Allora non avevo una ragazza e nemmeno frequentavo una compagnia mista, per cui per forza di cose accettai l'invito di un ex compagno di scuola e del suo gruppo di amici che più o meno conoscevo.
Il mio amico si raccomandò di non dire a mia madre e a nessuno dove si sarebbe svolta la festa e il perché lo avrei imparato a mie spese quella notte.
Vivevo con mamma perché papà era sempre in giro per il mondo per lavoro, non avevamo grazie a lui problemi di soldi e mamma era tornata ad essere una ragazzina libera di fare quello che le pareva.
Ragazzina nel senso che si era data alla caccia al maschio e ogni tanto ne trovavo qualcuno in giro per casa, in realtà mamma mi aveva avuto tardi, quasi a quarant'anni, in zona Cesarini.
A quasi sessanta era ancora bellissima, specie per me e riusciva ad attrarre senza fatica uomini molto più giovani di lei e persino dei miei coetanei che la bramavano apertamente.
La sera del 31 il mio amico passò a prendermi con la macchina che gli aveva appena comprata il padre, fresco di patente ma per fortuna molto attendo e prudente al volante.
La festa doveva iniziare un paio d'ore prima della mezzanotte e più o meno alle 22 entrammo dal cancello di una bella villa sui colli dove già altri attendevano.
Mi aspettavo la solita storia, roba da mangiare e ancora di più da bere, qualche spinello perché non eravamo un gruppo da roba pesante e musica ad alto volume.
Avevo tirato fuori un po' di soldi per finanziare la festa proprio come tutti gli altri invitati e devo dire che la roba da mangiare era buona e ancora meglio quella da bere, champagne compreso.
Andando a quel tipo di festa da anni, la mia speranza era che la colonna sonora fosse decente e fui accontentato da chi doveva scegliere cosa ascoltare tutti quanti.
Fortunatamente, malgrado il rumore e la musica a tutto volume, mi accorsi che mamma mi stava chiamando, trovai un punto in cui c'era campo e un po' di silenzio e la richiamai, visto che non ero riuscito a risponderle in tempo.
Anche lei doveva essere in un posto rumoroso grazie anche alla musica perché faticammo a parlarci e a sentirci ma alla fine ci riuscimmo.
A mamma avevo raccontato che avrei passato l'ultimo dell'anno come quello precedente, a casa di uno che però abitava da tutt'altra parte, nella bassa verso Ferrara e lei ci aveva creduto.
Invece lei mi aveva detto di essere stata invitata dal solito gruppo di amici che si era fatta da quando si era separata da mio padre che in quel momento era negli USA, chissà cazzo dove ma che di sicuro mi avrebbe chiamato al mattino per farmi gli auguri per il nuovo anno, come faceva sempre da quando se ne era andato.
Salutai mamma rassicurandola che non avrei bevuto molto e che il mio amico era molto prudente in macchina ed era vero, e che se al mattino fosse stato ubriaco, avrei chiamato un taxi per tornare a casa e con lui non sarei salito.
In effetti era quello che avevo pensato di fare perché sicuramente il mio amico avrebbe fatto il pieno di alcool e spinelli durante la festa e al mattino difficilmente sarebbe stato in grado di guidare in sicurezza fino a casa sua, figuriamoci alla mia ma di certo non mi limitai col bere.
Comunque lui lo persi di vista e andai in giro per la villa ascoltando una buona colonna sonora, mangiando discretamente e bevendo più che altro e verso mezzanotte ero brillo ad alzare un altro calice al nuovo anno che arrivava.
Insomma sembrava la solita cosa, quando verso l'una, mentre ero quasi completamente ubriaco, il padrone di casa che conoscevo appena, disse al DJ di fermare le danze e fece un breve discorso.
Salve a tutti, disse con la voce abbastanza ubriaca amplificata in tutta la villa, in questo nuovo anno ho una sorpresa da farvi, con l'auspicio che quello che succederà tra poco, sia quello che vi accadrà per tutto l'anno.
Dopo aver pregato tutti i presenti di radunarsi nel salone più grande della villa, ci fece entrare e metterci in cerchio intorno a quello che pareva un set cinematografico, momentaneamente al buio.
Un riflettore montato a soffitto illuminava a giorno un punto preciso al centro del salone su cui avevano piazzato un folto tappeto scuro.
Ora, disse il nostro anfitrione, salutate la nostra amica, la Signora Fortuna, che ci allieterà nelle prossime ore, cambiando completamente il volto a questa festa di soli maschietti.
Sapevo che alla festa erano state invitate una cinquantina di persone, ma più della metà aveva dato forfait proprio a causa della presenza di soli maschi, perciò dovevano essere non più di una ventina quelli in circolo al mio fianco.
Col fiato sospeso restai a guardare la donna che avanzava nel buio della sala e che venne a fermarsi proprio al centro del cono di luce del riflettore, mano nella mano col padrone di casa.
Era completamente nuda, tranne i tacchi vertiginosi che indossava e si era lasciata bendare così che l'organizzatore della festa l'aveva chiamata Fortuna.
Miss Fortuna, disse, questa sera si esibirà come mai prima, felice di soddisfare una folta platea maschile, senza nemmeno pretendere un cachet.
A quanto pareva la matura Dama che aveva accettato di presenziare nuda alla festa era stata arruolata grazie a una ricerca via Internet e si trovava lì non solo a titolo gratuito ma per il proprio piacere personale, essendo fortemente esibizionista.
Caspita pensai, e come si esibirà visto che nuda lo è già, forse si masturberà di fronte a due decine di maschietti arrapati pronti a segarsi per lei ?
