mercoledì 14 maggio 2025

Zia Uno - Passato

Frequentavo casa sua fin da piccolo, da nipotino affezionato e ho continuato anche da ragazzo con i primi prudori adolescenziali.
Lei era la zia più bella della famiglia, bel viso, belle e grandi tette, non aveva gambe bellissime ma un bel culo si.
Ed era anche un po' esibizionista, aveva l'abitudine di alzarsi la gonna e mostrare le cosce in pubblico e per me era una gioia spiare tra le sue gambe per cogliere la visione delle mutandine.
Mi buttavo spesso addosso a lei e ne approfittavo per toccarle i seni che mi permetteva di parparle come se nulla fosse.
Era l'oggetto delle mie fantasie e carburante per l'eccitazione e la masturbazione e diventò anche altro.
Quella sera d'estate eravamo soli a casa sua, mio zio suo marito come spesso accadeva era lontano per lavoro e non avevano figli.
Allora non c'era l'aria condizionata e zia aveva addosso solo una maglietta e le mutandine, proprio come me.
Stava seduta sul divano dopo cena a guardare la televisione e io mi ci andai a sdraiare addosso, mettendole la testa in grembo.
L'avevo già fatto molte altre volte ma quella sera avvertii un profumo diverso da quello che emanava solitamente.
Ogni tanto giravo la testa e sfioravo con le labbra la sua pelle lievemente sudata e intanto il mio pene si imbizzarriva.
Zia sapeva che mi masturbavo per lei, lo facevo anche a casa sua quando mi chiudevo in bagno e si accorse del gonfiore che avevo nello slip e doveva essersi eccitata anche lei, ragion per cui quel profumo intenso e un po' acre di femminilità ardente.
La pelle delle sue cosce era calda e vellutata, le mie labbra finirono per toccarla e baciarla lievemente e i suoi sospiri aumentarono d'intensità.
Quello fu il momento in cui doveva succedere ma non successe, avrei potuto infilarle la testa tra le gambe a cercare qualcosa di più della pelle liscia e sudata, avrei trovato la sua fessura bagnata, protetta soltanto dal tessuto fradicio di succo di donna.
Persi quel momento e nemmeno lei volle osare, avrebbe potuto spingermi a un rapporto orale, sarebbe bastato che si aprisse e magari togliesse l'intimo per darmi campo libero.
Oppure spostasse la mutandina quel tanto da permettermi di infilare la lingua a toccare la sua fica profumata che emanava l'aroma che mi aveva fatto impazzire.
L'istante fatale passò, venne l'ora di andare a dormire e le chiesi se potevo dormire nel suo letto come facevo da piccolo, quando lo zio era assente.
Zia sorrise e disse che ero un po' grandicello ma che per una volta poteva fare eccezione e mi accolse con sé, malgrado o forse perché avevo ancora quel gonfiore rivelatorio nello slip.
Mi coricai al suo fianco e lei si girò su un fianco dandomi le spalle e non potei fare altro che afferrarmi il pene e masturbarmi in silenzio, senza lieto fine liquido.
Ci addormentammo e sognai di lei, sognai di averla davanti agli occhi a gambe aperte e non chiuse come prima sul sofà.
Nel sogno scostavo le mutandine umide e avevo accesso alla sua fica che come un fiore si schiudeva per me.
Sul più bello il sogno si interruppe e mi sveglia aggrappato alla sua schiena, il pene contro il suo bel culo, ansante e un po' sconvolto.
Ma fui ancora più sconvolto quando mi accorsi dell'umidità che sentivo nello slip, dove avevo eiaculato durante il sonno o meglio durante il sogno erotico.
Zia si svegliò e si accorse che qualcosa era accaduto alle sue spalle, qualcosa di caldo e liquido, accese la luce e si girò per indagare.
Mi staccai dal suo sedere e la macchia scura che lo sperma aveva provocato nello slip era bella evidente e mi aspettai che zia si arrabbiasse e mi sgridasse.
