martedì 29 luglio 2025

Lisa e Marco Tre

La gente del paesino guardava Marco con sempre meno sospetto visto che ora sapevano chi era e sapevano che era un buon operaio, anche se non dimenticavano mai di fargli notare il colore troppo scuro della sua pelle. 
Marco sapeva bene che Lisa a suo tempo si era impegnata col partito dei razzisti padani e poi italiani ma d'altra parte doveva fare buon viso a cattivo gioco, specialmente ora che lei sembrava molto ben disposta nei suoi confronti.
E quando le dita di Lisa trovarono il suo pene durissimo nascosto sotto la tuta da lavoro che ancora indossava, pensò che in fondo il gioco non era poi così cattivo e lasciò che lei toccasse con mano la sua eccitazione.
La bocca di Lisa gli sfiorava il collo mentre stringeva con forza il suo cazzo e gli regalava dei brividi mai provati prima, e così restò immobile mentre lei gli sbottonava la patta. 
Si rese conto malgrado fosse molto eccitato in quel momento che non era proprio in condizioni igieniche perfette visto che era dal giorno prima che non si faceva una doccia.
Di solito terminato di lavorare correva a casa e restava un quarto d'ora sotto l'acqua calda a insaponarsi per togliersi di dosso l'odore dell'officina ma Lisa non parve preoccupata dal suo forte odore di maschio operaio sudato. 
Nemmeno si tirò indietro quando le sue narici aspirarono il profumo acre del suo pene e neanche quando le sue labbra accarezzarono la cappella assaggiando il forte sapore del suo cazzo non pulito.
Lisa si ritrovò tra le mani un sesso nero come quelli che aveva sempre sognato da quando era una ragazzina, lungo, grosso e con il glande turgido e lucido che sembrava un occhio rosso che la guardasse.
Fece tutto lei e dopo averlo liberato dalla gabbia, lo accolse tra le labbra, lasciando che Marco si spingesse nella sua bocca fino in in gola, iniziando a stantuffare su e giù e regalandogli un pompino da manuale.
Marco riuscì a resistere per minuti che gli parvero interminabili ma poi, sopraffatto da quella bocca calda e vellutata, si arrese e scaricò nella gola di Lisa una sborrata copiosa e densa.
Lisa da parte sua lasciò che il ragazzo tremante sotto la sua bocca eiaculasse e si svuotasse completamente prima di inghiottire quel nettare salato, di cui non ricordava quasi più quanto fosse dolce il sapore.
Non le fu facile perché dalle palle di Marco scaturì una cascata di seme così abbondante che faticò a contenerla in bocca ma alla fine, dopo aver ingerito quel latte caldo, gli ripulì perfettamente il pene da ogni traccia di seme.
Lisa aveva pensato che doveva scaricare in anticipo la tensione di Marco e per questo lo aveva voluto nella sua bocca e fatto esplodere quasi subito. 
Ora che le sue palle si erano svuotate, il suo pene era rimasto eretto e durissimo e toccava a Lisa ricevere la sua parte di piacere, così si spogliò davanti agli occhi deliziati di Marco e poi andò a sedersi su quel trono di carne d'ebano.
Marco trovò che la donna, a dispetto dell'età fosse davvero bella e attraente e in ogni caso l'alcool cancellò ai suoi occhi ogni difetto possibile e anzi, quel grande seno leggermente cascante lo eccitò da morire.
Come amazzone Lisa si dimostrò davvero abile, cavalcando il pene di Marco e arrivando ad avere un orgasmo cosmico nel giro di qualche minuto, tanto era la voglia che aveva sepolto dentro di sé da almeno trenta anni.
Soltanto per un attimo pensò che avrebbe dovuto vergognarsi, lei ormai una sessantenne vecchia e bolsa, farsi chiavare da un giovanotto che aveva quasi 40 anni in meno.
Ma l'estasi a quel punto la stava travolgendo e i suoi pensieri corsero in altre lande e lasciò che il piacere torbido e intenso attraversasse il suo corpo come una mareggiata di maestrale. 
Continua 

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