Non avevo mai visto la signora Cinzia così, e dire che con suo figlio siamo amici da tanto tempo e frequento spesso casa sua ma così sexy non si era mai vestita.
Probabilmente ha riesumato il reggicalze e quel vestito cortissimo che risale lungo le sue gambe lasciandomi una ampia visione delle sue cosce.
Perdonami, è stata colpa mia, avrei dovuto avvertirti che mio figlio non avrebbe potuto uscire stasera, si era tanto raccomandato.
Sorride quasi beffarda con quelle scuse che suonano fasulle a un chilometro ma se l'ha fatto apposta, non mi dispiace proprio per nulla dato che riesco anche a vedere che ha le mutandine rosa carne e il mio pene è durissimo da quando sono arrivato e l'ho notato.
Lei e io soli, Cinzia una attempata signora oggi in pensione con un ragazzo nemmeno ventenne che ha deciso di sedurre, con una erezione pronta nei pantaloni.
Cinzia non è bellissima, il suo viso è ancora giovanile ma non è mai stato bellissimo, eppure la trovo carina, saranno quelli occhiali vintage o il sorriso timido.
Con me è sempre stata molto gentile e come amico del figlio devo piacerle ma oggi quel suo mostrarsi ha un segno molto diverso, quello delle premeditazione.
Quanto ci avrà pensato, come avrà curato i particolari, avrà tramato per ricevermi da sola, senza marito e senza il figliolo tra i piedi o l'occasione si è creata al momento?
Le è bastato fingere di dimenticarsi di avvertirmi ma poi si sarà offerta lei di farlo, ben sapendo che non avrebbe mai chiamato il mio numero per dirmi che quella sera il figlio non sarebbe stato presente?
Non che abbia molta importanza ora che sono seduto in poltrona di fronte a lei che esibisce le gambe e mi regala la visione del triangolino magico delle sue mutandine lasciandole aperte.
Quel suo toccarsi i capelli mentre sorride sorniona mi segnala la sua intenzione di passare una serata diversa dal solito, con una persona diversa dal solito.
Perché non mi porti fuori a mangiare qualcosa, mi chiede rinunciando al sorriso e con una serietà che non mi aspettavo in questo momento.
Con suo figlio avremmo dovuto andare in pizzeria ma visto che mi ha dato buca perché non andarci con sua madre e vedere di passare una serata un po' meno noiosa, con una casalinga pensionata.
Sono già pronta sai, mi dice aggiungendo che lei non è una di quelle donne che perde tempo a vestirsi e a farsi bella ma forse io non colgo il doppio senso e qualche minuto dopo siamo in macchina, diretti verso il locale.
La Signora Cinzia non rinuncia a mostrarmi le cosce nemmeno ora che è seduta al mio fianco e devo dire che fatico a mantenere la concentrazione sulla strada.
Il cameriere mi riconosce e resta stupito nel vedermi in compagnia di una signora che potrebbe essere mia madre, per cui non ho nessun problema a raccontargli che stasera, invece del mio più caro amico, mi sono portato dietro la mamma.
Immagino che il suo stupore sia dovuto non solo al fatto che la mia compagnia è un po' diversa questa sera ma anche perché avrà notato lo stacco di cosce che la Signora Cinzia esibisce con disinvoltura.
C'è poco da fare, quello che ho notato io lo notano anche i camerieri e gli avventori che in quel momento sono nella pizzeria e devo ammettere che quelle gambe scoperte distolgono l'attenzione dal viso non proprio bellissimo.
Per me è un po' diverso perché ce l'ho di fronte e perdo quel panorama scosciato che è stato sotto i miei occhi fino a poco fa e in macchina la tentazione di mettere una mano tra quelle cosce è stata forte.
Fortunatamente il cameriere malgrado siamo in confidenza, visto che sono cliente da molto tempo, non osa fare qualche battuta sulla "ragazza" che mi accompagna.
Mentre aspettiamo la Signora Cinzia mi chiede dov'è il bagno perché ha bisogno di fare un goccio di pipì, così mi alzo e le faccio strada.