Invece no, lei sorrise comprensiva, disse che non era successo niente e che non potevo restare con l'intimo bagnato e incrostato per tutta la notte.
Mi condusse in bagno ma non avendo portato un cambio mi tolsi lo slip e glielo porsi affinché lo lavasse.
Zia guardò il mio pene incremato di sborra, sorrise, aggiunse che era normalissimo per un ragazzo della mia età e prese in mano lo slip schizzato.
Col senno di poi pensai che il profumo del mio seme l'avesse fatta eccitare come a me il profumo della sua fica qualche ora prima, mentre ero con la testa quasi tra le sue cosce.
Portò lo slip al nasino e ne aspirò profondamente il profumo intenso e acre e per qualche istante chiuse gli occhi come se sognasse.
Poi andò al lavandino, lo mise sotto l'acqua corrente e in pochi istanti lo ripulì e lo stese ad asciugare, dicendo che col calore estivo avrebbe fatto presto.
Dopodiché si prese cura di me e del mio pene che eravamo rimasti zitti e immobili ad aspettare che lei decidesse cosa fare.
Zia sapeva bene cosa fare, avrebbe potuto dire a me di farlo ma volle essere lei a pulirmi, dopo avermi fatto sedere sul bidet, col cazzo rivolto al rubinetto.
Aprì l'acqua e la indirizzò verso la mia peluria intrisa di seme e prese un po' di sapone intimo con le dita.
Fu meravigliosa nell'insapormi il pene, un incrocio tra una carezza altamente erotica e una dolcemente materna che me lo fece tornare duro all'istante.
Riuscì a lavarmi perfettamente il cazzo e le palle senza farmi venire un'altra volta, malgrado la grande cura e il tempo che impiegò nell'operazione di pulizia intima.
Alla fine tra le sue dita rimase il mio uccello in erezione, durissimo come un paletto di marmo, potenza della gioventù.
Immagino che in quel momento non sapesse bene che fare, che non volesse andare oltre ma nemmeno si decideva a lasciare andare.
Tornò a dirmi che quello che mi era successo durante il sonno era tutto normale e che non dovevo sentirmi in colpa.
Si trattava soltanto di normale eccitazione causata da sogni erotici che di notte poteva portare a polluzioni notturne in un ragazzo della mia età.
Disse anche che era stata un po' colpa sua che si era accorta del mio turbamento prima di andare a dormire e avrebbe dovuto consigliarmi la masturbazione, propedeutica per un sonno ristoratore.
Mentre zia parlava, la sua mano aveva iniziato appunto a masturbarmi impercettibilmente e io a sospirare di piacere e a muovermi avanti e indietro tra le sue dita.
Quando venni sborrando copiosamente nel bidet, zia si assolse da quel peccato mortale dicendo che così avrei dormito tranquillamente e finì sciacquandomi il pene, con la stessa cura con cui me lo aveva insaponato.
Poi come se nulla fosse successo, prese il mio slip e mi disse di indossarlo anche se era ancora bagnato, tanto mi si sarebbe asciugato addosso.
Tornati a letto, zia spense la luce e mi parlò nel buio con una voce incredibilmente sexy, sicuramente eccitata dall'avermi toccato intimamente.
Mi disse che non c'era nulla di male anche che me lo avesse toccato e lavato, perché lo aveva sempre fatto, anche quando ero piccolissimo.
Certo che ora ero un uomo, almeno a giudicare dalle dimensioni del mio cazzo e lei era rimasta sorpresa non credendo che fossi già così dotato.
Ma non dovevo pensare che potesse pensare lei alle mie esigenze, avrei dovuto farlo io o ancora meglio trovare delle ragazze mie coetaneee, con cui fare le mie esperienze sessuali.
