Mamma dove vai vestita così, le chiedo mentre si guarda allo specchio in una tenuta che appare terribilmente sexy e mi accorgo che tenta di farsi un selfie, come se io non potessi accorgermene.
A quasi sessant'anni mamma è una magnifica femmina e si veste così solo per una ragione, stasera vuole uscire a caccia di maschi.
Da quando si è separata da papà che l'ha lasciata per una donna molto più giovane, ha deciso di vivere una seconda vita, quella più vera, con una se stessa più vera.
Intendiamoci, mi fa piacere che non si sia messa a struggersi per aver perso quello che sembrava l'uomo della sua vita, ma un po' di gelosia nei suoi confronti non riescono a non provarla.
Mentre le dico che è stupenda vestita in quella maniera, l'abbraccio e la stringo in modo che possa sentire la mia erezione contro il suo sedere.
Ma dai Marco cosa stai facendo, prova a respingermi ma sento da come trema che le fa piacere sentire la mia passione dura contro il suo corpo maturo.
La afferro per i seni e poso sulle labbra sul suo collo nudo, baciandola e mordendola in una zona che so essere molto sensibile e con la certezza di averle fatto bagnare le mutandine.
Giochiamo in quella maniera da quando ero un ragazzino che non riusciva a capire come mai toccandole le tette o le cosce, sentiva il cazzo diventare duro, ma comunque ne approfittava.
Mamma all'epoca non mi ha mai impedito di toccarla, perfino quando le mettevo una mano tra le cosce, per sentire quanto era calda là in mezzo.
Forse quando sono diventato più grandicello e ha visto che il mio pene era diventato come quello di un uomo, ha avuto qualche scrupolo in più ma in ogni caso non si è mai sottratta alle mie attenzioni.
Ti vesti come una puttana, le sussurro all'orecchio ma anche quel complimento così offensivo, non fa altro che vibrare ancora di più tra le mie braccia.
In realtà non è che sia poi così sconcia, certo la scollatura è ampia e la gonna è abbastanza corta sopra le autoreggenti e gli stivali fanno molto puttana sui viali ma in fondo è un sexy castigato.
Fortunato quello che troverai e che ti porterai a letto, continuo a dirle con un tono di invidia che è impossibile nascondere nelle mie parole.
Amore lo sai che amo soltanto te, tenta di difendersi, ma la gelosia è un sentimento stronzo che si accende in pochi istanti e mi porta a dirle delle cattiverie che non si merita la mia dolce mammina.
Sei una troia, lo so che ti sei vestita così per andare a farti chiavare, la insulto ma per fortuna, rendendomi conto di quello che sto dicendo, mi ammorbidisco immediatamente.
Non ha importanza, le dico, sei una donna libera e puoi avere tutti gli uomini che ti pare, scusami se ti ho detto quelle cose ma non sono riuscito a trattenermi.
Mamma che era diventata tutta rossa in viso sentendo il mio sfogo si addolcisce e prende il mio viso tra le mani, baciandomi sulla bocca, accarezzando le mie labbra con la punta della lingua.
Tesoro sai che amo soltanto te, ma ho delle esigenze e non posso chiederti di soddisfarle, perché sarebbe semplicemente un incesto.
Va bene mamma, non importa, forse è meglio che vai, le dico sorridendole con sincerità, prima che ti salti addosso e ti violenti.
Lei però vuole essere rassicurata e mi chiede se veramente non sono arrabbiato e finalmente quando riesco a convincerla che va tutto bene, mi dà un ultimo bacio e si dirige verso la porta per uscire.
Quando sento la porta a chiudersi penso che tutto quello che mi resta da fare è andare in bagno a sfogarmi, in modo da togliermi il pensiero di lei e di quello che sta per andare a fare, oltre a quello che avremmo potuto fare lei e io insieme e che non si è realizzato.
Mi dico che non avrei dovuto lasciarla uscire anche a costo di portarla di peso in camera da letto, spogliarla e chiavarla, come avevo voglia di fare e ancora desidero.
In bagno davanti al lavandino mi guardo allo specchio mentre mi smanetto e chiudo gli occhi, sognando di averla tra le mie braccia mentre il mio pene è dentro la sua fessura bollente.
Mentre sono lì che sto per venire, sapendo che si tratta di un piacere amaro e non molto soddisfacente, la porta del bagno si apre e lei entra, mi guarda e mi dice, tesoro ci penso io.
Mamma è tornata da me, probabilmente è arrivata giù alla macchina e si è pentita di avermi lasciato da solo, oppure ha pensato che aveva già in casa quello che stava andando a cercare fuori.
Non so che cosa le abbia fatto cambiare idea ma sono felice che lo abbia fatto e sia tornata e ora stringa il mio pene tra le sue dita, e mi masturbi delicatamente e che il meglio debba ancora venire.
END
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