Per favore potresti rimanere sulla porta, mi chiede visto che all'interno non c'è una chiave o un chiavistello con cui impedire che qualcuno entri mentre lei è lì dentro, impegnata nella minzione.
Mi metto di spalle alla porta che lei accosta ma non so quanto consciamente non del tutto, lasciando uno spiraglio verticale nel quale non riesco a non buttare gli occhi, sperando che non se ne accorga.
La gonna è completamente alzata sui fianchi e le mutandine sono ai suoi piedi mentre si concentra per fare pipì ed è una visione che mi eccita ancora di più di quello che già sono.
Mi giro un attimo prima che Cinzia si accorga del mio sguardo e aspetto che finisca, ascoltando i rumori dello scarico e poi dell'asciugamani elettrico.
Quando esce dal bagno il suo è uno sguardo misto di malizia e gratitudine per aver fatto il palo e mi sorprende quando afferra la mia mano e mi trascina verso il nostro tavolo.
La sua mano è calda e mi stringe saldamente, trasmettendomi una sensazione piacevole di sicurezza che io interpreto come un semaforo verde per dopo, mentre la riaccompagno a casa.
La Signora Cinzia è appoggiata allo schienale con la testa girata verso di me che mi guarda sorridendo e in attesa che io mi decida a prendere l'iniziativa.
Quando metto la mano sulla sua coscia lei divarica immediatamente le gambe, confermando che non aspettava altro che il suo cavaliere la toccasse intimamente.
Sospira forte, come per dirmi che era ora che mi decidessi a controllare il fuoco che arde sotto le sue mutandine che quando accarezzo trovo completamente bagnate.
Spingo la mano contro quella collinetta carnosa che sporge sotto il tessuto dello slip e Cinzia comincia a fare le fusa, spingendosi a sua volta contro le dita che la stanno ispezionando.
Gemendo silenziosamente mi invita ad andare oltre, a toccare direttamente la sua fica calda e disponibile in cui infilo due dita che affondano senza difficoltà.
Mugolando come una cagna in calore Cinzia mi implora di continuare e di farla venire perché sente l'orgasmo molto vicino e che qualche istante dopo esplode, in maniera bollente e intensa.
Gli istanti dopo quel piacere improvviso ed esplosivo la lasciano sconvolta a cercare di recuperare il respiro e quando cerco di togliere la mano lei me lo impedisce ma per fortuna ho il cambio automatico.
Vuole che io lasci quelle dita dentro la sua fessura, forse perché teme che io mi possa pentire di quello che stiamo facendo e lei non vuole tornare a essere solo la madre del mio più caro amico.
La Signora Cinzia in questo momento mi sta dicendo silenziosamente che vuole essere la mia amante o perché no anche la mia troia e che devo stare dentro di lei.
Parcheggio sotto casa sua mentre lei si è un attimo ripresa e sembra tornata la Signora Cinzia di poco prima, col sorriso malizioso ma non ancora a gambe aperte.
Vuoi salire, mi chiede sperando che accetti perché l'orgasmo di poco prima non è certamente stato sufficiente a saziare la sua fame, malgrado abbia goduto intensamente.
Mio figlio non tornerà prima di domani sera e io sono sola e se vuoi approfittare di me, sarò molto felice di accoglierti nel mio letto, mi sussurra speranzosa.
Prendo il cellulare e chiamo mamma raccontandole una bugia a fin di bene o meglio di pene, resto dormire dal mio amico e naturalmente mamma non ha niente da obiettare.
Certo se sapesse che sto per infilare l'uccello nella fica della Signora Cinzia che è sua coetanea, non so se sarebbe felice ma a questo penserò eventualmente se dovesse venirlo a sapere.
Intanto appena dentro casa Cinzia mi abbraccia e comincia tra noi la gara a baciare e a spogliare l'altro e qualche minuto dopo siamo sul letto avvinghiati e la sua mano esperta guida il mio pene dentro di lei.
END
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