Prologo
Posso farlo io? in fondo sono io la Pittrice e tu il Modello, anche se ogni tanto ti metti al mio posto dietro la tela.
Posso sistemare il tuo pene per poterlo dipingere come mi dice la mia ispirazione?
È bello anche quando è piccolo e sembra indifeso, posato sul tuo ventre.
Lo metto un po' così, è caldo al mio tocco e subito si innalza, per favore no, trattieniti ancora un po', lo voglio piccino come un bimbo tra le braccia della madre.
Ecco, così, lo sfioro appena, non voglio provocarti, anche se avrei voglia di dargli un bacino.
Adoro quei ricciolini che lo ricoprono ma prima o poi, dovremo depilarlo, per farlo sembrare ancora di più il pene di un adolescente che in fondo sei.
Primo Giorno
Nella prima tela, iniziata il primo giorno in cui hai posato per me, sei bellissimo, nudo e col tuo pene al naturale, appena ti sei abbassato lo slip.
Le tue guance erano arrossate per la vergogna ma non temere, le prossime tele saranno tutti primi piani della tua virilità, il tuo viso resterà un mistero, un segreto.
Lascialo incappucciato, non fare uscire la cappella turgida, lo farai il secondo giorno, lo voglio mogio, piccolo, dolcissimo.
Secondo Giorno
Nella seconda tela, quella del secondo giorno sei ancora più bello, sempre naturale ma in erezione.
E bastato sfiorarti e sei diventato durissimo, scappucciato e dritto al cielo e io l'ho dipinto, quando avrei voluto baciartelo.
Meritavi e meritava un bacio, così eretto e pronto per l'amore ma sei così giovane che mi sono trattenuta, ho solo bagnato le mutandine.
Tu hai capito ed eri turbato del mio turbamento e una goccina trasparente è apparsa sulla punta del glande.
Che voglia di leccartela.
Terzo Giorno
Oggi ho iniziato la terza tela del Trittico del Tuo Cazzo, quella in cui ti masturbi davanti ai miei occhi affamati.
Quando te l'ho chiesto sei nuovamente arrossito, come il primo giorno quando ti sei denudato per me.
Però non è durata molto la tua timidezza, lo hai preso in mano e con dolcezza ti sei masturbato.
Ti ho fermato un secondo prima che venissi e ho letto nel tuo sguardo la delusione ma devi tenere il tuo sperma per domani, fallo per me.
Quarto Giorno
Quando ti sei spogliato eri già durissimo, hai confessato di esserti toccato tutta notte e anche di giorno ma fedele al mio desiderio, di non essere andato fino in fondo.
Ora sei pronto, devi sborrare per me, affinché io possa immortalare questo attimo sulla mia tela, anzi, avvicinati.
Quanto sei bello col pene stretto in mano, l'espressione stravolta, il sudore e la voglia di schizzare.
Dai, fallo sulla tela, rendila vera, sborra per me, per noi, così, bravissimo, come vorrei poterti aiutare ma devo dipingere insieme a te, il nostro capolavoro.
Quinto Giorno
Non sforzarti, non tornare duro, lascialo molle, sgonfio e bellissimo come mai, non c'è nulla di più bello di un uomo e del suo pene dopo il piacere.
Però vieni vicino a me, tu non sai quanto vorrei tenerlo stretto tra le mie dita mentre fai pipì.
Il suono della cascata d'oro è meraviglioso, impuro succo d'uomo dopo la purezza dello sperma.
Il tuo seme è denso, perlaceo, ha un sapore acre di mascolinità, di forza e vigore, mentre la tua pioggia dorata è liquidissima, profumata, il sapore è salato e dolce nello stesso tempo.
Sei un capolavoro che dipingo nel momento dell'arcobaleno, un arcobaleno paglierino, tutto d'oro.
Dipingo il tuo succo simile al limone, sapendo che poi, quando sarai andato via, dovrò toccarmi da sola.
Oppure lascerò che il desiderio e la voglia feroce che ho del tuo cazzo prendano il sopravvento?
END
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