sabato 17 maggio 2025

Mery e l'isola che c'è

Finalmente avevo portato Mery in quel luogo incantato che è l'isola che c'è.
Dopo una lunga attesa eravamo riusciti a coordinare le nostre ferie, o meglio un paio di settimane di ferie insieme, come mai ci era capitato prima.
All'isola che c'è, si arriva solo con una imbarcazione ovviamente e io avevo la fortuna di avere un vecchio amico che con la sua barca a motore portava in giro i turisti in quella zona di mare.
Lo chiamavo zio Antonio perché così voleva essere chiamato e aveva voluto che gli pagassi soltanto le spese per portarmi laggiù con Mery.
La prima settimana era volata, non facendo altro che stare nudi al sole, mangiare frutta gelata, bere vino altrettanto gelato e chiavare all'aria aperta o nell'acqua ma mai nel bungalow in cui andavamo praticamente solo a dormire.
L'isola che non c'è è soltanto un'isola, circondata dal mare dal fondale basso in cui ci si può immergere senza paura, anche se non si è capaci di nuotare, con spiagge di fine sabbia bianca o sassolini dello stesso colore.
Un unico bungalow è stato costruito per accogliere poche persone, però munito di ogni confort, dalla camera da letto ampia e comoda, al bagno che ospita una grande doccia in cui Mery e io ci siamo sempre infilati insieme e soprattutto un bel frigo americano di quelli giganti per tenere al freddo frutta e vino, alimenti indispensabili per sopravvivere due settimane in cui le calorie si consumano facendo sempre e solo l'amore.
Era quello il motivo per cui Mery e io ci eravamo decisi a nasconderci laggiù, soli soletti e in culo al mondo, approfittando dello stretto legame sensuale e sessuale che ci univa.

Ora lo zio Antonio stava tornando con un po' di provviste per affrontare anche la seconda parte della nostra vacanza e noi lo avevamo atteso vestiti, per non metterlo in imbarazzo.
Dopo che aveva ormeggiato la barca, l'avevo aiutato a scaricare qualche cassa di generi di conforto e Mery aveva preparato dei sandwich che avevamo mangiato insieme. 
Mery è sempre molto carina con tutti, specialmente quando deve sdebitarsi per qualche favore e lì sull'isola poteva soltanto preparare qualche cosetta che lo zio Antonio aveva divorato.
Poi però Mery aveva insistito che fosse troppo poco per i tre viaggi che non ci aveva fatto pagare, il primo portando noi, il secondo le provviste e il terzo quando sarebbe venuto a prenderci.
D'altronde non è che io potessi ricambiare portando lo Zio Antonio da qualche parte magari in macchina, lui non si allontana mai dalla sua barca e dal suo mare.
Così dopo pranzo, venuta l'ora che Zio Antonio se ne tornasse a casa, Mery mi era venuta vicino e mi aveva sussurrato una sua idea all'orecchio e non avevo potuto fare altro che dirle di si.
Dopo avergli stretto la mano e ringraziato ancora una volta, avevo lasciato che Mery lo prendesse per mano e da sola lo accompagnasse alla barca, camminando nell'acqua bassa con lui.
Quando stava oramai per salirci sopra, Mery si era girata per chiedermi nuovamente e silenziosamente se poteva realizzare la sua idea e le avevo risposto con un sorriso e un cenno del capo.
Allora Mery aveva abbracciato lo Zio Antonio e gli aveva dato un bacio sulle labbra ma non un bacio che si dà a un amico che parte per un viaggio.
Non un bacio sulle guance ma sulle labbra e poi la sua lingua era guizzata repentinamente tra le labbra dello Zio Antonio che era rimasto sorpreso e bloccato dalla sorpresa mentre l'uccello gli si gonfiava nel costume.
Mery ne aveva approfittato per togliersi il reggiseno e fargli vedere le sue belle tettine e poi si era inginocchiata al cospetto del gonfiore che inequivocabilmente ne attestava l'erezione.
Mery senza fretta aveva abbassato lo slip dello Zio Antonio e si era trovata davanti il suo bel cazzo in tiro, forse non troppo pulito e profumato ma per lei non era certo un problema.
Preso e perso tra le labbra di Mery, lo Zio Antonio aveva ricevuto un bellissimo regalo, caldo e vellutato come le labbra esperte del mio amore.
E poi era venuto a fiotti densi e copiosi che Mery aveva accolto gioiosamente in bocca, come faceva sempre, dato che adora il sapore del seme maschile.
Anche da dove mi trovavo avevo notato le gambe dello Zio Antonio tremare visibilmente sotto i colpi di lingua di Mery, fino alla sborrata finale che lo aveva lasciato sconvolto e sazio.
Dopo averglielo ripulito per bene, Mery glielo aveva rimesso delicatamente a posto e gli aveva tirato su il costume e lo Zio Antonio era potuto salire un poco faticosamente sulla sua barca ed era ripartito.
Tornata da me, Mery aveva scoperto che mi ero eccitato parecchio nel vederla fare un pompino a un altro uomo, così mi aveva trascinato in mare, si era levata il costumino e poi aveva sfilato via anche il mio.
E ora eccola qui, immersa nell'acqua salata e calda, seduta su di me, sul mio cazzo che nella sua meravigliosa fichetta si trova sempre benissimo, a sussurrarmi che posso venirle dentro e che lei sta già per godere, la mia dolce porcellina Mery.
Mentre esaudisco il suo desiderio ed eiaculo dentro di lei, le sussurro all'orecchio che a quell'ora zio Antonio, felice e soddisfatto è sulla strada di casa.
E aggiungo che tra una settimana, quando verrà a riprenderci, si aspetterà un altro regalo caldo e liquido come quello di oggi.
Mery mi sorride mentre l'orgasmo la fa tremare e con la sua vocina calda, mista a gemiti di piacere, mi conferma di essere felice di aver ripagato zio Antonio della sua gentilezza.
E di essere pronta a ringraziarlo un'altra volta.

END 

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