Nei due bagni della fabbrica aveva installato di nascosto delle piccole telecamere cinesi acquistate su Alibaba che erano collegate al suo cellulare e con quelle teneva sotto controllo gli operai.
Così aveva scoperto che Marco aveva un pene di dimensioni proporzionali al suo metro e novanta di altezza e che il ragazzo senegalese stava al bagno giusto il tempo per fare pipì.
Inoltre non fumava e non perdeva tempo neanche con la scusa di farsi una paglia, come quasi tutti i suoi colleghi italiani che invece si assentavano con ogni tipo di scusa dal posto di lavoro.
Dal giorno della sua scoperta Lisa aveva sentito ravvivarsi dentro la fiamma della passione per gli uccelli d'ebano e si rammaricava che Marco andasse al bagno così poche volte e per troppo poco tempo.
Aveva ripreso a masturbarsi spesso, usando come benzina sul fuoco della sua eccitazione i video di Marco mentre faceva pipì e talvolta lo faceva anche in fabbrica, nel suo bagno personale, in diretta con lui che sgocciolava.
Una sera che sentiva più di altre la voglia di avere dentro di sé il pene nero e grande di Marco, gli chiese di fermarsi dopo l'orario di lavoro perché voleva parlargli e il ragazzo accettò senza problemi.
Avvisa la tua famiglia che farai tardi, gli disse Lisa senza dargli altre spiegazioni e il giovane prese il cellulare e chiamò la madre, dicendole che quella sera avrebbe cenato fuori.
Alla parola cena, Lisa pensò che forse poteva invitarlo a casa e offrigli qualcosa da mangiare, oppure ordinare una pizza o qualcosa di buono e si sorprese per quella pazza idea che le era venuta, di invitare un ne*ro a casa.
Di certo non poteva portarlo in trattoria e farsi vedere che cenava sola con un dipendente e senegalese per giunta, così optò per ordinare due pizze e farsele portare direttamente in azienda.
Marco fu sorpreso dall'offerta di Lisa ma accettò sentendosi stranamente eccitato al pensiero di trascorrere la serata con la sua datrice di lavoro e divorò la sua quattro stagioni in un lampo.
Lisa tirò fuori dal frigo nel suo ufficio un paio di bottiglie di Berlucchi che teneva lì da troppo tempo, le fece stappare a Marco e con quello annaffiarono le pizze, finendo in brevissimo tempo pizza e spumante.
Dopo cena erano entrambi piuttosto brilli, visto che non erano abituati a consumare alcolici e Lisa si sentì abbastanza coraggiosa da osare un approccio con quel bel ragazzo che aveva davanti.
In effetti l'alcool, unito all'eccitazione che sentiva ribollire dentro, ebbe anche l'effetto di neutralizzare il suo razzismo (non troppo) latente e le fece dimenticare il colore della pelle di Marco ma non certo che tra le gambe avesse un gran paletto di carne.
Dopoquella cena alcoolica, Marco con le gambe che gli tremavano andò a sedersi sul divano nell'ufficio di Lisa e capì che la sua titolare aveva intenzioni serie nel momento in cui gli si sedette a fianco, così vicina che le loro gambe si toccavano in continuazione.
Stordita dallo spumante che aveva mandato giù, Lisa provò a sedurlo appoggiando la mano sulla coscia di Marco che sentì il pene diventare duro gonfiare mutande.
Nello stesso tempo la bocca di Lisa era così vicina alla guancia di Marco che lui sentì chiaramente il profumo del suo alito alcoolico che sapeva di spumante ma restò fermo dov'era, immobilizzato da quella mano così vicina alla sua erezione.
In quel momento Lisa cominciò a interrogarlo sulla sua vita sentimentale e il ragazzo ammise che malgrado fosse davvero un bel giovane, una vita sentimentale praticamente non l'aveva.
D'altra parte le ragazze del luogo avevano una mentalità non molto diversa da quella razzista più o meno consapevole di Lisa e tendevano a tenerlo alla larga e per trovarne una di mentalità più aperta, avrebbe dovuto andare nella grande città vicina e non nel loro paesino di provincia.
Solo che per andare nella città vicina avrebbe avuto bisogno di un'automobile che ancora non era riuscito a comprarsi con i risparmi del suo lavoro, visto che con lo stipendio aiutava sia la famiglia del padre e della madre che quella dei nonni in Senegal.
Avrebbe potuto farsi prestare la Punto di suo padre ma si era fatto un punto d'onore di guadagnarsela col suo lavoro e prima o poi sarebbe riuscito ad avere un'automobile tutta sua.
Così passava il suo pochissimo tempo libero in paese, insieme a qualche amico italiano di mentalità aperta e a qualche altro ragazzo di origine Africana come lui stesso.
Continua
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