venerdì 19 giugno 2026

La Passione di Mamma

Oddio che fai, sai che divento tutta rossa, mamma prova a respingermi senza alcuna convinzione e quando glielo faccio sentire contro il suo bel sedere, diventa ancora più rossa in viso ma non fa nulla per impedirmi di strusciarmi contro di lei.
Sono appena uscito dalla doccia, bello e profumato, ho dovuto fare tutto da solo perché lei non vuole più venirci con me ad aiutarmi e ancora meno a controllare la mia igiene intima. 
Dai mamma, mettiamolo dentro, le sussurro sapendo che sta ribollendo di voglia ed è quello che facciamo insieme, un po' aiutandoci e un po' ostacolandoci a vicenda ma intanto la sua gonna è risalita sulle cosce e le mutandine sono scese.
Oddio mamma che voglia che ho, sussurro al suo orecchio, e mamma con la sua mano mi afferra e con dolcezza mi conduce all'appuntamento con la sua fica.
Chinata in avanti sulla cucina lascia che io mi spinga contro il suo bel culone e la penetri con un po' di difficoltà ma finalmente sono stretto nel guanto caldo tra le sue cosce.
Mentre alterno le spinte, una più violenta e una più dolce, le sfilo la maglia e scopro le sue tette, sulle quali non indossa mai un reggiseno.
Gliele afferro, una per mano, gliele strizzo e mamma rantola felice per quel ruvido trattamento che fa da corollario al mio pene che scorre dentro di lei.
Aderisco al suo corpo posando le labbra tra la spalla e il collo, baciando e mordendo piano la sua pelle delicata e sussurrandole complimenti da innamorato.
Mamma sei fantastica, e in effetti le sensazioni che avverto intorno al pene stretto nella dolce morsa della sua fica sono meravigliose.
Sono una troia, risponde lei che si sente doppiamente colpevole, sia per il tradimento verso mio padre che verso dio, la famiglia o chissà che cosa, perché pensa che l'incesto sia peggio che le corna del marito.
Si, lo sei, penso senza trasformare i pensieri in parole, non ora, anche se prima o poi riuscirò a dirle sconcezze mentre la chiavo perché so che in fondo la eccita sentirsi chiamare troia o puttana.
Sarà per quello che sto pensando o perché sono un po' distratto che il cazzo sguscia via dalla fessura bagnatissima di mamma e nella foga di rimetterlo dentro sbaglio buco.
Mamma grida ma con mia sorpresa, non sua effettivamente, entro anche lì e senza alcuna fatica, come se il suo buchetto non aspettasse altro o si fosse schiuso durante l'amplesso a pecorina.
Lei grida nel culo no, ma non perché stia soffrendo, me ne rendo conto ora che dopo i primissimi colpi sembra in estasi assoluta, gemendo come mai prima.
Immagino che come per il tradimento e l'incesto, anche la sodomia sia uno di quei peccati per cui la sua coscienza vada in tilt, lasciando però che la voglia e il piacere prendano il posto della ritrosia.
Per il senso di colpa ci sarà tempo più tardi, intanto approfitto anche di quello stretto pertugio per farla godere e per godere dentro di lei.
Amore no nel culo, no, continua a ripetere anche dopo che i tremori dell'orgasmo si sono affievoliti e il suo respiro è tornato quasi normale.
Voglio sapere, le dico con un tono padronale, perché nel culo no e tutto o quasi il resto si, perché finora non lo hai preso in bocca...
Mamma sorride, amore sei mio figlio, il mio bambino, lo sai che queste cose non si fanno, sono peccato mortale, e mentre lo dice penso alla faccia che farà Don Babbeo o come si chiama, il suo confessore.
Mamma va in chiesa due volte alla settimana, la domenica alla funzione e il sabato a confessarsi e quando racconterà tutti questi peccati insieme immagino che il prete si ecciterà a bestia.
Però non mi importa che lei sia un po' beghina, l'importante è che malgrado la sua ritrosia, indipendentemente da cosa sia dettata, si conceda come oggi.
E che prima o poi mi lasci anche venire tra le sue labbra, perché qualcosa mi dice che oltre a essere brava nella fellatio, non le dispiaccia nemmeno il sapore della sborra.
END






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