La realtà fu molto più benevola per noi presenti, perché il nostro anfitrione dopo averci fatti mettere tutti in fila per uno, annunciò che avevamo diritto tutti quanti a un pompino.
Quando fece questo annuncio, il mormorio nella sala divenne per qualche istante un grido di battaglia di un gruppo di giovani col pene pronto a esplodere in grazia della Signora Fortuna che inginocchiata sul tappeto, attendeva il primo fortunato.
Forza, disse il padrone di casa nel microfono, giù i pantaloni e mettetevi in fila a mezzaluna così da poter ossevare la Signora Fortuna all'opera, e aspettate il vostro turno.
Mi trovavo a metà circa della fila col pene in mano e nell'attesa guardai la Signora Fortuna alle prese col primo fortunato cazzo che fece scivolare tra le labbra.
Mentre eccitato mi masturbavo guardandola, il padrone di casa passò con un altro che gli faceva da cameriere e mi mise in mano una bottiglia di spumante da cui bevvi a collo per farmi coraggio.
Intanto il primo della fila eiaculò tra le labbra della Signora Fortuna che sorridendo sotto la benda nera, parve gradire la colata di liquido seminale discesa nella sua bocca.
Uno, due, tre, sette pompini e mi ritrovai dietro l'ottavo fortunato che proprio come gli altri prima di lui, in pochi istanti sborrò nella accogliente bocca della Signora Fortuna che inghiottì l'ennesimo cocktail di seme maschile.
In quel momento il padrone di casa arrivò con un flute di champagne che porse alla Signora Fortuna per rinfrescarsi la bocca e la gola, dopo le sette eiaculazioni appena ingerite.
Così quando arrivò il mio turno di infilarle il pene tra le labbra, trovai un fresco delizioso che mi impedì di esplodere all'istante e la costrinse ad accarezzare le mie palle gonfie per farmi venire.
Mentre il padrone di casa ripeteva nel microfono che la Signora Fortuna non si poteva toccare per nessuna ragione ma che solo lei poteva toccare noi, sborrai copiosamente nella sua bocca di velluto.
E quando lei quasi sputò fuori il mio pene per inghiottite lo sperma, questo colpì la sua benda da sotto in su, facendola sollevare e in quel momento mi resi conto di una cosa impossibile.
Anche senza incrociare i suoi occhi che rimasero nascosti dalla benda, mi resi conto che conoscevo bene la Signora Fortuna e restai sasso fermo, immobile davanti e lei, finché il tipo dietro di me non mi spinse via.
Lei invece si rimise a posto la benda e trovato un altro pene da deliziare, si occupò del decimo pompino con la stessa dedizione dei precedenti.
Ero ancora mezzo istupidito dalla scoperta quando l'amico che mi aveva accompagnato alla festa che aveva già goduto di un pompino in precedenza, si venne a congratulare con me.
Siccome ci avevo messo un po' più di lui e degli altri a godere nella bocca della Signora Fortuna, lui ci teneva a farmi le felicitazioni.
Così gli chiesi chi fosse quella donna in ginocchio a spompinare maschietti, anche se sapevo già bene chi fosse e lui mi spiegò alcune cose.
L'avevano trovata su internet, cercando una troia esibizionista, si espresse proprio così, una che non era più giovane ma che con la benda e nella luce scarsa del salone sarebbe stato difficile capire che si trattava di una sessantenne.
Una che aveva espresso l'unico desiderio di poter succhiare cazzi a profusione e bere litri di sborra calda, stavolta parole della Signora Fortuna, non del mio amico.
Che mentre lui mi spiegava, continuava a fare pompini, arrivando a venti come niente e proprio allora il padrone di casa annunciò che chi voleva, poteva servirsi ancora dei suoi servigi.
E in effetti quasi tutti quelli che si erano messi in fila per il primo pompino, si presentarono davanti a lei per il bis, tranne il sottoscritto e pochissimi altri, tutti completamente fatti o bevuti per poter avere un'altra erezione.
Verso le cinque del mattino, la Signora Fortuna era ancora a bocca piena, a deliziare giovani uomini che in cambio provavano inutilmente a dissetarla, uno dopo l'altro, senza soluzione di continuità.
Così, senza dire nulla al mio amico e al padrone di casa, uscii fuori a prendere aria e chiamai un taxi che arrivò dopo un'oretta buona, mentre dentro la villa la festa del pompino pareva dover continuare in eterno.
Arrivato a casa la sbornia mi era passata grazie a quella rivelazione e non sapendo bene che fare, mi ficcai nella doccia e poi direttamente a letto.
Non mi ero ancora addormentato che la porta della mia camera si aprì e mamma si affacciò per controllare se ero rientrato e vedendomi sotto coperta venne a sedersi sul bordo del letto.
Tutto bene amore, mi chiese con una voce tutt'altro che stanca malgrado anche lei avesse passato in piedi la notte, ti sei divertito?
Si mamma, risposi con poca convinzione, ripensando al pompino che mi ero goduto e alla scoperta di chi fosse la Signora Fortuna, esibizionista e bocchinara magnifica.
Perdonami se ti ho svegliato, disse mamma, riposati che vado anche io a letto a fare una dormitina e se ti va ti preparo qualcosa per il pranzo.
Non le risposi nemmeno e lei prima di lasciarmi si chinò a darmi un bacio umido e caldo sulla guancia, poi mi rimboccò le coperte e uscì.
Nel caso avessi avuto ancora qualche dubbio su chi fosse la Signora Fortuna, il suo bacio o meglio il suo alito all'aroma di sperma me li dissipò immediatamente.
END
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