martedì 13 gennaio 2026

Medicando Deanna

Qualche giorno fa ha nevicato abbondantemente e siccome non sono passati a ripulire le strade come si dovrebbe ora è rimasta la neve ghiacciata a imbiancare il panorama.
Il bar comunque è pieno perché le persone hanno sempre bisogno di un luogo caldo in cui ritrovarsi, anche solo per prendere un caffè e questo vale per Deanna e anche per me.
Quando sono arrivato lei era già all'interno che parlava con lo zio del più e del meno come fanno di solito, e io le ho rivolto solo un sorriso da lei corrisposto.
Da tempo la osservo quando vengo a prendere il caffè e lei è impegnata a parlare con il suo congiunto e riesco a cogliere i suoi sguardi e i suoi sorrisi. 
Ma oggi come sempre dopo aver preso il caffè pago e me ne esco cercando di non scivolare sulla neve gelata e arrivo sano e salvo alla macchina. 
Non riesco nemmeno a mettere in moto che il telefono suona e mi ritrovo impegnato in una conversazione che dura una decina di minuti. 
Il tempo in cui Deanna finisce la sua conversazione con lo zio ed esce dal bar per venire verso la sua automobile che è parcheggiata a fianco della mia. 
Purtroppo qualche metro prima di arrivare a infilare la chiave per aprire lo sportello la vedo scivolare e sbattere col sedere a terra, lanciando un gridolino di spavento. 
Esco dall'auto e vado a controllare che non si sia fatta male ma la sua prima reazione è quella di non allarmare lo zio che è rimasto dentro al bar. 
Mi spiega che è anziano e malato e se la vedesse che si è fatta male o che è caduta, probabilmente gli verrebbe qualche accidente e quindi dobbiamo fare in silenzio. 
Ma lo zio sembra non accorgersi proprio di nulla perché uscendo dal bar a sale sulla macchina parcheggiata appena fuori la porta, negli spazi riservati e parte in tromba.
Nel frattempo ho aiutato Deanna a rialzarsi e mi sembra piuttosto addolorata, per cui mi offro di accompagnarla a casa, perché non penso che riuscirebbe a guidare.
Le sue proteste non sono particolarmente convinte così riesco a farla salire e parto in direzione di casa sua che non è poi molto distante. 
Arrivati a casa l'aiuto a scendere e ad aprire la porta, così lei ne approfitta per chiedermi se voglio farle compagnia o forse perché teme che il dolore aumenti e che le venga la necessità di andare al Pronto Soccorso.
Deanna è una donna over 60 con un fisico da bambina e quando si spoglia per controllare il punto su cui è caduta Io resto a guardarla ma la bocca aperta. 
Si toglie i pantaloni e resta con le mutandine e la parte di sopra completamente vestita ma viene a mettermi il suo bel sederino sotto il naso, con la scusa di controllare se ha un bozzo.
Si stende sul suo divano a pancia sotto e mi invita a controllare la zona che le duole, così posso godermi le sue belle curve che normalmente sono sottolineate dai pantaloni che indossa quasi sempre.
Le chiedo se posso abbassare un po' le mutandine che coprono in parte la zona arrossata lì dove parte il solco che scende tra le sue natiche rotonde. 
Forse sarebbe meglio toglierle, mi dice Deanna facendo nascere in me il sospetto che si stia divertendo come una bambina a mostrarmi quella parte nuda del suo corpo. 
Non arrivo a tanto ma infilando le dita ai lati sotto l'elastico e sfiorando la pelle dei suoi fianchi, le scosto quel tanto che basta per osservare l'arrossamento.
Le confermo che la parte su cui ha sbattuto è molto arrossata e probabilmente potrebbe gonfiarsi se non mettiamo il ghiaccio, così Deanna mi prega di andare nel freezer a recuperare una tavoletta gelida.
Quando torno la avvolgo in un fazzoletto e la poso appena sopra il suo delizioso sederino che resta completamente visibile ai miei occhi deliziati. 
