martedì 8 luglio 2025

Il Commissario Montalbano 2 (Adelina)

Adelina come ogni martedì si presentò a casa del Commissario puntualissima, alle dieci in punto del mattino, con la sporta piena di arte culinaria che Montalbano adorava e che lei gli preparava amorevolmente.
Aprì la porta e sicura di essere sola, andò in cucina a sistemare nel frigo i piatti che aveva preparato a casa sua, poi aprì le imposte per arieggiare la casa in ogni stanza, lasciando per ultimo il bagno.
Ovviamente la camera da letto di Montalbano era una specie di campo di battaglia, anche se le due biondine tedesche se ne erano andate da qualche giorno e Livia non era ancora scesa a Vigata da quando il Commissario l'aveva vista l'ultima volta.
Adelina tranquillamente aprì la porta del bagno e si trovò davanti il Commissario nudo, con una erezione in bella vista, puntata verso di lei.
La donna rimase immobile, a bocca aperta davanti a quello spettacolo della natura di cui aveva sentito solo parlare e i suoi occhi parevano avere una loro volontà e rimanevano puntati sulla cappella turgida di Montalbano.
Anche il Commissario restò immobile di fronte alla donna che da anni ormai faceva le veci di una moglie che pensava a pulirgli la casa, i vestiti e a fargli mangiare i suoi manicaretti preparati sempre con grande cura e perizia.
Ma ora lei era lì, davanti a lui, gli occhi incollati al suo pene che faceva quell'effetto a qualsiasi femmina dai sedici agli ottant'anni.
Adelina di anni ne aveva una sessantina d'anni, era sposata e aveva due figli disgraziati che vivevano di furti e spesso erano ospiti delle prigioni italiane, grazie proprio al Commissario che li aveva arrestati più volte nel passato.
Fisicamente era una specie di Giunone, mora, gran seno, gran culo e cosce carnose mentre Montalbano era abituato ultimamente a donne del tipo nordico, bionde e dal fisico da modella come Livia ad esempio.
Eppure la sua erezione che non si decideva a sgonfiarsi gli stava dicendo che in fondo Adelina non era poi così male, specie quando era da una settimana che non toccava una donna.
Quel mattino si era svegliato tardi perché la notte era stato in piedi per servizio e non avrebbe dovuto essere a casa a quell'ora, quindi niente nuotata all'alba e ora il suo pene richiedeva attenzione.
Fosse stato da solo si sarebbe masturbato, magari guardando filmati e foto che le biondine tedesche avevano realizzato mentre erano a letto con lui e poi gli avevano inviato o le foto che aveva scattato a Livia senza il suo consenso mentre era nuda o quando facevano l'amore.
Ma ora Adelina era lì che lo guardava con le gote arrossate ma senza scappare via, immobile come se avesse visto un mostro però affascinante, invece che il suo cazzo.
Il Commissario fece cenno ad Adelina di avvicinarsi e toccare con mano quello che deliziava i suoi occhi e la donna avanzò e glielo strinse, con decisione e naturalezza.
Montalbano respirò a fondo, chiuse gli occhi mentre Adelina lo masturbava e poi posò la mano sul capo della donna che si chinò a baciargli la cappella turgida e lucidissima.
Per quanto non avesse mai avuto rapporti sessuali se non col marito, sapeva bene cosa fare per fare felice un uomo e le sue labbra si posarono dolcemente sul pene di Montalbano.
Il Commissario mugolò di piacere a quel contatto e accarezzò la testa di Adelina spingendosi in avanti, per farle capire che voleva che glielo prendesse tutto in bocca e la donna lasciò che quello splendido sessi scivolasse nella sua gola.
Ma il Commissario non era interessato solo a un rapido piacere e dopo aver constatato che Adelina era ormai tutta sua, la fece rialzare e senza perdere altro tempo la portò davanti allo specchio sul lavandino.
Adelina vi si appoggiò mentre il Commissario le sollevava il vestito e abbassava le mutandine e in pochi istanti glielo spinse nel culo, cercando a fatica di trattenere la brutalità a cui Livia era abituata.
Adelina gridò, addolorata e sorpresa ma il Commissario, ancora più eccitato, si lasciò andare e la penetrò ruvidamente e a fondo.
Per fortuna la sua sofferenza fu rapida e sostituita in pochi istanti da un piacere lancinante che la fece tremare e gridare in dialetto che stava godendo.
Montalbano sentendola passare da uno stato di dolore a quello di piena estasi, non riuscì a controllarsi e venne quasi in contemporanea, riversando il suo caldo seme nello strettissimo buco di Adelina.
Restarono per un po' uniti, dopo l'orgasmo, fino a quando il pene del Commissario decise che era ora di rilassarsi e scivolò via da quel buchetto umido, caldo e assai accogliente.
Adelina tremando si guardò allo specchio e vide l'espressione di una donna finalmente sazia dopo un lungo periodo di digiuno e disse ad alta voce che le scappava la pipì.
Il Commissario la prese gentilmente per le spalle e la fece sedere sul vaso affinché potesse espletare quella funzione ma poi avvicinò la cappella bagnata di sperma alle labbra di Adelina che comprese e lo ripulì dalle tracce di umidità maschile.
Fatta pipì e lucidata la cappella del Commissario, Adelina si rialzò sempre un po' tremante, si sistemò le mutandine e guardò Montalbano con gratitudine e in cambio ricevette un sorriso di gratitudine.
Siccome il Commissario doveva vestirsi per andare al lavoro, Adelina si trattenne dal saltargli al collo e dirgli che da quel momento, nel novero delle sue arti culinarie, avrebbe sempre compreso la sodomia, per la quale era molto tagliata.
Quando Montalbano fu uscito, Adelina riprese a fare le pulizie, poi fece il bucato e attese che la lavatrice terminasse per stendere i panni, prima di tornare a casa.
E mentre era seduta finalmente a riposare sul sofà nel caldo pomeriggio, la sua mente inizio a ricordare i particolari intimi di quella mattinata piacevolissima.
Le sue dita scivolarono dentro le mutandine e dopo qualche carezza si regalò un altro orgasmo, intenso e dolce ma che nulla aveva a che fare con quello dovuto al pene del Commissario che la sfondava.
Si disse che doveva avere pazienza fino a giovedi, quando doveva tornare alla villetta sul mare per un'altra giornata di pulizie ma stavolta era decisa ad arrivare presto, per essere sicura di trovarci Montalbano e soprattutto il suo meraviglioso cazzo.
END

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