martedì 15 luglio 2025

Mara lo sa

Mara lo sa che il suo nome è associato a donne o ragazze dalla femminilità molto accentuata, disposte fin dalla giovane età a qualsiasi esperienza sessuale anche con persone non coetanee.
Ha iniziato a 13 anni col vecchio gelataio che in estate apriva la baracchina di fronte al municipio e alla scuola che frequentava e che le regalava dei coni molto succosi.
Mara entrava volentieri nel retro della gelateria dove l'anziano porco teneva i freezer più grandi in cui riponeva i semilavorati che poi diventavano gelati.
D'estate quello era un luogo fresco ed era perfetto per attività calde come la masturbazione o la fellatio che Mara aveva imparato a eseguire alla perfezione.
Il vecchio gelataio le aveva insegnato a fare tutto, dall'inizio alla fine, con perizia e dedizione, cominciando dallo sbottonargli i calzoni e arrivando alla pulizia del pene post eiaculazione.
Già la seconda volta Mara si era esibita in un perfetto pompino dopo aver esitato soltanto un poco ad abbassare la zip e a portare alla luce l'erezione del vecchio maiale.
- Bevilo tutto - era stata l'esortazione la prima volta che l'uomo glielo aveva messo in bocca e vi aveva riversato il suo seme copioso e antico.
Quando sborrava, il vecchio gelataio grugniva come un porco allo scanno e Mara faticava a tenere in bocca quel pene sussultante ma ci riusciva e ogni volta con maggior facilità.
Mara ingoiava il pene e il liquido caldo e viscido che ne usciva e come regalo lui le donava un cono pieno di gelato all'amarena, dolce come piaceva a lei.
Un sapore perfetto dopo l'acre gusto del cazzo poco pulito  del vecchio e del seme di cui, per quanto si fosse abituata, faticava ad apprezzare il sapore.
Il vecchio gelataio ha tirato le cuoia qualche tempo fa e Mara per un po' si è data la colpa, credendo che il funereo evento sia stato causato dalle sue arti orali.
Non ci ha messo molto a trovare un sostituto nel gestore del bar del paese per il quale ufficialmente svolge qualche consegna o va a fare spesa.
Quando la moglie del vecchio barista nel pomeriggio va a casa a riposarsi, Mara si fa viva e il suo nuovo, vecchio amante se la gode allegramente.
Lo chiama amante perché a differenza del gelataio, anche se è suo coetaneo, non si limita a metterglielo in bocca e a eiaculare tra le sue labbra.
Già la prima volta che è venuta al bar e ha accettato le avances del vecchio, lui l'ha sodomizzata nel bagno, davanti allo specchio sul lavandino.
Incurante delle sue grida di dolore l'ha sverginata in modo da non correre il rischio di metterla incinta e Mara dopo un po' ha gradito, seppure soffrendo.
Il guaio o la fortuna di Mara è che adora quel tipo di rapporti sordidi che la morale comune etichetta come anormali ma se una volta il suo premio era un gelato ora che è diventata donna il suo desiderio è solo di provare piacere. 
E l'altro vecchio porco che ha trovato sulla sua strada, malgrado sia anch'egli di età molto avanzata, è capace di farla godere a lungo e intensamente, anche se al prezzo di un po' di sofferenza.
Il vecchio barista non ha mai cercato di cogliere la sua verginità vaginale per timore di provocare dei disastri ma non ci ha sicuramente rimesso quando ha deciso di penetrarla solo da dietro. 
Nello stesso tempo Mara si rende conto che in questo modo preserva la sua cosiddetta integrità, sempre dal punto di vista della morale comune, per colui che si innamorerà di lei o che sarà l'uomo della sua vita.
Ma è così giovane che tutto quello che desidera in questo momento è soddisfare le sue bramosie animalesche di femmina in perenne calore e non è ancora interessata a qualcuno che la soddisfi e la ami nello stesso momento.
Ricorda ancora con molto piacere la prima volta in cui il barista l'ha portata in bagno e l'ha iniziata alla sodomia mentre lei tremava tutta come una foglia nel vento. 
Si aspettava che l'uomo ripetesse le stesse gesta del gelataio ma questi non si è accontentato della sua bocca, seppure già molto esperta. 
Quella dolorosa esperienza le ha insegnato che il piacere è qualcosa che non è riservato solamente all'uomo e da allora Mara esige di godere allo stesso modo dei suoi amanti. 
Sì perché a Mara spesso capita di essere abbordata da uomini di qualsiasi età, attratti dalla sua avvenenza e dai suoi modi di fare molto amichevoli.
E non disdegna certo rapide avventure con atti sessuali consumati in macchina o in qualche camera d'albergo ma sempre riservando il suo fiore più prezioso a qualcuno che ancora non ha incontrato. 
Mara lo sa che il suo nome è quello di una ragazza che gli uomini definiscono troia o puttana, non solo mentre sono a letto con lei o mentre la stanno sodomizzando nel bagno di un bar davanti allo specchio.
Ma non le interessa ed è disposta a sopportarlo, perché sa che quello è il prezzo di vivere la sua vita come desidera e non come vorrebbe la morale comune.
END

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