Sono sicuro che lo disse a malincuore e che col mio pene avrebbe volentieri fatto ben altro che insaponarlo e farmi un povera, seppure piacevole sega.
Però si girò su un fianco e come prima si rimise a dormire o almeno ci provò, mentre io dormii saporitamente fino al mattino.
Il giorno dopo zia si alzò presto per le solite faccende di casa e io la raggiunsi in cucina per fare colazione ma lei non sembrava diversa dai giorni precedenti e il fatto che la notte prima mi avesse masturbato, fu come se non fosse mai successo.
Mio zio rientrò nel primo pomeriggio ma oramai io ero andato a casa e per un po' di tempo rividi zia sempre in sua compagnia e non ebbi la possibilità di parlarle della notte della mia sborrata tra le sue dita.
Finalmente lui partì per una quindicina di giorni per lavoro e zia chiese a mia madre, sua sorella, se potevo andare a stare da lei nel fine settimana.
Mamma, che aveva divorziato da mio padre, penso che abbia sempre sospettato che ci fosse qualcosa sotto ma nello stesso tempo se io andavo da zia, significava per lei avere casa libera con i suoi numerosi amanti.
Arrivai da zia il venerdì sera e la trovai come sempre bellissima, quasi radiosa e vederla mi provocò una erezione immediata.
Quella sera dopo cena ci mettemmo sul divano ma zia invece di guardare la TV e tenere la mia testa sulle gambe, aveva voglia di parlare.
Parlammo di sesso e mentre speravo che lei tirasse fuori la storia dell'ultima notte passata insieme, mi fece delle domande un po' strane.
Mi chiese se avessi mai visto quelle riviste in cui c'erano foto di accoppiamenti di ogni genere in primissimo piano, con grande spargimento di seme.
Ovviamente ne avevo viste diverse, non tantissime, dal barbiere o in mano agli amici più grandi, per non parlare di quelle esposte nelle edicole che gli edicolanti sorvegliavano come i soldati un polveriera.
Glielo confessai e le confessai che noi ragazzini le usavamo per masturbarci in una casa abbandonata in campagna dove andavo ogni tanto con gli amici.
Zia sorrise a quella rivelazione e le sfuggì, forse non accidentalmente un particolare che trovai molto eccitante, ovvero che lo zio ne aveva una nascosta in casa.
Quando le chiesi di farmela vedere, zia oppose resistenza, come se si vergognasse, malgrado la nostra intimità raggiunta nella notte delle sue carezze intime.
La implorai affinché potessi guardarla con la scusa che con quella mi sarei potuto masturbare e avremmo passato la notte a dormire e non sarebbe successo come nella notte della sborrata nello slip.
Zia non ne volle sapere e nello stesso tempo mi disse che avrei dovuto dormire nella camera degli ospiti, proprio per evitarlo ma in compenso potevo andare in bagno a masturbarmi quanto volevo.
Quella notte non successe nulla e nemmeno mi toccai perché mi arrovellai fino al mattino su dove potesse essere stata nascosta la rivista.
Sicuramente zia non l'avrebbe tenuta nella camera da letto, perché sarebbe stato troppo facile per me cercarla in un comodino o nel cassettone.
Di sicuro non nel salotto o in cucina e nemmeno in bagno, per cui non restava che una specie di libreria nell'ingresso ma anche lì sarebbe stata troppo visibile e allora perché non nello sgabuzzino. 
Si trattava di una stanzetta di un metro e venti per due dove zia celava le scope,  l'aspirapolvere, gli stracci e tutte le cose per pulire casa.
Quel mattino mi alzai alle sette e un silenzio passato davanti alla camera da letto dove zia stava ancora russando leggermente e mi infilai nello sgabuzzino.
Chiusi la porta, accesi la luce e cercando di non fare rumore mi misi in caccia della rivista e ovviamente dopo un po' la trovai.
Era una rivista corposa di parecchie pagine che aveva in copertina una bionda prosperosa e il titolo di una storia che rendeva bene il contenuto: il Golino.
