Il Commissario Montalbano si svegliò poco prima dell'alba, con il pene indurito che gli pulsava furiosamente e allungando la mano alla sua destra, sfiorò le rotonde natiche nude di Livia che ancora addormentata, stava russando leggermente al suo fianco.
Decise di lasciarla stare e senza fare rumore, scese dal letto e completamente nudo pure lui si allontanò, andando verso la cucina, con l'intenzione di uscire sulla veranda e andarsi a fare una nuotata.
Senza pensare a coprirsi le vergogne Montalbano, confidando che non ci fosse nessuno in giro a quell'ora, scese guardingo sulla sabbia già calda della spiaggia e percorse i pochi passi che lo separavano dal mare, con l'erezione che gli ciondolava davanti.
Effettivamente era solo ma si immerse subito in acqua e con bracciate vigorose si diresse al largo, dove si mise a fare "il morto" ma il suo pene tutt'altro che morto, pareva il periscopio di un sommergibile in emersione.
La temperatura dell'acqua era ideale per quel tipo di escursione mattutina e oltretutto lo avrebbe messo di buonumore, visto che doveva prima accompagnare Livia in aeroporto e poi recarsi al commissariato per il suo solito lavoraccio.
Dopo qualche altra bracciata, sentendosi pieno di energia, Montalbano tornò verso riva ed emerse da dove era entrato in acqua, con l'uccello che non voleva sapere di acquetarsi ma il Commissario aveva già un'idea di come fare per metterlo a riposo.
Appena fu in piedi, uscito dall'acqua, si accinse a fare i pochi passi sulla sabbia che lo separavano dalla veranda, quando si accorse di non essere solo.
Con la coda dell'occhio le vide, erano le due turiste tedesche, belle, bionde e nude che avevano avuto la sua stessa idea, solo con qualche minuto di ritardo.
Avevano preso in affitto la villetta a fianco la sua da qualche giorno, si erano incrociati spesso nei giorni precedenti e si erano scambiati un saluto nell'Italiano imperfetto delle Tedesche, che era sempre meglio del suo parlare teutonico.
Montalbano si bloccò e davanti a lui pure il suo paletto di carne che indefesso restava eretto, malgrado la presenza, o forse anche grazie alla presenza, delle due ragazze giovani e biondissime.
Le quali, tutt'altro che a disagio per la propria e la sua nudità, si guardavano tra loro sorridendo e dandosi di gomito e il Commissario seppure senza capire una parola, intuì che l'argomento della discussione era il suo cazzo in tiro.
Le due biondine erano piuttosto simili, alte e slanciate, una con un paio di tette grandi, l'altra più normale, entrambe del tutto depilate e con i loro migliori sorrisi gli lanciarono i costumi striminziti che si erano appena levate e corsero verso l'acqua per farsi una nuotata a loro volta.
Montalbano dopo qualche istante tornò sulla veranda, pensando di attendere il ritorno delle ragazze per restituire i costumi ma dall'interno gli giunse la voce un po' stridula di Livia che lo chiamava.
Cercò e trovò rapidamente un posto dove nascondere slip e reggiseni e poi si recò di corsa dalla fidanzata che ora lo aspettava sveglia, nuda e piena di voglia, seduta sul lettone matrimoniale.
Quando lo vide, e per primo vide il suo pene ciondolante in piena erezione, Livia si mise prona come una gatta sul letto e gli porse le natiche rotonde e invitanti, al centro delle quali brillava il plug con il rubino che Montalbano le aveva regalato.
Quel plug color rosso fiammante aveva lo stesso effetto sul Commissariato che la muleta dello stesso colore per il toro nell'arena e quindi non perse tempo e facendo attenzione, malgrado fosse eccitato e voglioso, glielo sfilò via dolcemente.
Livia, eccitata a sua volta, sospirò rumorosamente, mentre il suo buchetto liberato dalla presenza del plug restava apertissimo e pronto a ricevere il pene pulsante e durissimo di Montalbano che si era messo in posizione alle sue spalle, senza alcuna lubrificazione.
Il Commissario posò la cappella sul pertugio schiuso e giocò qualche secondo con la voglia che aveva preso entrambi, attese che Livia lo implorasse di penetrarla, poi si decise ed entrò circospetto per non renderle troppo doloroso il suo ingresso.
Ma la sua era una preoccupazione inutile, la sua fidanzata ogni volta che si univano in un rapporto anale, era sempre stata pronta, col buchetto spalancato per l'eccitazione e non aveva mai sofferto troppo le grandi dimensioni del suo pene.
La cappella di Montalbano varcò la soglia, Livia iniziò a fare rumorosamente le fusa, come le capitava sempre quando lo accoglieva nel culo, così il Commissario iniziò a spingere senza remissione, preso da un raptus di voglia incontenibile, con le mani che artigliavano i fianchi rotondi della sua bella fidanzata.
Spinto dal desiderio e dalle grida di incitamento di Livia, Montalbano la penetrò fino alle palle, poi tornò indietro e poi di nuovo dentro e così avrebbe fatto all'infinito se la donna non fosse venuta, gridando quanto le piacesse prenderlo in quella maniera ruvida.
Ogni volta che sodomizzava Livia, il Commissario era indeciso se morirle dentro e godere con lei nello stesso momento, oppure accompagnarla all'orgasmo e una volta calmata la tempesta, farsi fare un pompino con liquido lieto fine tra le labbra di Livia.
Decise che preferiva il pompino, anche perché, visto che in mattinata avrebbe dovuto accompagnarla all'aereoporto per tornare a Boccadasse, voleva lasciarle il ricordo del suo sapore più intimo.
