado il ragazzo fosse diventato tutto rosso, obbedì e si denudò, restando con gli slip.
Don Matteo gli andò vicino e gli fece un giro intorno, osservando il corpo flessuoso del giovane che se avesse avuto un minimo accenno di seno, si sarebbe potuto scambiare per una ragazzina.
Per capire se si trattava di un puro capriccio o di un reale interesse nei confronti di un sesso diverso da quello a cui era abituato, Don Matteo gli mise una mano sulla natica destra e gliela strinse.
Invece di gridare o di fuggire il ragazzo cominciò a fare le fusa e il dito medio di Don Matteo si insinuò nel solco tra le natiche, cercando il buchetto nel quale affondò per un paio di falangi.
L'apprendista catechista in quel momento col dito di Don Matteo infilato nel culo, sembrò un pesce che annaspa quando viene tirato fuori dall'acqua.
Con l'altra mano il prete gli accarezzò il piccolo pene divenuto barzotto dopo la sollecitazione anale e che immediatamente si rizzò tra le sue dita.
Molto più eccitato di quello che avrebbe mai pensato, Don Matteo bruscamente fece stendere il giovane sulla scrivania e gli si pose alle spalle.
Incuriosito dalla sua stessa e sconosciuta fino a quel momento eccitazione, il prete sì chinò a guardare da vicino il buchino intonso del ragazzo che era rimasto aperto anche dopo che aveva sfilato il suo dito dal pertugio.
Eccitato da quella visione in primissimo piano, Don Matteo posò le labbra sulle natiche candide e infilò la lingua a leccare il buchino tremante, poi si rialzò e tirò fuori l'uccello in erezione.
Avvicinò la cappella all'ingresso posteriore del ragazzo e senza indugiare si spinse in avanti, sfondando quel culetto vergine che non chiedeva altro che essere riempito di carne durissima.
Per evitare che il giovane gridasse per la piacevole sofferenza, Don Matteo gli chiuse la bocca con la mano, ricevendo dei morsi leggeri di approvazione.
Con le mani sui fianchi del ragazzo, il prete cominciò a penetrarlo ritmicamente e in poco tempo lo portò all'orgasmo e a una lieve sborrata sulla scrivania.
Prima di venirgli dentro, Don Matteo si sfilò da quel buco strettissimo e fece inginocchiare l'aspirante catechista per l'esame finale.
E dopo la sodomia il giovane si rivelò perfetto anche nel fare i pompini, con grande piacere di Don Matteo che riversò in quella bocca assetata una generosa quantità di seme denso.
Mentre il giovane si rivestiva, Don Matteo gli disse che aveva passato a pieni voti tutti gli esami e che lo avrebbe inserito nei turni dei catechisti della parrocchia.
Ma in ogni caso il novello catechista avrebbe dovuto frequentare dei corsi di aggiornamento che lui stesso avrebbe curato, così come avrebbe curato il suo buchetto posteriore.
Lo convocò quindi per il primo corso di aggiornamento il pomeriggio dell'indomani e poi lo congedò e restò solo a chiedersi come mai fino ad allora non aveva pensato di godere anche quel tipo di particolare piacere.
Ma come si sa, le via del signore sono infinite e c'è sempre tempo per pentirsi e fare nuove esperienze carnali e spirituali.
Continua
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