Devi stare così almeno un quarto d'ora, le comunico con la voce più neutra possibile, malgrado la visione delle sue natiche nude mi turbi abbastanza. 
Per i dieci minuti successivi facciamo quella conoscenza che non abbia mai fatto in tutto il tempo da quando ci incontriamo al bar al mattino, quando lei continua a parlare con lo zio e io prendo il caffè, dopodiche me ne vado, magari lanciandole un sorriso timido. 
Guarda che non ti mangio mica, mi dice Deanna girando la testa verso di me regalandomi un bel sorriso, ma a quanto pare siamo riusciti a fare conoscenza lo stesso.
Già, le confermo e poi le chiedo se ha una crema da spalmare sul parte arrossata ora che il ghiaccio ha impedito che si gonfi, qualcosa che le attenui un po' il dolore.
Deanna mi manda a prendere il Voltaren e quando torno da lei mi invita a togliere la tavoletta dal suo sederino e a spalmaglielo, sempre con quella espressione birichina che la caratterizza.
Potresti scaldarmi che quella roba è gelata, mi chiede, e io non trovo altro da fare se non posare le mie mani calde sul suo sedere e godere i suoi sospiri quando quel contatto la riscalda e non solo esternamente. 
Poi siccome non mi decido a togliere le mani dalle sue natiche rotonde, mi invita a spalmarle il Voltaren, cosa che faccio molto volentieri.
Spalmare una crema sulla pelle di una donna è un'operazione molto intima e anche eccitante, almeno quando mi capita di farlo ma a quanto pare anche per lei è piacevole sentire che le accarezzo il sedere.
Questa volta Deanna non mi dice nulla, anche se sto continuando ad accarezzarla quando ormai il Voltaren è stato completamente assorbito.
I suoi sospiri sono rivelatori di quanto le piaccia essere accarezzata ma a un certo punto devo smettere di farlo, anche se lei sta ancora facendo le fusa come una gattina. 
Continua che mi piace, sussurra Deanna ma a quel punto trovo il coraggio di infilare la mano di taglio nel solco tra le sue natiche, scendendo fino a sfiorare la sua fessura. 
Mi ritrovo con la mano bagnata dai suoi umori che mi confermano di non essere l'unico eccitato per quella operazione così intima e calda. 
Le mie carezze la conducono all'orgasmo che Deanna gode sospirando a lungo e gemendo come una cucciola in calore, quando viene montata a dovere.
Quando levo la mano la osservo come se avessi toccato qualcosa di sacro e il profumo che mi arriva alle narici mi piace da morire.
Deanna si rialza dal divano, si sistema le mutandine e i pantaloni, dopodiché prende il mio viso tra le mani e mi bacia sulle labbra sorridendo di felicità. 
Purtroppo non ha il tempo di ringraziarmi come vorrebbe perché deve andare al lavoro da qualche parte ma non mi fa mancare i suoi baci, inoltre con la mano viene a sincerarsi che la mia devozione per lei si sia trasformata in una bella erezione. 
La sua carezza mi fa venire voglia di ributtarla sul divano, di spogliarla e di godermela come si deve ma non ho nessuna intenzione di violentarla.
Deanna mi prende per mano e mi chiede di riaccompagnarla alla macchina ora che le sembra di stare meglio, così poco dopo siamo di nuovo davanti al bar. 
Scendo per aiutarla a salire in macchina senza correre il pericolo di cadere un'altra volta e lei solleva lo sguardo e mi sorride, dandomi appuntamento alla prossima caduta. 
Resto sbalordito dopo quelle parole ma lei si mette a ridere e mi dà un vero appuntamento per la sera stessa a casa sua, così potrò ripetere la medicazione appena eseguita.
E magari avere qualcosa di più di qualche bacio e una strizzatina.
END





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