E poi Livia faceva dei pompini meravigliosi, specie quando, dopo un orgasmo, voleva contraccambiare il piacere ricevuto, proprio come quella mattina.
Così, una volta estratto il pene dal buchetto della fidanzata, Montalbano glielo porse umido e gustoso alle labbra e Livia sazia ma felice e sorridente, glielo prese nella sua bocca calda e vellutata e in quel calore rassicurante, il Commissario si svuotò, godendo come quel porcone che era e Livia bevve il suo nettare denso e salato, senza perderne una sola goccina.
Più tardi, verso metà mattina, Montalbano con a fianco una Livia radiosa, salì sull'auto di servizio, diretto all'aereoporto, dove si separano, promettendosi di rivedersi al più presto.
Qualche ora dopo, la fidanzata lo chiamò per dirgli che era atterrata e il viaggio era andato bene mentre era in commissariato, impegnato con le solite scartoffie e sperava in un omicidio o almeno un furtarello che fosse la scusa per uscire e dimenticare tutte quelle orribili carte sulla sua scrivania.
Livia che lo conosceva bene, prima di salutarlo, gli promise che una volta a Boccadasse, avrebbe indossato ventiquattr'ore ore su ventiquattro il plug anale che aveva rimesso al suo posto dopo che Montalbano l'aveva fatta godere e aggiunse che il volo era stato davvero eccitante, seduta col gioiellino dentro il suo buco stretto che le pulsava e la faceva bagnare abbondantemente le mutandine. Era sottinteso che se il Commissario non l'avesse raggiunta al più presto per spegnere il fuoco che aveva dentro, alimentato dal gioiellino, Livia ci avrebbe pensato con qualche altro pompiere e a quel pensiero a Montalbano iniziarono a girare velocemente i coglioni.
Non riuscì nemmeno a sfogarsi col suo vice Augello che quel giorno si era messo in malattia, anche se il Commissario sospettava fosse una finta per correre dietro a qualche conquista e con Fazio o Catarella, Montalbano non provava lo stesso piacere nel riprenderli o gridargli in testa la sua incazzatura.
Il buonumore per la nuotata mattutina e il pompino che Livia gli aveva regalato prima della partenza, non erano stati sufficienti a tenerlo buono a lungo e quando, nel tardo pomeriggio se ne tornò a casa, era di umore nerissimo.
Aveva appena parcheggiato l'auto e stava cercando le chiavi per entrare, quando vide che le due ragazze tedesche lo stavano aspettando sulla veranda, stavolta vestite anche se in maniera leggerissima.
Aprì la porta con mani tremanti e in un biz le raggiunse, passando dall'interno e quando incrociò i loro sguardi, il Commissario capì che quella sera il buonumore gli sarebbe tornato presto.
Le fece entrare in casa e andò a prendere i loro costumi ma al suo ritorno, quelle non gli permisero di fare altro e iniziarono a spogliarlo, gettando lontani i costumi e tutto quello che avevano addosso, oltre ai vestiti di Montalbano.
Seduto nudo sul sofà, il Commissario lasciò che le due bionde tedesche in coppia si prendessero cura del suo pene che in pochissimi istanti ritrovò la piena erezione, beato tra due bocche e due lingue esperte e poco dopo schizzava sui due bei visetti accostati, lordandoli con il suo seme, come sempre copioso e denso.
Mentre veniva godendo, pensò a cosa poteva cucinare per le due troiette di appetitoso e calorico a sufficienza per affrontare la lunga notte d'amore che li attendeva.
Dopo il duplice pompino, Montalbano nudo si esibì anche come cuoco, sempre con l'uccello in tiro che gli svettava davanti e dopo un'ottima cena che le tedesche gradirono assai, finirono tutti e tre nel lettone che lo aveva visto sodomizzare Livia la mattina.
Come sempre il pene del Commissario fece il suo dovere, anzi doppio dovere, malgrado in un primo momento avesse pensato di chiamare Mimì Augello (nome omen) in aiuto, anche se per lui sarebbe stata una gravissima umiliazione rivolgersi all'amico nemico per una sciocchezza come soddisfare due ragazzotte tedesche. Dopo la battaglia notturna, quando entrambe le biondine si furono placate, era quasi l'alba e il Commissario propose alle sue amanti improvvisate una bella nuotata prima di tornare a letto e provare a dormire (per lui meglio riposare) qualche ora.
Poco dopo erano tutti e tre nudi, immersi nell'acqua calda del mare.
Certo che ora aveva un problema, anzi tre, con Livia a Boccadasse che non avrebbe resistito a lungo senza il suo pene e le due porcelline tedesche che avevano affittato la villetta di fianco alla sua fino alla fine del mese, a cui mancavano due settimane buone, che parevano intenzionate a consumargli il cazzo in quei quindici giorni di vacanza.
Per cercare una soluzione, al rientro dalla nuotata, il Commissario pensò che non ci fosse nulla di meglio che farsi una doccia, così insieme alle bionde teutoniche, andò sotto l'acqua calda e insaponarsi a vicenda fu solo la scusa per riprendere quello che avevano finito solo qualche ora prima.
Quando verso le dieci il telefono squillò, Montalbano rispose di malagrazia al povero Catarella che tentava di spiegargli gli avvenimenti notturni e di come ci fosse bisogno della sua presenza in commissariato.
Lasciò le sue nuove amanti da sole, nude nel suo lettone e dopo essersi rivestito, andò di malavoglia a fare il suo dovere, tanto le biondine gli avevano dimostrato di essere in grado di divertirsi anche da sole, nei momenti in cui il Commissario era stato costretto a riprendere fiato nelle lunghe ore di piacere precedenti.
Continua
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