Golino con la G maiuscola a indicare una prestazione sessuale particolare, non un cosa semplice pompino ma qualcosa di più "profondo".
La trama era irrilevante ma le foto assai esplicite e mostravano un caldo incontro tra la bionda prosperosa con un amante che non si limitava a metterglielo in bocca ma si spingeva ben oltre, da cui il Golino.
Il finale bollente e liquido vedeva il gran pene dell'amante venire nella bocca della bionda con una eiaculazione possente e copiosa che la donna pareva gradire.
Il seme espulso dalla cappella era così abbondante che la bionda era costretta a lasciarlo tracimare oltre le sue labbra e scendere a cascata sul grande seno.
E quella non era la sola storia per immagini contenuta nella rivista, ve ne erano molte altre di congiunzioni carnali di ogni tipo tra donna e uomo e anche in gruppo o di tipo lesbo.
Zia mi sorprese sul suo sofà, con la rivista in mano che non cercai affatto di nascondere e feci bene visto che lei invece di arrabbiarsi e sequestrarmela, si rassegnò e si sedette al mio fianco.
Sorrise e mi concesse di guardarla in tutta tranquillità ma lei voleva essere lì con me a spiegarmi quello che la rivista mostrava in primo piano.
In realtà non ne avevo un gran bisogno ma il punto di vista di una donna in fatto di porno è assai diverso da quello di un maschio e fu delizioso sentire le sue spiegazioni.
Iniziammo dalle foto di  un rapporto vaginale completo, come lo descriveva zia, mentre io lo chiamavo più volgarmente chiavata.
Zia provò a fare diventare la mia lettura una specie di lezione di educazione sessuale e diede un nome diverso e più scientifico a ogni foto che appariva sotto i nostri occhi.
Ma capivo che guardare unioni sessuali varie e preliminari o finali orali, eccitava anche lei tanto quanto me e quando le chiesi come mai lo zio teneva una rivista porno in casa, lei me lo spiegò.
Erano sposati da una decina d'anni ed entrambi avevano avuto un calo di desiderio reciproco e mio zio per non cadere in tentazione quando era lontano, le aveva proposto la rivista porno da usare a letto.
Zia aveva accettato e l'avevano utilizzata per eccitarsi insieme e poi fare l'amore ma quello che zio non sapeva era quanto il porno piacesse alla moglie che usava la rivista anche quando era sola e aveva voglia di godere un po'.
A dire il vero, mio zio non sapeva, non aveva proprio idea di quanto zia fosse calda e porca, e che se anche non gli aveva mai messo le corna fisicamente, con le sue fantasie non sarebbe entrato dalla porta.
Alla fine eravamo entrambi eccitati, il mio pene gonfiava il mio slip e zia si era bagnata le mutandine e avevamo una grande voglia di sfogarci, così ci guardammo negli occhi, confessandoci in silenzio la stessa insopprimibile voglia di godere.
Zia mi fece un cenno col capo mentre infilava la mano nelle mutandine per toccarsi e io lo tirai fuori e lo strinsi in mano e comincia a masturbarmi.
Lei venne per prima, l'espressione del suo bel viso stravolta dal piacere che aveva desiderato per tutta la notte e io la seguii, schizzando sperma sul pavimento e zia mi perdonò anche quello, in nome del nostro comune peccato.
Quello divenne il nostro segreto, oltre che il nostro dolce peccato e quando andavo a casa sua lo facevamo insieme, guardando la rivista e ogni tanto guardandoci a vicenda.
Una volta sola chiesi a zia se potevamo fare qualcosa di più, come toccarci a vicenda ma lei non volle assolutamente sapere, temendo di certo che avremmo finito di fare ben altro che masturbarci.
E poi era intransigente sul non poter tradire il marito, specialmente col suo nipotino preferito.

Continua 

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